Rosso come i riflessi dei miei capelli. Rosso come la felpa che ho addosso. Rosso come le palline dell'albero che ho accanto, come la stella di Natale vicino la scrivania.
Rosso come il sangue, come la passione, come le labbra quando siamo sicure di noi stesse.
Rosso come i confetti che spero di mangiare presto.
Rosso come l'Amore. Rosso come i sentimenti vivi, come gli animi che pulsano di emozioni belle.
Rosso come la festa, come l'allegria, come la gioia.
Grigio come le tempeste, come il mare agitato nelle giornate buie.
Grigio come il cielo quando piove, grigio come quando ci sentiamo tristi.
Grigio come le matite con cui sottolineo i libri.
Grigio come il maglione quando non so di che colore vestirmi. Grigio come l'inverno.
Arancione come il sole che rompe il grigio, quando la tempesta finisce.
Perchè sappiamo tutti che le tempeste prima o poi finiscono.
Lasciano spazio al colore, alle cose belle.
... E quindi arancione come i tramonti d'estate. Arancione come le foglie d'autunno, arancione come la mia stanza. Arancione come certi girasoli.
Arancione come il mio colore preferito.
E poi blu.
Blu come il cielo senza nuvole, come il mare quand'è calmo. Blu come la gonna presa in prestito dall'armadio della mamma. Blu come le luci di certe macchine.
Blu come gli occhi più belli del mondo. Come la dolcezza.
Rosso, arancione, blu, verde, giallo ...
Un po' di grigio, ogni tanto, per apprezzare meglio i colori vivi. Per far sì che non siano una cosa scontata.
Mi auguro, vi auguro, ci auguriamo un anno colorato.
Un anno di sorrisi, perchè non guastano mai.
Un anno di salute, di amore, di calma, di serenità. Perchè se mancano loro non possiamo fare niente.
Il 2012 mi ha dato tanto.
E' stato un anno bello.
E adesso sono qui, a guardare ai prossimi 365 giorni con un certo senso di incertezza.
Incertezza perchè non so.
Non so se avrò sentito il peso della corona di alloro in testa.
Non so dove sarò. Se sarò qui, lì, altrove.
Non so cosa farò, se avrò tirato fuori dal cassetto quel sogno con la muffa addosso.
Incertezza che fa rima con speranza.
Perchè io spero.
Spero.
Di farcela.
Di trovare quello che cerco.
Di sorridere sempre, di trovare sempre quell'arancione che rompe il grigio.
Di gioire, di essere serena.
Di rilassarmi guardando il blu del cielo e del mare o l'arancione dei tramonti d'estate.
Di avere il cuore rosso come l'Amore.
Spero in un anno colorato.
Me lo auguro, ve lo auguro, ce lo auguriamo: colori, tanti colori.
E allora auguri.
Auguri a tutti voi.
"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."
(Donne in Rinascita - D. Cugia)
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lunedì 31 dicembre 2012
domenica 8 aprile 2012
Di risvegli natalizi
Stanotte ho fatto le tre, non so neanche io come. Sveglia da quasi ventiquattro ore, sono arrivata a casa in catalessi. Ho lasciato i tacchi, seppur comodi, in un angolo dell'ingresso di casa e sono andata a letto con tanto di trucco e di orecchini addosso. Ho dormito con il Gatto, o meglio: lui ha dormito con me. Ho assunto posizioni stranissime, tutto ciò per non svegliarlo o costringerlo ad andare altrove. Ho rischiato i crampi alle gambe, insomma.
Ho aperto gli occhi poco fa, svegliata dai buonissimi odori di cui la mia casa stamattina è piena. Il Gatto era ancora lì sul letto. Inutile descrivervi le condizioni della mia faccia ...
Sono andata in cucina, dove mia madre mi è saltata addosso per darmi gli auguri.
Il tempo fa schifo. E' in corso uno di quei temporali epocali, con tanto di pioggia superfitta, alberi piegati in due, vento forza mille e tuoni. Se ci fosse un albero di Natale in casa, potrei senza dubbio augurare in giro un felice Natale e un sereno anno nuovo.
Nessuno ha pensato a regalarmi un uovo di Pasqua, comprarmelo da sola era troppo squallido. Mangerò un po' di cioccolato di quello di mio fratello.
Bene, gente.
Non mi resta altro che augurarvi una buona giornata. Mangiate, bevete, state con i vostri cari.
Buone sorprese per tutti.
Ho aperto gli occhi poco fa, svegliata dai buonissimi odori di cui la mia casa stamattina è piena. Il Gatto era ancora lì sul letto. Inutile descrivervi le condizioni della mia faccia ...
Sono andata in cucina, dove mia madre mi è saltata addosso per darmi gli auguri.
Il tempo fa schifo. E' in corso uno di quei temporali epocali, con tanto di pioggia superfitta, alberi piegati in due, vento forza mille e tuoni. Se ci fosse un albero di Natale in casa, potrei senza dubbio augurare in giro un felice Natale e un sereno anno nuovo.
Nessuno ha pensato a regalarmi un uovo di Pasqua, comprarmelo da sola era troppo squallido. Mangerò un po' di cioccolato di quello di mio fratello.
Bene, gente.
Non mi resta altro che augurarvi una buona giornata. Mangiate, bevete, state con i vostri cari.
Buone sorprese per tutti.
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giovedì 8 marzo 2012
Tre foto e una mimosa
Aderisco anche io all'iniziativa del giornale "Il Quotidiano della Calabria": dedico questa giornata a queste tre Donne con la D maiuscola, speciali per il loro coraggio infinito.Andate a leggere la loro storia. Rimarrete senza parole.
Buona festa delle donne!
sabato 31 dicembre 2011
Il classico ultimo post dell'anno
Quest’anno non volevo cadere nel (quasi banale) tunnel del fatidico “ultimo post dell’anno”. Non volevo fare bilanci, buoni propositi, tradizioni inutili tipo indossare qualcosa di rosso, mangiare lenticchie e via dicendo.
In realtà ogni anno penso e dico la stessa cosa e finisco con il fare bilanci e buoni propositi.
Ho scoperto che i bilanci sono inevitabili, come la lista dei buoni propositi, quelli veri però, quelle cose concrete che si possono benissimo realizzare con un po’ di buona volontà.
Ho capito questa cosa leggendo i miei vecchi buoni propositi, quelli che avevo segnato per il 2011. Ho scoperto (con tanto di stupore e meraviglia) di aver portato a buon fine la maggior parte di loro.
Ho capito anche che "la Lista" in realtà serve solo a pensare sul serio a cosa vorremmo migliore di noi stessi, quali sono i nostri obiettivi. E il cambiamento di anno è solo una scusa, un'occasione valida per fare tutto ciò.
Insomma, credo proprio che rispetterò questa “tradizione”.
Quanto ai bilanci, ammetto timidamente che questo 2011 è stato un anno tutto sommato bello. Ci sono stati i classici momenti brutti, di pieno sconforto; c’è stato un ventunesimo compleanno terribilmente triste; ci sono state delusioni in campi diversi; ci sono stati momenti in cui mi sono sentita più sola di un bambino che esce da scuola e non trova nessuna faccia familiare.
Ma tutto questo non basta a buttarmi giù. Ci sono cose più belle che mi rendono felice e mi fanno mettere da parte i momenti brutti.
C’è il mare che in questo momento è blu e bianco.
Ci sono persone su cui credo di poter contare.
C’è il mio Gatto.
C’è la scrittura e questo blog.
Ci sono le albe e ci sono i tramonti.
C’è lo shopping con le amiche, la spesa del sabato.
C’è mia sorella.
C’è l’accoppiata tè e barretta post studio con N.
Ci sono i viaggi, le diverse città italiane che ho avuto la fortuna di visitare quest’anno.
C’è la sigaretta con M. che è nociva quanto volete, ma almeno rilassa.
C’è il messaggio del buongiorno.
Ci sono tante altre piccole cose . . .
Concludo qui questo mio ultimo post dell’anno.
Passate una buona fine e iniziate alla grande, per quanto potete.
Buon 2012 e tante cose (belle).
In realtà ogni anno penso e dico la stessa cosa e finisco con il fare bilanci e buoni propositi.
Ho scoperto che i bilanci sono inevitabili, come la lista dei buoni propositi, quelli veri però, quelle cose concrete che si possono benissimo realizzare con un po’ di buona volontà.
Ho capito questa cosa leggendo i miei vecchi buoni propositi, quelli che avevo segnato per il 2011. Ho scoperto (con tanto di stupore e meraviglia) di aver portato a buon fine la maggior parte di loro.
Ho capito anche che "la Lista" in realtà serve solo a pensare sul serio a cosa vorremmo migliore di noi stessi, quali sono i nostri obiettivi. E il cambiamento di anno è solo una scusa, un'occasione valida per fare tutto ciò.
Insomma, credo proprio che rispetterò questa “tradizione”.
Quanto ai bilanci, ammetto timidamente che questo 2011 è stato un anno tutto sommato bello. Ci sono stati i classici momenti brutti, di pieno sconforto; c’è stato un ventunesimo compleanno terribilmente triste; ci sono state delusioni in campi diversi; ci sono stati momenti in cui mi sono sentita più sola di un bambino che esce da scuola e non trova nessuna faccia familiare.
Ma tutto questo non basta a buttarmi giù. Ci sono cose più belle che mi rendono felice e mi fanno mettere da parte i momenti brutti.
C’è il mare che in questo momento è blu e bianco.
Ci sono persone su cui credo di poter contare.
C’è il mio Gatto.
C’è la scrittura e questo blog.
Ci sono le albe e ci sono i tramonti.
C’è lo shopping con le amiche, la spesa del sabato.
C’è mia sorella.
C’è l’accoppiata tè e barretta post studio con N.
Ci sono i viaggi, le diverse città italiane che ho avuto la fortuna di visitare quest’anno.
C’è la sigaretta con M. che è nociva quanto volete, ma almeno rilassa.
C’è il messaggio del buongiorno.
Ci sono tante altre piccole cose . . .
Concludo qui questo mio ultimo post dell’anno.
Passate una buona fine e iniziate alla grande, per quanto potete.
Buon 2012 e tante cose (belle).
domenica 25 dicembre 2011
Buon Natale
Le ciaramelle - Giovanni Pascoli
Udii tra il sonno le ciaramelle,
ho udito un suono di ninne nanne.
Ci sono in cielo tutte le stelle,
ci sono i lumi nelle capanne.
Sono venute dai monti oscuri
le ciaramelle senza dir niente;
hanno destata ne' suoi tuguri
tutta la buona povera gente.
Ognuno è sorto dal suo giaciglio;
accende il lume sotto la trave:
sanno quei lumi d'ombra e sbadiglio,
di cauti passi, di voce grave.
Le pie lucerne brillano intorno,
là nella casa, qua su la siepe:
sembra la terra, prima di giorno,
un piccoletto grande presepe.
Nel cielo azzurro tutte le stelle
paion restare come in attesa;
ed ecco alzare le ciaramelle
il loro dolce suono di chiesa;
suono di chiesa, suono di chiostro,
suono di casa, suono di culla,
suono di mamma, suono del nostro
dolce e passato pianger di nulla.
O ciaramelle degli anni primi,
d'avanti il giorno, d'avanti il vero,
or che le stelle son là sublimi,
conscie del nostro breve mistero;
che non ancora si pensa al pane,
che non ancora s'accende il fuoco;
prima del grido delle campane
fateci dunque piangere un poco.
Non più di nulla, sì di qualcosa,
di tante cose! Ma il cuor lo vuole,
quel pianto grande che poi riposa,
quel gran dolore che poi non duole:
sopra le nuove pene sue vere
vuol quei singulti senza ragione:
sul suo martòro, sul suo piacere,
vuol quelle antiche lagrime buone!
Udii tra il sonno le ciaramelle,
ho udito un suono di ninne nanne.
Ci sono in cielo tutte le stelle,
ci sono i lumi nelle capanne.
Sono venute dai monti oscuri
le ciaramelle senza dir niente;
hanno destata ne' suoi tuguri
tutta la buona povera gente.
Ognuno è sorto dal suo giaciglio;
accende il lume sotto la trave:
sanno quei lumi d'ombra e sbadiglio,
di cauti passi, di voce grave.
Le pie lucerne brillano intorno,
là nella casa, qua su la siepe:
sembra la terra, prima di giorno,
un piccoletto grande presepe.
Nel cielo azzurro tutte le stelle
paion restare come in attesa;
ed ecco alzare le ciaramelle
il loro dolce suono di chiesa;
suono di chiesa, suono di chiostro,
suono di casa, suono di culla,
suono di mamma, suono del nostro
dolce e passato pianger di nulla.
O ciaramelle degli anni primi,
d'avanti il giorno, d'avanti il vero,
or che le stelle son là sublimi,
conscie del nostro breve mistero;
che non ancora si pensa al pane,
che non ancora s'accende il fuoco;
prima del grido delle campane
fateci dunque piangere un poco.
Non più di nulla, sì di qualcosa,
di tante cose! Ma il cuor lo vuole,
quel pianto grande che poi riposa,
quel gran dolore che poi non duole:
sopra le nuove pene sue vere
vuol quei singulti senza ragione:
sul suo martòro, sul suo piacere,
vuol quelle antiche lagrime buone!
BUON NATALE!
lunedì 15 agosto 2011
domenica 24 aprile 2011
giovedì 17 marzo 2011
Auguri Italia
Oggi, come tutti saprete, si festeggiano i 150 anni di Unità d’Italia. Dopo polemiche di ogni tipo, è stata proclamata, per oggi, la festa nazionale. Scuole, uffici, negozi chiusi, come se fosse domenica, come se fosse il giorno di Natale. Questo per darci modo di festeggiare, di farci riflettere. E allora via alle manifestazioni di ogni tipo che ci facciano ricordare cosa è stato fatto per raggiungere l’Unità e, aggiungerei, cos’altro c’è da fare ancora per mantenerla, alimentarla, renderla infinita.
Faccio anche io gli auguri alla cara Italia e soprattutto agli italiani, sperando di non dover aspettare i prossimi 50 anni per ricordarci di festeggiare ancora la nostra Unità.
martedì 8 marzo 2011
Auguri donne!
Ieri sera ho incontrato in un negozio un signore anziano. Mi è rimasto impresso nella mente, tanto per cambiare.
Ha scelto tre mazzolini di mimose, con una cura magistrale. Ne prendeva uno in mano, lo esaminava accuratamente e scartava quelli che secondo lui, suppongo, non andavano bene.
Alla fine ho preso i più belli, quelli con i colori più intensi.
Insieme ai mazzetti ha preso dei cioccolatini.
Era alla cassa davanti a me. Li ha passati alla cassiera, facendo attenzione a che non si sciupassero. Ha pagato, ha chiesto la sua busta di plastica e si è accertato del fatto che la commessa avesse tolto i prezzi.
Era lento nei gesti, ma tanto attento. Mi ha fatto tenerezza. Le donne a cui oggi darà quei mazzolini di mimose suppongo siano molto importanti per lui. E metterei la mano sul fuoco che ha aggiunto ai fiori anche un bigliettino.
Di solito non festeggio il giorno della donna. Non mi interessano quelle feste insignificanti organizzate dai soliti squallidi localini. La festa della donna dovrebbe avere un significato ben diverso.
Auguri donne!!!
Vi lascio con il testo di una canzone, si chiama “Donna”, è di Mia Martini.
Donne piccole come stelle
Donne piccole e violentate
Donna come l'acqua di mare
Donna come un mazzo di fiori
Donna fatti saltare addosso
Donna che non sente dolore
Donna come l'acqua di mare
Donna come un mazzo di fiori
Ha scelto tre mazzolini di mimose, con una cura magistrale. Ne prendeva uno in mano, lo esaminava accuratamente e scartava quelli che secondo lui, suppongo, non andavano bene.
Alla fine ho preso i più belli, quelli con i colori più intensi.
Insieme ai mazzetti ha preso dei cioccolatini.
Era alla cassa davanti a me. Li ha passati alla cassiera, facendo attenzione a che non si sciupassero. Ha pagato, ha chiesto la sua busta di plastica e si è accertato del fatto che la commessa avesse tolto i prezzi.
Era lento nei gesti, ma tanto attento. Mi ha fatto tenerezza. Le donne a cui oggi darà quei mazzolini di mimose suppongo siano molto importanti per lui. E metterei la mano sul fuoco che ha aggiunto ai fiori anche un bigliettino.
Di solito non festeggio il giorno della donna. Non mi interessano quelle feste insignificanti organizzate dai soliti squallidi localini. La festa della donna dovrebbe avere un significato ben diverso.
Auguri donne!!!
Vi lascio con il testo di una canzone, si chiama “Donna”, è di Mia Martini.
A molti non piace, a me sì.
È da mesi che l’ascolto in continuazione. Mi ha un po’ rapita.
Chissà perché …
È da mesi che l’ascolto in continuazione. Mi ha un po’ rapita.
Chissà perché …
Donne piccole come stelle
c'è qualcuno le vuole belle
donna solo per qualche giorno
poi ti trattano come un porno.
Donne piccole e violentate
molte quelle delle borgate
ma quegli uomini sono duri
quelli godono come muli.
Donna come l'acqua di mare
chi si bagna vuole anche il sole
chi la vuole per una notte
c'è chi invece la prende a botte.
Donna come un mazzo di fiori
quando è sola ti fanno fuori
donna cosa succederà
quando a casa non tornerà.
Donna fatti saltare addosso
in quella strada nessuno passa
donna fatti legare al palo
e le tue mani ti fanno male.
Donna che non sente dolore
quando il freddo gli arriva al cuore
quello ormai non ha più tempo
e se n'è andato soffiando il vento.
Donna come l'acqua di mare
chi si bagna vuole anche il sole
chi la vuole per una notte
c'è chi invece la prende a botte.
Donna come un mazzo di fiori
quando è sola ti fanno fuori
donna cosa succederà
quando a casa non tornerà
venerdì 31 dicembre 2010
Tanti auguri
Tra poche ore finirà anche quest’anno. Avranno tutti un bicchiere di spumante in una mano e magari il cellulare nell’altra, pronti a mandare miliardi di auguri e ad intasare le linee telefoniche. Conto alla rovescia, da dieci a zero, tappo della bottiglia in aria, risate, balli, auguri a non finire, pancia piena, fiumi di alcool, qualcosa di rosso addosso, buona compagnia, qualche petardo (quanto li odio!): ecco il capodanno standard.
La parte interessante del capodanno è la fase preparatoria a tutto quello sopra descritto, ossia la riflessione. Riflessione su ciò che è stato, propositi per ciò che -si spera- sarà. La storia si ripete.
Io quest’anno avevo pensato di evitare questa fase riflessiva, poi però mi sono resa conto che è tradizione per me spremere il cervello e fare qualche bilancio sull’anno trascorso. E siccome tengo alle tradizioni, ben venga anche quest’anno il momento riflessivo pre-cenone.
Per ricordare questo 2010, mi sono fatta un po’ aiutare dalla cara e fedele agenda, dove annoto tutto quello che mi succede (o quasi), oltre che riguardare i vecchi buoni propositi. Partendo dal ripasso della mia agenda, devo dire che questo 2010, a parte qualche evento particolare, è stato un anno tranquillo. Non ho avuto pensieri particolarmente martellanti, ossessivi, negativi, orribili, soffocanti nella mia testa. Anche se forse il motivo è il semplice fatto che (viva la modestia!) sono riuscita a recuperare in qualche dove quella forza in più che mi mancava per essere capace di affrontare tutti quegli ostacoli che si incontrano sempre nel modo,però, più sereno possibile. Sono anche riuscita a realizzare un paio di voci relative ai buoni propositi del 2010 (tra cui quella di aprire un blog, appunto questo!).
È sorto poi un altro problema: stilare anche quest’anno la lista dei buoni propositi o lasciare perdere? Poi ho pensato un po’ e ho avuto un’illuminazione. Avete presente quell’entusiasmo particolare misto ad euforia che accompagna la gente tra gli ultimi minuti dell’anno vecchio e i primi dell’anno nuovo? Ecco, il mio buono proposito sarà proprio questo: cercare di conservare sempre anche solo un minimo dell’entusiasmo che accompagna quei momenti e di utilizzarlo sempre in tutte quelle “imprese” che mi ritroverò ad affrontare in questo nuovo anno.
Lo auguro a me stessa, come lo auguro a voi.
Buona fine, buon inizio, buon proseguimento.
domenica 31 ottobre 2010
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