"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

lunedì 23 maggio 2011

Il mio vicino di casa

L’altra notte il mio vicino di casa ha dato una festa. Ha fatto rumore fino alle tre di notte (o almeno, alle tre sono riuscita ad addormentarmi). Un trambusto assurdo: risate a non finire, rumore di tacchi, gente che correva per casa, vociare snervante. Tutto ciò naturalmente durante una notte infrasettimanale, mica di sabato … e naturalmente quando io il giorno dopo ho la sveglia alle sei.

Sono stata per ore e ore con il dubbio atroce se salire su e cantargliene quattro o chiamare direttamente la polizia. Il mio vicino di casa non poteva assolutamente passarla liscia.
Alla fine non ho fatto nulla, mi sono a messa a letto, nella speranza di riuscire ad ignorare quel rumore assurdo e addormentarmi.

Alle sei ha suonato la mia sveglia. Mi sono alzata dal letto insieme ad una rabbia incredibile. Odio la strafottenza che alcuni hanno nei confronti del genere umano, odio la maleducazione.
Insomma, alla fine, in mattinata, ho chiamato la padrona di casa e le ho raccontato tutto (sono perfida quando qualcuno infrange tranquillamente le regole base di convivenza); lei mi ha detto di non preoccuparmi, che non succederà più.

Qualche ora dopo, sento il tizio di sopra aprire le sue finestre di casa. Mezz’ora dopo l’apertura, qualcuno suona alla porta.
Chi è? Lui, ovvio.
Sento che sta per nascere una lite senza precedenti che finirò per mandarlo a quel paese, che gli urlerò contro qualcosa non appena lui si difenderà su qualche punto.
Sono agguerrita. Quando non dormo per cause altrui divento una iena.

Il tipo inaspettatamente chiede umilmente scusa. Non l’ha fatto apposta, pensava che non avessi sentito nulla e non aveva intenzione di non farmi dormire.. È anche lui toro, come me. Stava festeggiando il suo compleanno. Uno scontro tra tori non l’avevo messo in considerazione. Sembra sinceramente dispiaciuto, non la smette più di scusarsi.
Quasi mi dispiace avergli fatto arrivare un rimprovero di prima mattina (prima mattina per lui, visto che erano passate le undici da un pezzo).
Chiede ancora scusa, dice che assolutamente non succederà più.
È un ragazzo dall’aspetto serio, con i suoi occhialetti e la sua tuta. L’ho conosciuto a marzo, per caso. Avevo scambiato con lui un po’ di parole, poche però che capire bene che tipo fosse.

Non so, ma io mi aspettavo una lite furibonda. Mi immaginavo lui tentare di accaparrarsi la scusa migliore. Invece niente di tutto ciò. Si è preso la “ramanzina” e subito dopo si è preso la briga di scendere sotto e scusarsi di persona. È stato educato.
Mi ha meravigliato tanto. Alla fine mi sono calmata anche io di fronte a lui.

Mi ha un po’ cambiato la giornata questo incontro. Esiste ancora gente capace di chiedere scusa "umilmente", di riconoscere i propri errori, di dimostrarsi dispiaciuta per aver fatto un torto a qualcun altro.

Forse sono io ad essere ormai abituata solo alla maleducazione? Meravigliarsi di ciò che invece dovrebbe essere normale, beh, si: un po’ mi spaventa.


[Assente dal blog causa (tanto per cambiare) la connessione mancante.
Arrivederci al prossimo post... Tira aria di premi per me!]

domenica 15 maggio 2011

Quattro passi con Tiziana

Del mondo dei bloggers, la cosa che più mi piace è l'originalità di alcuni. L'avere un'idea diversa dalla solita, metterla sul proprio blog e condividerla.
Semberà strano, ma questa originalità che personalmente tanto cerco, non si trova facilmente nella vita "reale" di tutti i giorni. La trovo più sui vostri blog.

Forse perchè su un blog c'è più spazio per tutto?

Non lo so, comunque sia sono soddisfatta di quello che trovo, di quello che leggo, delle vostre iniziative.

Vi cito l' "impresa" di Tiziana (4 passi per il mondo) che ha deciso di aprire una rubrica e coinvolgere chiunque avesse avuto voglia di inserirsi in questa "passeggiata virtuale".

La sua rubrica consisteva in una raccolta di foto. Non una qualsiasi, bensì una foto di passi.

Ogni venerdì ha pubblicato gli scatti che le sono arrivati e alla fine è uscita proprio una bella cosa.

Mi dispiace che adesso questo "esperimento" si sia concluso, spero però vivamente che Tiziana, magari anche temporaneamente, lo riproponga.

Vedere per credere. Ecco il collage realizzato da Tiziana con tutti i passi giunti fino a lei

venerdì 13 maggio 2011

A riposo

Alla fine non sono partita. I miei, uno da un lato, l’altra dall’altro, hanno decretato che non era il caso che io andassi via così presto. Mi serve riposo, così hanno detto.
Quindi, ho passato giorni su giorni a riposo, come i pensionati o le donne incinte. Una vacanza improvvisa, quando invece dovrei solo studiare. Non ho libri universitari con me, ho lasciato tutto lì. Sono tornata a casa “soft” con due jeans e due magliette in valigia.

Il riposo “forzato” mi fa un po’ innervosire. Mi fa sentire ammalata.
Ho passato questi giorni a ciondolare per casa, senza la voglia neanche di leggere un libro piacevole o di guardare qualche film. Il momento più bello della giornata è la sera: sono stata ogni giorno, al tramonto, al paese di mia nonna. Un paese minuscolo, con una chiesa al centro e qualche casa intorno, abitato praticamente solo d’estate.
Di fronte la chiesa c’è un terrazzo enorme, un affaccio favoloso. Da lì si vedono insieme campagna e mare.
Ho aspettato, seduta sulla panchina e coccolata da un’aria fresca, che il sole si tuffasse in mare e che intorno diventasse tutto rosso. Uno spettacolo da lasciare senza parole, da godersi in silenzio.

Mi sento più tranquilla, più positiva. Sento un po’ la quiete dopo la tempesta. Forse ho ritrovato il mio equilibrio, quello che tanto volevo. Un equilibrio però diverso dal solito, ancora più precario.
Forse è arrivata l’ora di cambiare, di ricominciare ...


[Non so cosa sia successo a Blogger: l'ultimo post scritto ieri sera è stato cancellato, come alcuni commenti al post precedente. Da qualche parte ho letto che dovrebbero ricomparire, se così non fosse provvederò per lo meno a riscrivere l'ultimo post. Detto questo, auguro a tutti voi un piacevole weekend]

giovedì 12 maggio 2011

Due premi per me

Due premi per me!
Il primo mi è stato assegnato da Giulia Giarola, una simpatica blogger, ottima scrittrice, dotata di una capacità di comprendere gli altri incredibile.

L'altro mi è stato assegnato da Andrea e Filippo (se non conoscete i loro blog, andate di corsa a visitarli, vi assicuro che non ve ne pentirete!): consiste nell'elencare sette cose sul proprio conto.


Inizio subito, non so cosa ne verrà fuori!




1. Da piccola volevo a tutti i costi stirare. Un giorno (avevo sette anni), approfittando di un momento in cui il ferro era caldo e non c’era nessuno nei dintorni, lo presi in mano. Nel tentativo di stirare una maglietta, finii con lo stirare di striscio la mia pancia. Un dolore terribile. Ancora oggi ho la cicatrice sulla pancia. Una linea orizzontale, sottile e chiara. La cosa strana è che lo stesso fatto era accaduto a mia sorella anni prima, quando anche lei aveva sette anni. Ora abbiamo la stessa cicatrice, sullo stesso punto.


2. Alle scuole medie, dopo una visita, l’oculista decretò che avevo bisogno di un paio di occhiali a causa di una leggera miopia. I miei me li comprarono, ma erano orribili. Li mettevo per andare a scuola, quando entravo in classe li toglievo per poi indossarli di nuovo all’uscita di scuola. Un odio che mi è costato la perdita di ulteriori gradi. All’inizio del liceo ho risolto la questione convertendomi alle grandiose lenti a contatto.

3. Non mi sono mai giocata la scuola. Quando non avevo voglia di andarci, semplicemente lo dicevo a mia madre e lei mi faceva rimanere a casa (questo perché non era per me un vizio non andare a scuola).

4. Alla festa dei miei 18 anni, sono rimasta tutta la serata scalza. Il motivo? non sopportavo i tacchi.


5. Non ho la patente. Lo so che è incredibile. Non ho fatto in tempo a prenderla. Ho compiuto 18 anni il mese prima della maturità. Finiti gli esami, la scuola guida ha chiuso per le ferie estive. Quando la scuola guida ha riaperto, io ero già scappata nella mia città universitaria. Non mi pesa molto non verla, almeno per adesso (anche se sicuramente non rimarrò in queste condizioni per molto ancora). In compenso però sono un navigatore satellitare vivente. Conosco un casino di strade e scorciatoie e ho uno spiccato senso dell’orientamento.


6. In estate soffro d’insonnia. Mi piace però aspettare l’alba sul balcone con il mio gatto.


7. Una volta, durante una grigliata in campagna, essendo arrabbiata con mio padre, per "vendicarmi" (di cosa poi non mi ricordo) ho dato ai gatti per pranzo mezzo chilo di salsicce (quelle che dovevamo arrostire!).


... Ok, ce l'ho fatta!

lunedì 9 maggio 2011

I periodi non belli

Non è un periodo bello, purtroppo.
Anche mia nonna mi ha lasciato.
Pensavo di riuscire a reagire meglio questa volta, ma non ce l’ho fatta, nonostante fossi già preparata al peggio.
È che la sua morte mi ha fatto riflettere troppo.

Riflettere su quanto mi manchi una famiglia unita, nonostante la mia si sia spezzata tanti anni fa.
Mi sforzo a pensare e convincermi che tutto sia rimasto come prima, ma questo è solo un pensiero. I fatti, al contrario, le cose che vedo e che sento parlano da sole.
So benissimo che “sono cose che capitano”, che “c’è di peggio”, non so quante volte me lo sono sentita dire. Nonostante questo non ce l’ho fatta, come invece pensavo.
Lei mi ha consolato tante volte sotto questo aspetto e io adesso mi sento una stupida.
Voglio tornare al più presto alla mia vita di ogni giorno, cercare di farmi forza. Voglio partire.
Voglio trovare di nuovo il mio precario equilibrio.