"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)
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venerdì 4 novembre 2011

Abbandonare un libro alla stazione

Ricordate questo post?

Un anno fa ho trovato un libro, andando all’università. Era abbandonato su una panchina, ma non so se era stato lasciato lì di proposito oppure era stato semplicemente dimenticato.
In ogni caso, lo portai con me a casa, entusiasta di questa scoperta, speranzosa che si trattasse di una sorta di bookcrossing.
L’intento era quello di leggerlo e di “abbandonarlo” in un altro luogo pubblico.
Dopo tutti questi mesi e innumerevoli tentativi di lettura del libro, mi sono resa conto che quella storia non faceva per me. Ho trovato già solo l’inizio noioso, per cui non ho continuato.

In occasione del viaggio inaspettato, ho deciso di abbandonare il libro a Roma, in stazione.
Ho scritto sulle prime pagine qualche riga in cui sostanzialmente raccontavo la storia di quel libro e raccomandavo a chi lo avesse trovato di leggerlo (o anche non) o comunque di abbandonarlo da qualche altra parte e non di tenerlo per sé.
Non so, ma credo che il destino di quel libro sia quello di vedere un po’ il mondo (ma va bene anche solo l'Italia!).
Pensavo di lasciarlo nella sala d’attesa, ma era troppo affollata e temevo che qualche persona estremamente gentile iniziasse a rincorrermi dicendomi che avevo dimenticato un libro in una poltrona.
Sono andata al binario del mio treno (arrivato in super anticipo) e mi sono seduta su una panchina di fronte alla carrozza in cui si trovava il mio posto.
Ho mangiato il mio panino al prosciutto e con una magistrale non chalance ho poggiato il libro in una angolo. Poi sono salita sul treno, ho sistemato la mia valigia e mi sono accomodata al mio posto, in attesa che il treno partisse.

L’ironia della sorte ha voluto che il posto fosse praticamente di fronte alla panchina dove, appunto, avevo lasciato il libro. Insomma, quella che mi offriva il mi finestrino era la visuale migliore per vedere se qualcuno effettivamente prendeva il libro.

Non ho aspettato molto, dopo neanche due minuti un uomo sulla sessantina, con uno zaino Invicta anni 90 alle spalle e un paio di giornali sottobraccio, passando ha notato la presenza del libro. Si è fermato, l’ha preso in mano e l’ha girato e rigirato.
Poi ha aperto la prima pagina, quella su cui avevo scritto quelle quattro parole.
Ha letto, ha alzato lo sguardo e si è guardato attorno.

Alla fine ha preso il libro e se l’è portato via, ignaro del fatto che chi l’aveva lasciato fosse praticamente a due passi da lui.

Ammetto che vedere uno sconosciuto con quel libro familiare che ha stazionato per quasi un anno sulla libreria di casa mia è stato proprio bello.
Mi auguro soltanto che faccia veramente quanto ho scritto.

Per maggiori "conferme" ecco a voi la foto del libro, appena abbondanato alla stazione.

domenica 17 luglio 2011

Donne in rinascita

Ho trovato questo testo, per caso. Mi ha colpita, emozionata. E' un po' lungo, ma ve lo propongo comunque, sicura che saprete apprezzarlo.

"Donne in rinascita" - Diego Cugia, in arte Jack Folla

"Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita: quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: è finita.

No, finita mai per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.

Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia. Parlo di te, che “questo periodo non finisce più”, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.

Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno … E questo noviziato non finisce mai. E sei tu che lo fai durare.

Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.

Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto. Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.

Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".

E il cielo si abbassa di un altro palmo.

Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua. In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è passato tanto tempo … E ce ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.

Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine. Ed è stata crisi, e hai pianto.

Dio, quanto piangete! Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.

Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente.

Non potevi trattenerlo.

E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance? E poi hai scavato, hai parlato. Quanto parlate, ragazze!

Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore."Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?". Se lo sono chieste tutte.

E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli.
Un puzzle inestricabile.

Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai. Perché una donna ricomincia comunque: ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti. Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te. Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa. Non ti entusiasma? Ti avvincerà, lentamente. Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.

Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse.

La più grande.Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.

Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse".
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.

Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."

mercoledì 6 luglio 2011

Finalmente il Bookcrossing

Ricordate questo post?
Parlavo del bookcrossing: una pratica che in Italia risulta sconosciuta per la stragrande maggioranza della gente, anche per i lettori più accaniti.
È inutile che vi rispieghi in cosa consiste: i miei lettori più fedeli dovrebbero ricordarselo (e a quelli che nel frattempo si sono aggiunti, consiglio vivamente di andare a dare un’occhiata!).
Ebbene gente, sono lieta di annunciarvi che ho scoperto tantissime postazioni ufficiali di bookcrossing nella mia città.
Naturalmente ne ho approfittato subito e ho preso il libro che sembrava più interessante. Trattasi de “La strega di Portobello" di Coelho.

Dello stesso autore ho letto qualche anno fa “Undici minuti”, ma non mi era piaciuto molto.
Per cui ho deciso di dargli una seconda possibilità e quindi eccomi pronta a cimentarmi in questa nuova lettura.
Ho notato che tra gli scaffali del bookcrossing ci sono per lo più titoli sconosciuti (oltre ai vari Harmony su cui non mi soffermerei neanche per sogno) che sinceramente mi dicono poco.
Sempre meglio però non fidarsi troppo delle apparenze: potrei perdermi qualcosa di veramente bello.
Ho inserito subito nel sito il codice trovato dentro il libro: nessun commento di precedenti lettori, segno quindi che non ha circolato molto. Speravo anche in qualche frase annotata, qualche “messaggio” dal vecchio proprietario o qualche passo sottolineato. Invece, niente di tutto ciò.
Ci penserò io, però. E lo farò sicuramente circolare ancora.

mercoledì 1 giugno 2011

Premio ECC

Salve gente!


Sono lieta di annunciarvi che tempo fa ho ricevuto un altro premio da parte di Giulia Giarola e di Andrea.



Si tratta del simpaticissimo e originalissimo ECCENTRIC CONFUSED COOL BLOG, premio che gira ormai da qualche settimana sul mondo di noi bloggers. E indovinate chi l'ha inventato? Lui, ovviamente: Filippo, grande mente ingegnosa.





Le regole sono semplici: bisogna andare su wikipedia, cliccare su "una voce a caso" e scrivere qualche riga di nostri pensieri su quel determinato argomento che il "caso" ha scelto per noi. Dopo queste semplici operazioni, bisogna assegnare il premio ad altri quattro blogger.


Bene, ho cercato anche io la mia voce a caso.



Lui è il risultato:


Ludwig Eduard Boltzmann (Vienna, 20 febbraio 1844Duino, 5 settembre 1906) è stato un fisico e matematico austriaco.
Boltzmann è stato uno dei più grandi
fisici teorici di tutti i tempi. La sua fama è dovuta alle ricerche in termodinamica e meccanica statistica (l'equazione fondamentale della teoria cinetica dei gas e il secondo principio della termodinamica). Diede importanti contributi anche in meccanica, elettromagnetismo, matematica e filosofia. Fu un personaggio controverso e le sue idee innovative (sull'atomismo, l'irreversibilità, ecc.) furono spesso fraintese e osteggiate. In particolare, il suo amore per la matematizzazione più estrema gli valse il soprannome di "terrorista algebrico".





Tipo dal nome impronunciabile, il mio "eroe wikipediano" è un matematico, capitato a me che l'operazione più difficile che riesco a fare è il classico 2+2 (che fa cinque!). Giustamente, forte di questa estrema antipatia per la materia, ho scelto di passare cinque anni della mia vita in un liceo classico, con la speranza (e l'illusione) che le operazioni matematiche non continuassero a tediare la mia esistenza.


Me illusa.


La matematica ha continuato a infastidirmi. Mai ci fu materia più odiata. Alla fine dell'anno, riuscivo a raggiungere il sei quasi per miracolo. In un compito in classe presi anche 0,97 (ma la prof mi diede comunque un tre, secondo un'usanza praticata dei lei nei confronti dei tanti ignorantei che versavano nelle mie stesse condizioni).


Sono comunque sopravvissuta anche senza sapere risolvere perfettamente un limite di x che tende ad infinito (era così?) o senza sapere nulla su seno, coseno e tangente.


... E vissero tutti felici e contenti!





Now, assegno il premio a:


domenica 15 maggio 2011

Quattro passi con Tiziana

Del mondo dei bloggers, la cosa che più mi piace è l'originalità di alcuni. L'avere un'idea diversa dalla solita, metterla sul proprio blog e condividerla.
Semberà strano, ma questa originalità che personalmente tanto cerco, non si trova facilmente nella vita "reale" di tutti i giorni. La trovo più sui vostri blog.

Forse perchè su un blog c'è più spazio per tutto?

Non lo so, comunque sia sono soddisfatta di quello che trovo, di quello che leggo, delle vostre iniziative.

Vi cito l' "impresa" di Tiziana (4 passi per il mondo) che ha deciso di aprire una rubrica e coinvolgere chiunque avesse avuto voglia di inserirsi in questa "passeggiata virtuale".

La sua rubrica consisteva in una raccolta di foto. Non una qualsiasi, bensì una foto di passi.

Ogni venerdì ha pubblicato gli scatti che le sono arrivati e alla fine è uscita proprio una bella cosa.

Mi dispiace che adesso questo "esperimento" si sia concluso, spero però vivamente che Tiziana, magari anche temporaneamente, lo riproponga.

Vedere per credere. Ecco il collage realizzato da Tiziana con tutti i passi giunti fino a lei

sabato 26 marzo 2011

Saviano - Le dieci cose per le quali vale la pena vivere

Roberto Saviano, qualche settimana fa, ha pubblicato su Repubblica una sua lista, l’ennesima. Dopo “Vieni via con me”, il programma degli elenchi per eccellenza (che tra l’altro, stando ad alcune indiscrezioni, ne sarà riproposta una seconda edizione il prossimo autunno) , il caro Saviano propone una lista forse più leggera, più piacevole delle solite. Si tratta dell’elenco delle dieci cose per le quali vale la pena vivere.

L’invito di Saviano è quello di scrivere e mandare al sito di Repubblica la propria lista,la top ten dei motivi per i quali vivere è bello. Non importa se scritta di getto o se pensata per bene, l’importante è farlo col cuore.

Quando ho letto questa lista, il mio pensiero è andato a quei premi che girano di tanto in tanto tra noi bloggers, quei premi che consistono nel citare dieci cose importante di noi, legate alle nostre vite.
Ho letto i vari elenchi arrivati sul sito di Repubblica (ovviamente non tutti perché bisognerebbe passare giornate intere davanti al pc!) e devo dire che le cose inserite sono quasi le stesse, un po' per tutti.
La famiglia, l’amore, l’amicizia, ma anche il mare, il cibo. Tutte cose per cui vale la pena di vivere. Leggendole, mi sono resa conto di quanto, tutto sommato, siamo uniti. Segno che c’è qualcosa che ci tiene legati, segno che un po’ “la pensiamo allo stesso modo”.
Cambiano le mode, cambiano i modi di pensare, ma i valori di fondo rimangono sempre gli stessi.
Ed è bello accorgersene...


Qui trovate la lista di Saviano, le cinque liste scelte da lui e una sorta di resoconto dell'iniziativa.
Buona lettura!

lunedì 22 novembre 2010

Resto qui perchè ....

Elenco delle cose che mi piacciono del Sud(legge Don Giacomo Panizza)

- Del Sud mi piace chi se ne sta a mani nude, disarmate; chi non si lascia tentare ad opporsi ai violenti coi loro stessi metodi.
- Mi piace tenermi negli occhi la luce, il cielo, il mare con le Eolie dentro e quella riga che fa il sole rosso quando ci tramonta dietro.
- Mi piace ascoltare la gente del Sud parlare le sue parole.
- Dal Sud ho imparato che non tutto è urgente, non tutto deve essere perfetto o in orario, non tutto è essenziale: e mi è piaciuto.
- Al Sud mi piace chi fa il padrino senza fare il padrone, chi fa doni per amicizia e non per legarti al suo clan.
- Mi piacciono le madri che non dimenticano i figli, qualunque cosa abbiano combinato; madri che supplicano i boss di ’ndrangheta di svelare il luogo dove hanno buttato o seppellito i loro figli, spariti di lupara bianca, per portarci un fiore.
- Del Sud mi piacciono le donne, attente e appassionate, con cuori grandi.
- Mi piace vedere i giovani “sbattersi” coi partiti politici, con l’utopia di rinnovare i partiti e la politica.
- Mi piacciono quelli che in tribunale si ricordano le facce e le parole di chi ha chiesto loro il pizzo, indicandoli davanti a tutti.
- Mi è piaciuta l’idea di emigrare a rovescio, di andare a conoscere limbo e inferno, purgatorio e paradiso, la mia vita con altri altrove.


Resto qui perchè esiste Vieni via con me, capace anche di farmi commuovere.

mercoledì 6 ottobre 2010

Book crossing



Il “Book crossing” è una pratica particolare che consiste nel lasciare un libro in un luogo pubblico, in modo che questo venga letto da altri. È in poche parole la condivisione di un libro.

Negli anni novanta nasce in America il Born To Read (in Italia: nati per leggere), un’iniziativa attraverso la quale si dava la possibilità a tutti, anche a chi non poteva economicamente, di leggere un libro.
Tutto nacque nella sala d’attesa di un ospedale di Boston, dove i medici decisero di lasciare alcuni libri però che puntualmente sparivano (e in effetti chi poteva leggere un libro nell’attesa?).
I medici si accorsero che questi ladrocini avevano in un certo senso un fondo di utilità, così decisero di “istituzionalizzare” il furto. Nacquero quindi il Born to Read e il Reach out and read.
Oggi comunque, quando si parla di book crossing, si fa riferimento al sito nato nel 2001: www.bookcrossing.com, i cui autori sono Ron e Kaori Hornbaker.

I libri si possono trovare ovunque: in un locale pubblico, in una panchina, in una biblioteca, o comunque in apposite zone registrate, chiamate OCZ (Official Crossing Zone).
Ogni libro ha un codice BCID. Chi lo trova deve registrare il ritrovamento sul sito, dove il lettore potrà anche inserire i propri commenti su ciò che ha letto. In questo modo è possibile verificare anche il percorso che il libro stesso fa.
Chi non vuole limitarsi a trovare libri, ma vuole divulgarli, anzi “liberarli” come si usa dire in questo campo, può iscriversi al sito, richiedere un codice BCID e far circolare il proprio libro, lasciandolo in un qualsiasi luogo.

Una bella iniziativa direi!
Io non ho mai partecipato a questo genere di scambio, però mi piacerebbe farlo!
Chissà, magari troverò anche io un libro con un codice BCID …

mercoledì 29 settembre 2010

The table for one

Ok, stasera non so di cosa parlarvi, quindi mi limito a segnalarvi The Table for one: un blog che lancia un' originale iniziativa, quella di raccogliere fotografie in cui i protagonisti (solo persone comuni) sono intenti a consumare pasti (da soli) nei locali pubblici.

Qui il link, tratto da Repubblica.
Buona serata!!

domenica 1 agosto 2010

Il gatto Cooper

Mi sono sempre chiesta come il mio Gatto (e tutti gli altri suoi simili, in generale) vedessero il mondo.
A quanto pare questo quesito esistenziale non è sorto solo nella mia testa, ma anche in quella di una coppia, Michael Cross e la moglie Deirdre i quali hanno attaccato una macchina fotografica (spero leggera) al collo del loro bel gatto rosso di nome Cooper. Si tratta di un aggeggio a tempo: scatta una foto ogni due minuti.
Il gattone foto reporter è diventato praticamente famoso: ha la sua pagina su face book (cercate: Cooper Photografer Cat) e con le sue foto sono state già organizzate ben due mostre.

Qui troverete qualche suo "scatto"