
Ricordate l’iniziativa della Marsilio Editori?
Ho finito la mia lettura ieri sera ed ora eccomi qui a recensire il libro.
“La donna in gabbia” è la stravolgente storia di Merete,una parlamentare danese, rapita mentre si trovava in un traghetto insieme all’adorato fratello minore Uffe, un trentenne con problemi mentali conseguiti a causa di un drammatico incidente stradale che coinvolse due macchina e fece diverse vittime, tra cui i genitori di Merete e Uffe.
La donna si ritrova a vivere diversi anni chiusa in una stanza buia (o, a volte, troppo illuminata), a domandarsi il motivo di quella reclusione, a cercare di pensare a qualcosa di bello, pur di non diventare pazza. I suoi pensieri principali, inutile dirlo, sono rivolti ad Uffe.
La polizia danese aveva intanto archiviato il caso, sostenendo che la donna si fosse gettata in mare, forse spinta dal fratello incapace. Il caso viene riaperto in seguito all’istituzione, presso la polizia danese, della Sezione Q, destinata ad occuparsi di casi irrisolti. Al suo vertice si trova Carl, uno scontroso e scrupoloso poliziotto, vittima anni prima di un tragico incidente sul lavoro in cui rimase irreversibilmente leso un suo collega.
Insieme ad Assad, enigmatico ma valido aiutante siriano, Carl ripercorrerà la vicenda, indagherà nel modo più professionale possibile, prestando attenzione anche ai più piccoli dettagli, quelli che in realtà si riveleranno i più significativi.
Il finale è totalmente inaspettato e, aggiungerei, anche un po’ commovente.
Solitamente i gialli non attirano molto la mia attenzione. Preferisco romanzi moderni o classici. Questa volta ho deciso di provare qualcosa di nuovo, dedicandomi, appunto ad un giallo. Sono rimasta soddisfatta dalla lettura (ne è la prova il breve tempo che ho impiegato a leggere): lineare, coinvolgente, appassionante. La curiosità di scoprire il finale, nel susseguirsi delle pagine, è veramente tanta, anche perché non è facile farsi un’idea del motivo della reclusione di Merete.
Mi sono così ritrovata a rivalutare questo genere di libri e credo proprio che ne leggerò altri in futuro.
Non mi resta altro che ringraziare la Marsilio Editori per la splendida opportunità che mi ha concesso.
Ps: presto un post sulla mia esperienza di lettura di un ebook.
Ho finito la mia lettura ieri sera ed ora eccomi qui a recensire il libro.
“La donna in gabbia” è la stravolgente storia di Merete,una parlamentare danese, rapita mentre si trovava in un traghetto insieme all’adorato fratello minore Uffe, un trentenne con problemi mentali conseguiti a causa di un drammatico incidente stradale che coinvolse due macchina e fece diverse vittime, tra cui i genitori di Merete e Uffe.
La donna si ritrova a vivere diversi anni chiusa in una stanza buia (o, a volte, troppo illuminata), a domandarsi il motivo di quella reclusione, a cercare di pensare a qualcosa di bello, pur di non diventare pazza. I suoi pensieri principali, inutile dirlo, sono rivolti ad Uffe.
La polizia danese aveva intanto archiviato il caso, sostenendo che la donna si fosse gettata in mare, forse spinta dal fratello incapace. Il caso viene riaperto in seguito all’istituzione, presso la polizia danese, della Sezione Q, destinata ad occuparsi di casi irrisolti. Al suo vertice si trova Carl, uno scontroso e scrupoloso poliziotto, vittima anni prima di un tragico incidente sul lavoro in cui rimase irreversibilmente leso un suo collega.
Insieme ad Assad, enigmatico ma valido aiutante siriano, Carl ripercorrerà la vicenda, indagherà nel modo più professionale possibile, prestando attenzione anche ai più piccoli dettagli, quelli che in realtà si riveleranno i più significativi.
Il finale è totalmente inaspettato e, aggiungerei, anche un po’ commovente.
Solitamente i gialli non attirano molto la mia attenzione. Preferisco romanzi moderni o classici. Questa volta ho deciso di provare qualcosa di nuovo, dedicandomi, appunto ad un giallo. Sono rimasta soddisfatta dalla lettura (ne è la prova il breve tempo che ho impiegato a leggere): lineare, coinvolgente, appassionante. La curiosità di scoprire il finale, nel susseguirsi delle pagine, è veramente tanta, anche perché non è facile farsi un’idea del motivo della reclusione di Merete.
Mi sono così ritrovata a rivalutare questo genere di libri e credo proprio che ne leggerò altri in futuro.
Non mi resta altro che ringraziare la Marsilio Editori per la splendida opportunità che mi ha concesso.
Ps: presto un post sulla mia esperienza di lettura di un ebook.
