"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

domenica 24 agosto 2014

Il tempo vola

Il tempo vola.
Ma vola in un modo che non riesco a spiegare.
Ieri mi preparavo alle vacanze, fantasticavo sulle mie giornate al mare, pianificavo itinerari e cose da fare. Ponderavo con quale protezione solare stringere un rapporto di sincera amicizia e con quale libro trascorrere le ore sotto al sole.
Oggi mi ritrovo a guardare nauseata una valigia già troppo piena, a poche ore da un’ennesima partenza. La guardo con leggero disgusto, perché so dove mi porterà.
Il problema, comunque, non è la destinazione in sé. Il problema è che trascinarla ancora una volta su per tre quarti d’Italia significa, adesso, la conclusione ufficiale delle vacanze. Significa tornare a pianificare spese, pulizie, interessi, uscite, bollette, beghe. Incastrare tutto con il lavoro e cercare di uscirne viva.

Lo scopo delle mie vacanze era prendere tempo per me. Isolarmi un poco dentro alla stanza più solitaria della casa e pensare a quello che voglio fare, l’anno “nuovo”. Ho un paio dei nuovi obiettivi, tanti. Se li conto non mi basta una mano per ricordarmeli tutti. Vogliono sopperire all’apatia dell’anno conclusosi a luglio, all’incapacità di fare qualsiasi altra cosa che non fosse legata a quello che alcuni definiscono il mio strano lavoro.
E io mi auguro da sola, dal profondo del mio cuore, di avere tutta la serenità che serve per fare tutto. La stessa che non ho avuto l’anno scorso.

Da queste vacanze mi porto dietro l’affetto delle persone care.
Dopo un anno di volti nuovi, avevo bisogno di un po’ di stasi. Necessitavo di girare per le mie vie, per i miei mari, guardarmi attorno e vedere espressioni rassicuranti, fiduciose. Mi serviva guardare dentro agli occhi delle persone che conosco, di quelle che so cosa pensano e tirare un piccolo sospiro di sollievo.
Mi serviva passeggiare a mare, sui sassi roventi dal sole. Mi serviva stare ferma a fissare le onde e gettarci dentro dei sassolini, ogni tanto.
Avevo bisogno di ritrovarmi, come dicevo nel post precedente.

Penso di esserci riuscita, prendendo un pezzettino di me dentro agli occhi delle persone con cui sono cresciuta.
Ho ripreso possesso della mia dolcezza: l’ho trovata nello sguardo di C.
La zia invece mi ha ridato la determinazione. Mia sorella quel menefreghismo che serve per non prendere tutto troppo pesantemente. Mia madre la fermezza delle idee; mio fratello l’ironia.
Il mio Gatto la bellezza del riposo; I. la voglia di divertirsi.
E poi il bisogno di sognare, quello l’ho preso ancora da C.
La bellezza di una famiglia, di bambini che fanno casino per casa: me l’hanno data i miei cugini, con le loro famiglie belle.
E ancora: la saggezza, i valori di un tempo … per quelli mi è bastato andare a trovare i nonni al cimitero.
La pacatezza dei modi di fare della gente di qua, perché c’è tempo per tutto, anche per un caffè con chi non vedi da tanto.

E ora che ci ho pensato, che ho riflettuto, adesso che tutti o quasi i pezzi della Chiara di un tempo sono stati messi a posto, forse posso dire di essere pronta.
Forse ci sono, è il momento giusto.
Quello di prendere di nuovo la valigia, pesante come sempre, e ricominciare.

4 commenti:

  1. Vai Chiara, questo anno nuovo sarà impegnativo, ma hai la grinta per fare tutto ciò che vuoi: traspare da questo post!
    I ritorni a casa sono sempre magici... rimettono a posto tutti i pezzetti di quel puzzle incasinato che siamo. :-)

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  2. Stare in famiglia ha aiutato anche me a ritrovare me stessa...E mi sembra proprio che tu abbia ritrovato lo spirito giusto per ricominciare...

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  3. beh, buon inizio anno, allora. Aspetto ancora qualche post pieno di poesia di quelli che scrivi tu, che ti ritagli sempre del tempo per scrivere, fra una corsa e l'altra.
    Minerva

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