Sono assente dal blog da più di dieci giorni: purtroppo non ho avuto modo di scrivere alcun post, anche se avrei voluto farlo. Rileggendo l’ultimo pubblicato, mi sono ritrovata a stupirmi pensando a quante cose siano successe in così poco tempo. Sorrido un po’ dei miei dubbi e delle mie paure e realizzo ancora una volta che certe volte dovrei solo respirare profondamente e stare più calma.
Sono tornata a casa da un bel po’ di giorni. Tutto è rimasto come l’avevo lasciato. Il mare è quello di sempre, blu come nessun altro al mondo. I tramonti, le onde che muoiono a riva, le strade in cui sono cresciuta mi emozionano come hanno sempre fatto, allo stesso identico modo.
Le mie amiche della mia città università sono venute a trovarmi qui, mi hanno fatto compagnia per una settimana. Era la prima volta che questa casa ospitava qualcuno che non fosse un parente. Ho fatto conoscere loro la mia culla, i posti che mi hanno visto crescere. Abbiamo passato intere giornate fuori casa, a prendere il sole in spiaggia o a camminare per le strade della mia piccola città.
Arrivavamo a casa che era quasi l'alba e nonostante il cuore mi dicesse di mettermi a scrivere, la stanchezza mi portava ad infilarmi un pigiama e a mettermi a letto. Ho provato sensazioni diverse, strane, nuove. Le ho lasciate fare confusione dentro la mia testa per un po’, ma adesso che sono qui, al sicuro nel silenzio della mia stanza arancione, sono pronta a riversarle tutte in questo foglio bianco.
Vedere due piccoli mondi congiungersi (quello del posto in cui sono cresciuta e quello della mia città universitaria) mi ha fatto uno strano effetto. È stato bello vedere per la prima volta i miei amici tutti insieme, quelli vecchi e quelli nuovi. Li osservavo mentre si guardavano, mentre ispezionavano i loro visi. Mi sembrava di poter leggere nei loro pensieri. Le loro risate mi hanno riempito il cuore, mi hanno fatto sentire ricca e più forte. Credo che incontrandosi, conoscendosi a vicenda, i miei amici abbiano scoperto qualche lato in più della mia persona.
Sono stata contenta di vederli aggiungersi su Facebook, di promettersi un futuro nuovo incontro. Mi scopro addirittura a provare una specie di piacere nel notare la loro sorta di malinconia, adesso che son tornate in città. È una prova ancora più lampante di come sia riuscita a farle stare bene qui.
Per il resto, sono stata vittima di piccoli incidenti quotidiani. Al momento ho un’ustione (probabilmente di secondo grado) sulle gambe, un herpes sul labbro e un gomito dolorante.
Ma io ci sorrido su.