Ieri sera ho appreso la notizia della liberazione di Rossella Urru mentre tornavo a casa, alla fine della mia lunga giornata. Avevo controllato dal cellulare le ultime notizie, tanto per sentirmi anche io un po’ membro di questa terra, oltre che dell’aula studio.
Una notizia ufficiale, finalmente. Rossella libera, al sicuro. Mi sono dovuta trattenere dal gettare un urlo di felicità, avrei voluto avere il teletrasporto per catapultarmi nel suo paesino e gioire insieme ai suoi compaesani, fare una festa a mo’ di vittoria della Nazionale di diecimila mondiali messi insieme.
Riavere la libertà, dopo nove mesi di chissà cosa, deve essere una sensazione semplicemente inspiegabile. Noi comuni mortali possiamo solo immaginare, niente più.
Rossella avrebbe potuto essere mia sorella e il cielo solo sa l’angoscia che avrei provato nel saperla in mano a chissà chi, in chissà quali condizioni. Sarebbero stati per me nove mesi di non vita, di angoscia continua.
Aspetto con ansia altre notizie, qualche sua dichiarazione.
Quanto alla sottoscritta, vi annuncio che sono ufficialmente in vacanza da qualcosa come quattro ore. L’esame è andato bene e sono più che soddisfatta di questa sessione estiva. Non ho mai fatto bene quanto in questi mesi. Duro impegno, tanta costanza e ho raggiunto con successo (e sì, diciamolo pure, quando ci vuole ci vuole!) tutti i miei obiettivi e ancora non mi sembra vero. La laurea mi sembra tutto ad un tratto meno lontana del solito, più concreta, più reale. Credo che dopo le vacanze inizierò con il chiedere la tesi, anche se questa parola mi suona ancora molto strana (e soprattutto non so a chi chiederla …).
Sono libera anche io. Bianca come il camice di un dottore, ma pur sempre libera. Talmente tanto felice che manca poco e vado a raccontare della mia vita delle ultime ventiquattro ore anche al giornalaio di fiducia.