"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)
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venerdì 25 giugno 2010

E fu così che l'Italia tornò a casa...

Vi comunico subito che non ho avvelenato nessuno: tutti sani e salvi! La cena è andata bene. Non era assolutamente niente di formale, una semplice cosa tra amici. È piaciuto tutto, il che non può che farmi piacere: ci tengo a che rimangano contenti, anche se si tratta di semplici cose.

Ieri ho guardato la partita dell’Italia: è stata un’agonia. Ansia allo stato puro. Non mi interessa il calcio in generale, ma l’Italia bisogna guardarla! Pensavo già che non avremmo vinto questo Mondiale, ma non mi aspettavo che la fine arrivasse così presto e soprattutto contro una squadra nuova e “poco forte”. Certo c’è da dire che se ci fosse stato Buffon, forse le cose sarebbero andate meglio. Credo che mancasse organizzazione, erano poco distribuiti. In tutte e tre le partite ho avuto l’impressione che gli avversari fossero in cento e i nostri in cinque. Tante le occasioni perse, il pugno del portiere della Slovacchia (testate, pugni, tutti noi li prendiamo!), il temporeggiare degli avversari, l’adrenalina che saliva, le espressioni preoccupate di Lippi e quelle dei giocatori … ed è finita! Ritornano a casa.
Che strano, poi, il fatto che agli scorsi mondiali la partita finale è stata giocata da Francia e Italia, le stesse squadre che sono tornate a casa presto. Credo proprio che quest’anno la vittoria andrà inaspettatamente a qualche “squadra nuova”!

Comunque, avete fatto caso all’aria che si respira per strada durante le partite dell’Italia? Non c’è anima viva, aleggia un silenzio spettacolare rotto da qualche “Nooo” o da qualche urlo di esultanza (quest’anno forse si sono sentite più che altro imprecazioni varie). La strada dove abito solitamente è affollatissima, si sente gente passare a tutte le ore, ma ieri niente di tutto ciò: silenzio assoluto. Ho buttato un’occhiata fuori dalla finestra: c’erano solo due signore di colore alla fermata dell’autobus. Per il resto, c’era il deserto intorno.

venerdì 11 giugno 2010

Mondiali 2010


Prevedo che il tormentone di quest’estate 2010 sarà la canzone di Shakira: Waka waka ( this time for Africa). Per chi non lo sapesse (credo che lo sappiano quasi tutti) è la “colonna sonora” di questi Mondiali di calcio. Canzone simpatica, dal ritmo ondeggiante e coinvolgente: dopo che l’ascolti un paio di volte, ti vien voglia di metterti a ballare!


Fino all’11 luglio ci saranno i mondiali (finiscono prima loro che io con gli esami, sob sob), immagino già i piani organizzativi di tifosi e non, i gesti scaramantici che verranno fatti ad ogni partita dell’Italia, magari gli stessi fatti quella famosissima sera del 9 luglio 2006.

Sembra ieri l’istante in cui Cannavaro alzò al cielo la coppa del Mondo. Guardai quella Partita in piazza, con i miei amici e mezzo paese accanto. Tutti con il fiato sospeso, il cuore a mille a guardare sul maxi schermo e ad invocare l’intercessione di qualche santo, santone, forza divina, forza umana o qualsiasi altro aiuto possibile.

La testata di Zidane, la sua espulsione, l’ansia, i rigori, Del Piero, Grosso e poi i festeggiamenti. L’esultanza dell’Italia intera, i caroselli con le macchine, le bandiere sventolavano ovunque. Cappelli ridicoli, guance colorate, magliette … tutto riprendeva il tricolore.


Sono stati attimi indimenticabili, per chi ama il calcio e per chi non ne capisce niente. Mi auguro che la nostra squadra giochi come si deve, chissà che non ci faccia rivivere gli attimi di quel famoso 9 luglio …
Solo una cosa vorrei aggiungere: perché esporre il tricolore solo in occasione dei mondiali? Non sarebbe più bello tenere la bandiera fuori dal balcone o dentro casa 365 giorni l’anno e non solo trenta giorni ogni quattro anni?