Vi comunico subito che non ho avvelenato nessuno: tutti sani e salvi! La cena è andata bene. Non era assolutamente niente di formale, una semplice cosa tra amici. È piaciuto tutto, il che non può che farmi piacere: ci tengo a che rimangano contenti, anche se si tratta di semplici cose.
Ieri ho guardato la partita dell’Italia: è stata un’agonia. Ansia allo stato puro. Non mi interessa il calcio in generale, ma l’Italia bisogna guardarla! Pensavo già che non avremmo vinto questo Mondiale, ma non mi aspettavo che la fine arrivasse così presto e soprattutto contro una squadra nuova e “poco forte”. Certo c’è da dire che se ci fosse stato Buffon, forse le cose sarebbero andate meglio. Credo che mancasse organizzazione, erano poco distribuiti. In tutte e tre le partite ho avuto l’impressione che gli avversari fossero in cento e i nostri in cinque. Tante le occasioni perse, il pugno del portiere della Slovacchia (testate, pugni, tutti noi li prendiamo!), il temporeggiare degli avversari, l’adrenalina che saliva, le espressioni preoccupate di Lippi e quelle dei giocatori … ed è finita! Ritornano a casa.
Che strano, poi, il fatto che agli scorsi mondiali la partita finale è stata giocata da Francia e Italia, le stesse squadre che sono tornate a casa presto. Credo proprio che quest’anno la vittoria andrà inaspettatamente a qualche “squadra nuova”!
Comunque, avete fatto caso all’aria che si respira per strada durante le partite dell’Italia? Non c’è anima viva, aleggia un silenzio spettacolare rotto da qualche “Nooo” o da qualche urlo di esultanza (quest’anno forse si sono sentite più che altro imprecazioni varie). La strada dove abito solitamente è affollatissima, si sente gente passare a tutte le ore, ma ieri niente di tutto ciò: silenzio assoluto. Ho buttato un’occhiata fuori dalla finestra: c’erano solo due signore di colore alla fermata dell’autobus. Per il resto, c’era il deserto intorno.
