Questo tempo decisamente poco primaverile mi sta impedendo di andare al parco. Appena ho un po’ di tempo, vado sempre al parco: mi rilassa. L’anno scorso ho passato tutti i miei pomeriggi di giugno e di luglio lì, a studiare filosofia del diritto con la mia collega di università. Si può dire che conoscevo più il parco che casa mia.
Mi piace andarci: prima di tutto perché tutto quel verde mi ricorda tanto la campagna di mia nonna, poi perché mi sembra una “sospensione della città”, un angolo di paradiso. C’è talmente tanta pace (maniaci pervertiti a parte) che non sembra di essere in città.
Un attimo prima ti ritrovi immersa nel caos delle macchine e dei rumori e un attimo dopo sei nel verde e nella quiete: due mondi talmente opposti che non penseresti mai che siano così vicini tra loro. Se guardassi distintamente una foto del parco e una della mega rotonda su cui affaccia il suo ingresso, non direi mai che sono due posti praticamente attaccati.
Dentro il parco c’è anche una grande area con le giostre per i bambini, tutto intorno è un’allegria. Guardare i bambini giocare mi fa pensare a quanto basti poco per farli felici.
Comunque, ultimamente il mio umore rispecchia tanto quello del tempo. Effettivamente il toro risente delle condizioni meteo, è “climaticamente fuori gioco”. Ho l’impressione che le foglie degli alberi stiano cadendo, invece di rinascere.
Ieri sono andata a dormire tardi, stamattina mi sono alzata tardi con l’aspetto molto simile a quello di uno zombie. Ho studiato (si fa per dire) e poi sono uscita. Sono stata in un negozio dove tempo fa avevo notato un bellissimo fermaglio per i capelli. Appena l’ho visto ho pensato a mia madre e così oggi gliel’ho preso in occasione della sua festa e del suo imminente compleanno. Domani mattina dovrò andare alla posta a spedirlo.
Il mio pomeriggio è stato cupo, l’ho passato tra gli appunti di commerciale e la tv. Devo mettermi a studiare seriamente se voglio concludere qualcosa!
Anche io vado al parco spesso. E' vero: c'è una pace incredibile.
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