"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)
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sabato 26 marzo 2011

Saviano - Le dieci cose per le quali vale la pena vivere

Roberto Saviano, qualche settimana fa, ha pubblicato su Repubblica una sua lista, l’ennesima. Dopo “Vieni via con me”, il programma degli elenchi per eccellenza (che tra l’altro, stando ad alcune indiscrezioni, ne sarà riproposta una seconda edizione il prossimo autunno) , il caro Saviano propone una lista forse più leggera, più piacevole delle solite. Si tratta dell’elenco delle dieci cose per le quali vale la pena vivere.

L’invito di Saviano è quello di scrivere e mandare al sito di Repubblica la propria lista,la top ten dei motivi per i quali vivere è bello. Non importa se scritta di getto o se pensata per bene, l’importante è farlo col cuore.

Quando ho letto questa lista, il mio pensiero è andato a quei premi che girano di tanto in tanto tra noi bloggers, quei premi che consistono nel citare dieci cose importante di noi, legate alle nostre vite.
Ho letto i vari elenchi arrivati sul sito di Repubblica (ovviamente non tutti perché bisognerebbe passare giornate intere davanti al pc!) e devo dire che le cose inserite sono quasi le stesse, un po' per tutti.
La famiglia, l’amore, l’amicizia, ma anche il mare, il cibo. Tutte cose per cui vale la pena di vivere. Leggendole, mi sono resa conto di quanto, tutto sommato, siamo uniti. Segno che c’è qualcosa che ci tiene legati, segno che un po’ “la pensiamo allo stesso modo”.
Cambiano le mode, cambiano i modi di pensare, ma i valori di fondo rimangono sempre gli stessi.
Ed è bello accorgersene...


Qui trovate la lista di Saviano, le cinque liste scelte da lui e una sorta di resoconto dell'iniziativa.
Buona lettura!

lunedì 22 novembre 2010

Resto qui perchè ....

Elenco delle cose che mi piacciono del Sud(legge Don Giacomo Panizza)

- Del Sud mi piace chi se ne sta a mani nude, disarmate; chi non si lascia tentare ad opporsi ai violenti coi loro stessi metodi.
- Mi piace tenermi negli occhi la luce, il cielo, il mare con le Eolie dentro e quella riga che fa il sole rosso quando ci tramonta dietro.
- Mi piace ascoltare la gente del Sud parlare le sue parole.
- Dal Sud ho imparato che non tutto è urgente, non tutto deve essere perfetto o in orario, non tutto è essenziale: e mi è piaciuto.
- Al Sud mi piace chi fa il padrino senza fare il padrone, chi fa doni per amicizia e non per legarti al suo clan.
- Mi piacciono le madri che non dimenticano i figli, qualunque cosa abbiano combinato; madri che supplicano i boss di ’ndrangheta di svelare il luogo dove hanno buttato o seppellito i loro figli, spariti di lupara bianca, per portarci un fiore.
- Del Sud mi piacciono le donne, attente e appassionate, con cuori grandi.
- Mi piace vedere i giovani “sbattersi” coi partiti politici, con l’utopia di rinnovare i partiti e la politica.
- Mi piacciono quelli che in tribunale si ricordano le facce e le parole di chi ha chiesto loro il pizzo, indicandoli davanti a tutti.
- Mi è piaciuta l’idea di emigrare a rovescio, di andare a conoscere limbo e inferno, purgatorio e paradiso, la mia vita con altri altrove.


Resto qui perchè esiste Vieni via con me, capace anche di farmi commuovere.

martedì 16 novembre 2010

Vieni via con me!

Voce aggiunta alla lista dei desideri: partecipare in diretta alla trasmissione di Fazio e Saviano.
Potrei finalmente vedere Saviano dal vivo.
Potrei godermi la trasmissione al mille per cento, senza interruzioni di nessun tipo.
Potrei, potrei, potrei ...
Va bene, torniamo alla realtà.

"Vieni via con me": un grazie sentito a chi l'ha inventato. Credo sia la più bella trasmissione mai vista in tutta la mia vita. La prima puntata è stata per me fantastica, unica, stupenda, vera. E non so che altri aggettivi usare.
Va bene che io per Saviano ho come un "debole", ma questa trasmissione non ha precedenti!
Può essere capita da tutti, dal più ignorante al pluri-laureato. Il metodo degli elenchi è più che efficiente: semplice, diretto ... come la lista della spesa!
E poi ieri c'erano anche Ligabue e Cetto.
Cosa posso chiedere di più?

giovedì 1 luglio 2010

Taricone

Lunedì sera ho sentito la notizia della caduta di Taricone, leggevo dai vari articoli che era in condizioni molto gravi e che aveva avuto un incidente non indifferente. Pensavo però che quell’allarmismo fosse esagerato: forse perché, non intendendomene di medicina, non capivo veramente quello che gli era successo o forse perché mi sembrava impossibile che una persona vitale come lui potesse essere ridotto male, pieno di fratture, traumi e compagnia bella, in fin di vita in una sala operatoria.

La mattina dopo, presto, ho saputo della sua morte. Inutile dire che sono rimasta molto colpita. Non me l’aspettavo. Come può una passione, una cosa bella trasformarsi in tragedia? Gli piaceva molto il paracadutismo, appena poteva si dedicava a questo sport. Ho letto una articolo di Saviano: mi ha colpita questa frase: “Amava volare, 'perché il cielo non tradisce', come ogni paracadutista sa. A tradirlo è stato l'atterraggio, è stata la terra".

Erano compagni di liceo, Taricone era stato rappresentante d’istituto, quindi posso già immaginare il grande carisma che aveva verso i suoi coetanei.
La sua notorietà è arrivata inaspettata, dalla partecipazione alla prima edizione del Grande Fratello, presentata dalla Bignardi: un programma che ebbe un successo enorme. Si era subito distinto per il suo carattere aperto e simpatico, aveva la battuta sempre pronta. In tv hanno fatto rivedere parti dell’intervista fatta al Maurizio Costanzo Show, ha detto cose belle, vere, soprattutto sul Grande Fratello. La trasmissione all’epoca del suo esordio in Italia non era “animata” dalle ultime scene e dai personaggi stravaganti che la popolano adesso. Aveva svelato i suoi sogni: la carriera da attore, “magari nei film di azione”. Il suo sogno si è poi avverato: è diventato attore,ha recitato in diversi film e serie tv, tra cui proprio “Distretto di Polizia”.
L’ultima “Tutti pazzi per amore”, ha avuto un grande successo. Mi piaceva il suo personaggio, poco sicuro di sé, ma tanto simpatico.

Mi è dispiaciuto molto della sua morte, forse perché è uno dei quei personaggi che un po’ tutti abbiamo visto crescere, nascendo dal nulla. Ma a parte il fatto della sua notorietà, è il lato umano che colpisce di più, la persona presa così come si presenta, per quello che è, senza enumerare l’elenco delle sue partecipazioni televisive. Quando si muore giovani e tragicamente, la cosa colpisce sempre molto, ancora di più se si pensa che la vittima aveva una bambina piccola, di soli cinque anni che a quanto pare adorava.

lunedì 17 maggio 2010

Fiera del Libro

Ieri, alla fiera del libro di Torino, c’era anche Saviano. Ha presentato un nuovo libro “Sei fuori posto” (scritto da lui e da altre cinque persone) in cui il protagonista è un reduce della guerra in Afganistan.
Saviano ha trattato una parte in cui si parla della grande presenza, nelle missioni di pace, di soldati meridionali. Un argomento comunque già trattato da lui in un articolo su Repubblica, risalente a qualche mese fa.
Da ricordare che oggi tra l’altro si è saputo della morte di due militari italiani in Afganistan, uno dei quali era della provincia di Palermo.

Anche questa volta mi è piaciuto come ha parlato Saviano. Si è dimostrato contento di essere definito un “rompiscatole”. Ha detto che “È Il ruolo del raccontatore, è dire cosa sta accadendo, è dire questo è vero questo ci riguarda.”

Ieri, al Salone, c’è stato il pienone. Questa cosa non può che farmi contenta. Evidentemente c’è molta gente a cui Saviano piace. Gente che non lo considera un “rompiscatole”, ma che lo stima e lo apprezza per quello che fa e per quello che dice. Tanta, tantissima gente pronta ad ascoltare ancora una volta quello che Saviano ha da dire.
. ..what a wonderful world!

lunedì 10 maggio 2010

Saviano

Oggi ho letto su Repubblica un articolo che mi ha lasciato senza parole. Al telegiornale di ieri, Emilio Fede ha detto che “Non se ne può più di Saviano” che non è stato lui a scoprire la camorra e neanche a denunciarla per primo.

Nell’articolo si legge: “Fede continua dicendo che Saviano "ha scritto dei libri contro la camorra, ma lo ha fatto tanta altra gente, senza fare clamore, senza andare sulle prime pagine, senza rompere... scusate, volevo dire senza disturbare la riflessione della gente che ha capito bene. Un paese come il nostro è contro la malavita organizzata".

Personalmente ho un debole per Saviano: sto molto attenta a quello che dice, lo seguo in tv, leggo i suoi articoli e ho letto Gomorra (ma prossimamente spero di leggere anche gli altri due libri). Non so come sia possibile dire queste cose su lui (indipendentemente dai vari discorsi politici che girano intorno al problema).

Certamente Saviano non ha scoperto l’acqua calda (sappiamo tutti dell’esistenza della camorra), non ha salvato nessuno. Ha semplicemente detto, denunciato, riportato in un libro quello che succede nella sua terra. Ho scritto “semplicemente”, anche se quello che lui ha detto non è poi così semplice da dire. Parlare contro determinate persone o semplicemente parlare, in quei territori, può costarti la vita.
Ho sentito che in molti gli rinfacciano di aver buttato fango sulla sua terra. Ma io credo che per denunciarne i problemi (in modo costruttivo e non per buttare parole al vento!). Lui, la sua terra, la deve amare proprio tanto.

C’è anche chi dice che ha scritto quel libro solo per arricchirsi, ma io non credo proprio. Avrebbe potuto scrivere una storiella d’amore su quattordicenni in crisi adolescenziale, se proprio il suo scopo era quello di guadagnare, così avrebbe evitato di metter su tutto questo casino nella sua vita, di vivere sotto scorta, di non potere essere libero di prendere un gelato in centro …
Se fossero tutti come lui, allora sì che si potrebbe fare qualcosa di concreto per liberare queste regioni dai grossi problemi che si ritrovano.
Se è proprio il silenzio il male peggiore, allora perché Saviano dovrebbe tacere? Ma ce ne fossero di persone come lui …

Poi la cosa che mette ancora più tristezza è il fatto che Emilio Fede abbia detto quelle cose proprio il 9 maggio, a trentadue anni dalla morte di Peppino Impastato, altra vittima della mafia. Vittima perché ha osato parlare, perché si è ribellato al silenzio. Per anni l’unica giustificazione alla sua morte è stata il suicidio, solo recentemente è stata riaperta l’inchiesta che ha portato poi ad accertare veramente le cause della sua morte e a punire i colpevoli.

Parlare "male" di personaggi del genere o, peggio ancora, fare finta di niente, per me, è come dare uno schiaffo a chi ha sacrificato la propria vita o la propria libertà per non fare come tutti gli altri, come tutti quelli che hanno fatto del “non vedo, non sento, non parlo” la loro filosofia di vita principale.

Per leggere l'articolo:
http://www.repubblica.it/politica/2010/05/10/news/emilio_fede_saviano-3956164/