"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)
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giovedì 13 settembre 2012

Alla scoperta di una città che pensavo di conoscere

A causa di un noioso evento di forza maggiore, mi sono ritrovata a trascorrere le mie ultime mattine in giro per una città che dista una trentina di chilometri dal mio paese. Una città che conosco sin da quando ero bambina, un punto di riferimento per molta gente che abita da queste parti. Ci vado spesso per sbrigare qualche commissione, per fare shopping, per visitare la libreria più grande della zona o fare una veloce passeggiata per il corso.

Avendo a disposizione diverse ore di vuoto, in queste mattinate, ho avuto modo di visitarla bene, di viverla intensamente. Ho scoperto vicoli sconosciuti, negozietti sperduti, vie che percorrevo spesso, ma non guardavo mai abbastanza.
Ho fatto colazione in un bar ogni giorno diverso, scambiato qualche parola di circostanza con la gente del posto e scoperto con grande stupore che ci sono posti dove il caffè costa ancora ottanta centesimi e non un euro e dieci, come accade nella mia città universitaria.

Ho scoperto l’esistenza di un parco curatissimo, pieno di verde, di panchine e di giostre per i bambini che purtroppo ho potuto ammirare solo da una certa distanza, a causa della presenza, al suo interno, di soggetti dall’aspetto poco rassicurante. Li ho maledetti tra me e me, perché in qualche modo mi hanno tacitamente negato la possibilità di godermi quel piccolo paradiso verde nel bel mezzo della città.

Mi sono poi documentata, su internet, delle varie attrazioni della città, venendo a conoscenza dell’esistenza, in un punto non troppo lontano dal centro, di un mercatino del libro usato. Sapete ormai della mia passione per questo genere di commercio, infatti come potete ben immaginare, non mi sono lasciata scappare l’occasione di visitarlo. È stato, in realtà, un po’ deludente. Pensavo ci fossero più libri di narrativa o saggi, invece ho trovato per lo più testi scolastici e decine di studenti pronti a farne scorta. Sarà il periodo …

Una città, poi, almeno per me, non si vive mai abbastanza se non si visita lì almeno una volta qualche posto in cui si sbrigano solitamente faccende di ordinaria amministrazione.
Ho approfittato quindi di qualche bolletta per passare un’ora all’ufficio postale centrale della città. Un ambiente pieno di luce e di piante (e di sportelli con annessi operatori competenti,  per fortuna).
Purtroppo ho avuto la malsana idea di accomodarmi in una sedia vicino alla macchinetta automatica dei numeri, per poi ritrovarmi a fare da tutor ad un numero esagerato di anziani e di persone poco, per così dire, svelte.
Ma per fortuna, ho imparato nella vita a guardare sempre i lati positivi delle questioni, dalle più piccole alle più grandi, per cui ho colto la cosa un po’ come un’occasione in più per studiare tra me e me la gente del posto.

Come sono solita fare quando ho tempo a volontà da trascorrere in un posto, ho deciso di raggiungere un punto determinato della città percorrendo la strada più lunga. È un lusso, se ci pensate. Avere tempo da spendere così, in certi casi è da considerarsi solo un privilegio.
Tanto per non farmi mancare nulla, stamattina mi sono anche un po’ persa tra le vie di questa città. Ho provato il brivido del senso di smarrimento, che non è per niente una cosa negativa se affrontato con una certa serenità. Perdersi dà la possibilità di abbandonarsi totalmente al proprio istinto, in questo caso specifico al proprio senso dell’orientamento (che, grazie al cielo, in me è molto spiccato). Un buon esercizio, per chi come me, è di una razionalità quasi esasperata.
Il perdersi permette di scoprire strade nuove che magari abbiamo rinunciato a percorrere a favore della solita via veloce e sicura.
E se proprio non si riesce a trovare la giusta strada, si può sempre far affidamento su qualche faccia simpatica che possa darti indicazioni.

Mi rendo conto di essermi dilungata un po’ troppo con questo post. Spero di non avervi annoiato. Concludo consigliandovi vivamente di andare alla scoperta di qualche posto vicino al luogo dove vivete, così, per girarlo meglio, anche se magari pensate di conoscerlo abbastanza.

venerdì 7 maggio 2010

Questo tempo decisamente poco primaverile mi sta impedendo di andare al parco. Appena ho un po’ di tempo, vado sempre al parco: mi rilassa. L’anno scorso ho passato tutti i miei pomeriggi di giugno e di luglio lì, a studiare filosofia del diritto con la mia collega di università. Si può dire che conoscevo più il parco che casa mia.

Mi piace andarci: prima di tutto perché tutto quel verde mi ricorda tanto la campagna di mia nonna, poi perché mi sembra una “sospensione della città”, un angolo di paradiso. C’è talmente tanta pace (maniaci pervertiti a parte) che non sembra di essere in città.
Un attimo prima ti ritrovi immersa nel caos delle macchine e dei rumori e un attimo dopo sei nel verde e nella quiete: due mondi talmente opposti che non penseresti mai che siano così vicini tra loro. Se guardassi distintamente una foto del parco e una della mega rotonda su cui affaccia il suo ingresso, non direi mai che sono due posti praticamente attaccati.
Dentro il parco c’è anche una grande area con le giostre per i bambini, tutto intorno è un’allegria. Guardare i bambini giocare mi fa pensare a quanto basti poco per farli felici.

Comunque, ultimamente il mio umore rispecchia tanto quello del tempo. Effettivamente il toro risente delle condizioni meteo, è “climaticamente fuori gioco”. Ho l’impressione che le foglie degli alberi stiano cadendo, invece di rinascere.

Ieri sono andata a dormire tardi, stamattina mi sono alzata tardi con l’aspetto molto simile a quello di uno zombie. Ho studiato (si fa per dire) e poi sono uscita. Sono stata in un negozio dove tempo fa avevo notato un bellissimo fermaglio per i capelli. Appena l’ho visto ho pensato a mia madre e così oggi gliel’ho preso in occasione della sua festa e del suo imminente compleanno. Domani mattina dovrò andare alla posta a spedirlo.

Il mio pomeriggio è stato cupo, l’ho passato tra gli appunti di commerciale e la tv. Devo mettermi a studiare seriamente se voglio concludere qualcosa!