"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

sabato 30 aprile 2011

Odi et amo: i rientri dello studente fuori sede

Visto che sono fresca di rientro, credo sia opportuno sottoporre al giochetto dell’ “odi et amo” anche la fase delle partenze-rientri a casa.


Amo sapere che tornerò a casa, progettare date e momenti.
Amo andare in agenzia a comprare il biglietto.
Amo pensare alla valigia, a quello che porterò con me.
Amo arrivare a casa, girarla tutta per intero e vedere se tutto è rimasto al suo posto.
Amo il primo abbraccio con il Gatto, il bacino tra le orecchie, sentirlo miagolare appena mi vede.
Amo aspettare sotto casa gli amici, vedere da lontano la luce dei fari delle loro macchine.
Amo vedere quant’è cresciuto mio fratello.
Amo andare a dormire nel mio letto di sempre.
Amo la cucina della mamma (anche se sarebbe meglio se la odiassi!)
Amo guardare i tramonti dal balcone della mia stanza.

Odio spendere centinaia di euro per tornare a casa.
Odio quando in valigia non entra niente (anche se forse sono io che pretendo troppo!).
Odio dover tornare in città quando a casa mi trovavo bene.
Odio salutare amici e parenti, se potessi eviterei questi momenti.
Odio tornare a casa e finire col pensare, certe volte, al “chi me l’ha fatta fare di tornare … “
Odio prendere chili su chili ogni volta che torno a casa.
Odio chi mi chiede, appena mi vede, "quando riparti?".
Odio rendermi conto che certa gente è sempre la stessa (in negativo).
Odio lasciare caffè in sospeso per mesi, con gente che puntualmente non riesco a vedere.
Odio dovere spiegare ogni volta (sempre alla stessa gente smemorata) dove vivo e cosa studio.


Mi scuso per l'assenza dai vostri blog. Tornerò presto ad essere un'attiva commentatrice (connessione permettendo).

martedì 26 aprile 2011

Amicizia

Amicizia è capire anche solo dal tono di un sms che qualcosa non va proprio bene.
Amicizia è trovare improvvisamente lei sotto casa, nonostante il vento forza mille, tra gli alberi piegati in due, quando più ne hai bisogno.
Amicizia è un abbraccio, quando tutto intorno è buio.
E' riuscire a parlare di tutto, anche se non vi vedete ogni giorno.
E' trovare un po' di tempo, a qualsiasi ora, per stare insieme, per fare la passeggiata o il giro in macchina di sempre, sfogarsi, consigliarsi, raccontarsi.

Certe volte penso che se non avessi avuto degli amici così, la mia vita sarebbe stata ancora più buia. Sarebbe stata triste.
Sarebbe stata un po' come a metà.

domenica 24 aprile 2011

Buona Pasqua

Immagine: Google Immagini


Tantissimi auguri a tutti voi di una serena Pasqua!

venerdì 22 aprile 2011

Odi et Amo: Il McDonald

Ho sempre pensato che ogni cosa-persona-luogo-situazione-sentimento (e così via...) abbia i suoi punti positivi e negativi. Ho quindi deciso di fare una sorta di esperimento: aprire una specie di rubrica, proprio qui sul mio bloggetto, dove ogni settimana (o almeno spero di essere sempre puntuale) prenderò come spunto una situazione particolare e farò come un elenco (ultimamente vanno anche di moda! ah-ah)delle cose che amo e di quelle che odio.
Spero di coinvolgere anche voi: se avete idee o argomenti particolari, fatevi pure avanti.

Inizierei con il McDonald.
Il motivo? Beh, questa genialata di idea è stata partorita proprio in attesa di un McChicken! :-)


Amo arrivare al bancone con la voglia di cambiare panino e finire, sempre, per prendere lo stesso;
Amo addentare il mio panino senza pensare ai miliardi di calorie che ci sono dentro;
Amo sedermi tra quei tavoli colorati e vedere i bambini con il palloncino giallo in mano;

Odio chi non toglie i vassoi sporchi dai tavoli;
Odio quando nelle patatine c’è troppo sale;
Odio pagare una bottiglietta d’acqua 2,40 euro;
Odio quando non danno abbastanza tovaglioli di carta.

lunedì 18 aprile 2011

The Versatile Blogger


Sono stata premiata!
Trattasi del premio "The versatile blogger", conferitomi da Carlo De Petris (che ringrazio tanto!).

Il premio consiste nell'elencare dieci cose sul mio conto.
Inizio subito, raccontandovi i primi aneddoti che mi passano per la testa.


1. In una possibile casa tutta mia, vorrei assolutamente una cabina armadio di dimensioni ragionevoli e una camera-libreria dove poter mettere tutti i miei libri, munita anche di poltrona super comoda. Ma questi sono sogni!

2. Da circa un mese mi sono cimentata nella lettura di un mattone che porta il nome di “Anna Karenina”. Verso la metà del libro, ho sfogliato l’introduzione, scoprendo che Anna si suiciderà. Come potrete ben capire, non sapevo del suicidio di Anna, nonostante (a quanto pare) la cosa sia nota (beata la mia ignoranza!). Qualcuno mi spieghi il motivo per il quale bisogna elencare questo passo importante del libro nell’introduzione, considerando anche il fatto che a pagina 568, Anna non si è ancora suicidata.

3. Non capisco il motivo per il quale le segretarie della mia università siano così acide. Negli anni ho formulato le mie ipotesi: la prima è che le suddette mangino a colazione yogurt scaduto da mesi; la seconda è che nel loro contratto di lavoro sia espressamente menzionato come requisito d’assunzione la scarsa gentilezza, vista la tenacia con cui cercano in tutti i modi di apparire poco gentili. Forse, prima della laurea, riuscirò a svelare l’arcano.

4. Passiamo alle mie manie da donna: sono fissata con smalti, borse e sciarpe. Attualmente ho 27 smalti e più di una trentina di sciarpe, tra primaverili e invernali. Lo so, sono fissata.

5. Quando devo prendere un treno, esco di casa almeno un’ora prima dell’orario di partenza, per paura di perderlo. (altra fissazione).

6. Voglio un uovo di Pasqua, magari della Kinder. E non mi importa se ho 20 anni!

7. Spesso mi viene da rimettere quando assisto a smancerie esasperate, indipendentemente dai soggetti (che siano rapporti di amicizia, amore o quant’altro). Peggio ancora, quando su face book leggo di cuoricini, di bacini, di coccole, di “amò”, “tesò” e compagnia bella, tra persona che nella vita reale neanche si calcolano … beh, lì veramente mi cadono le braccia!

8. Il mio cellulare è rotto da gennaio. L’ho portato in assistenza e ancora non l’ho riavuto indietro.

9. Odio i ragazzini che girano con i pantaloni sportivi strettissimi alla caviglia. li trovo orrendi.

10. Tendo a dimenticare i nomi della gente che mi viene presentata, all’incirca dopo un 2-3 minuti dalla stretta di mano.

sabato 16 aprile 2011

Post demenziale sulla scarsa connessione

In questi giorni sto realizzando che mi manca troppo la connessione veloce di casa mia.
Qui ho una chiavetta che di veloce ha ben poco.
Si disconnette miliardi di volte e ultimamente, quando è connessa, ha la stessa velocità di una tartaruga con due arti amputati.
E la cosa mette a dura prova i miei nervi.

Capitano le giornate in cui il mio amico Pennino mi stupisce: corre, corre, corre. Sembra che voglia vincere qualche maratona, che voglia arrivare primo. Altre volte devo cercare per casa la posizione feng-shui di suo gradimento e considerando che abito in un monolocale, le possibilità non sono neanche molte.
Ultimamente riesce a camminare discretamente sul divano.
Mai però sulla scrivania o sul tavolo, mai in posti normali.

In estate, per un periodo, sono stata costretta a connettermi direttamente dal davanzale della cucina, con la conseguenza che gli abitanti stranieri del palazzo davanti (che usano passare la stagione estiva sul balcone) mi guardavano con fare … strano.

Mio caro Pennino, ho deciso di darti l’ultimatum.
O funzioni, oppure ti tradisco con il primo operatore che capita in offerta.

Lo dico a te, mio Pennino.
E voi siete tutti testimoni.

domenica 10 aprile 2011

Il soffitto di casa mia un anno dopo

1 aprile 2010, il mio primo post su questo blog.

È passato un anno (e qualche giorno …) dal mio primo post, dalla nascita de “il soffitto di casa mia”. Sono contenta, adesso, di festeggiare questo primo compleanno.
L’idea di aprire un blog tutto mio balenava nella mia testa da un po’ (e anzi, c’era una voce specifica a riguardo, annoverata nei miei buoni propositi per l’anno passato), ma non ero molto convinta del fatto che sarei riuscita a mantenerlo, a curarlo per bene.
Nonostante questo, il blog fu aperto.
Lo scopo era quello di essere una valvola di sfogo, un modo per continuare a scrivere, un mezzo di condivisione di pensieri.

I primi tempi non c'erano lettori, ma nonostante questo continuavo a scrivere: l'impressione di "parlare da sola" non mi fermava. Poi sono arrivati i primi commenti, i primi followers, i primi premi.
E curare il blog mi è piaciuto sempre di più.

Adesso, a distanza di un anno, sono fiera del cammino fatto fino ad ora. Contenta dei quasi cento followers, contenta dei vostri commenti, delle visite giornaliere, delle più di settemila visite totali.

Ma questi, in fin dei conti, sono solo numeri.
Dietro ai numeri, dietro alla superficie dello schermo del pc c’è qualcos’altro di più bello, ci sono delle vite che ruotano attraverso post e parole, foto e video, libri e film.

Ci sono Allegra, Giulia e Filippo, con le loro splendide poesie;
Andrea e i suoi pensieri profondi;
Ci sono Bussola e Alice, con i loro preparativi per il matrimonio;
C’è Ruz che soffre ancora dei postumi di un viaggio spettacolare;
C’è Martina che attualmente risulta dispersa;
C’è Heidi, altra blogger dispersa di cui mi farebbe tanto piacere avere notizie;
C’è la simpatica Simona con le sue mille avventure comiche e la mamma Valepi, con la sua incantevole Princi.
Ci sono Angela e Laura e le loro meravigliose foto;
C’è Eva, con cui condivido diversi “interessi”;
C’è Sospesa, altra studentessa disperata come me; Only me che forse ha ritrovato se stesso; Zicin e Chiara Moltoni, con i loro preziosissimi commenti
Ci sono loro, ci sono tanti altri.

E' per questo che amo il mio blog. Mi dà tanto, ci metto dentro me stessa, mi fa pensare, mi fa scrivere.
Mi ha fatto incrociare tante vite diverse.

venerdì 8 aprile 2011

Mio adorato venerdì

Verso le due sono tornata nella mia piccola casa, dopo una mattinata passata all’università. Ho aperto la porta e la prima cosa che ho fatto, appena dentro, è stato buttare la borsa a terra e il mio corpo, a peso morto, sul divano. Sono rimasta ferma, immobile, non so per quanto, a braccia aperte e faccia rivolta al soffitto.

È finita finalmente questa faticosa settimana. Una settimana di apprensione, di pensieri rivolti in posti troppo lontani, di leggera malinconia. Una settimana apparentemente tranquilla, ma in realtà tanto movimentata. Sono stati giorni in cui ho avuto paura di perdere qualcosa di veramente troppo caro. Giorni in cui dovevo affrontare una “prova” che poi non è andata come speravo.

Fare qualcosa, metterci tutto l’impegno di questo mondo e poi vedere che i risultati non sono proprio quelli sperati, mette tristezza.
Una tristezza che però lascia il tempo che trova.
È bastato un messaggio a farmi tornare un po’ di allegria, a ricordarmi che c’è qualcosa che vale molto più di un successo, grande o piccolo che sia.
... E chi se ne frega se le cose non sono andate come speravo, avere in questo mondo qualcuno che mi vuole bene: è questo il successo più grande.

Ho deciso che domani e domenica penserò solo a me stessa. Ho in mente una passeggiata al parco, un po' di sole, un giro in centro, la compagnia dei cari amici, la presentazione di un libro e poi... dulcis in fundo ... l'acquisto del biglietto per tornare in patria, sperando di trovare un posto libero da qualche parte e soprattutto di non prosciugare il mio conto per un solo viaggio...

lunedì 4 aprile 2011

Dorian Gray? De gustibus!

Il ritratto di Dorian Gray è uno di quei libri di cui ho sempre sentito parlare bene, uno di quelli che “bisogna assolutamente leggere”. Ricordo che alle superiori spesso i professori davano come “compito” per le vacanze estive quello di leggere un libro e di farne poi la recensione e spesso i miei compagni di classe si occupavano proprio della storia di Dorian Gray, dicendo che quello era in assoluto uno dei libri più belli.

Ho rimandato la lettura di questo “capolavoro” per molto tempo, finché qualche settimana fa non mi sono dedicata anche io a questo libro. L’ho trovato alla libreria dei libri usati e l’ho subito preso.
Ho iniziato a leggerlo piena di entusiasmo, ma dopo qualche decina di pagine l’ho abbandonato, scocciata. Troppo noioso, l’ho trovato poco scorrevole e poco interessante.
I libri, per poter essere letti, almeno per me, devono colpirmi al primo istante, altrimenti finisco con l’abbandonarli, proprio come ho fatto con questo.
Strano, ho pensato. Di solito i classici mi piacciono molto. Questa volta invece non c’è stato proprio niente da fare!
E siccome leggere -ripeto- deve essere un piacere, ho riposto l’incompreso Dorian Gray in uno scaffale, dispiacendomi quasi del torto fatto al famosissimo Oscar Wilde.

Quando si dice “de gustibus….”

Voi avete letto questo libro? Vi è mai capitata una situazione simile?

venerdì 1 aprile 2011

Un mese

Un mese. L'occhio non è più rosso. Ho finito di studiare quel libro e la neve s'è sciolta. La matita rossa ... quella no, non è ancora finita.