Datemi un pomeriggio al parco, di sabato. In una di quelle giornate che stanno alla fine di una settimana pesante. Una settimana in cui il tuo collega ti parla del “caffè dello studente”, mentre tu gli dici che ne hai presi troppi. E scopri che non ti sta prendendo in giro: il caffè dello studente è realtà, esiste, se ne parla, c’è chi lo prende. E io spero di non essere mai così disperata da prepararmene uno, per poi essere colta da infarto qualche minuto dopo averlo bevuto.
Una settimana di economia, tanto per essere monotematici. Di maledizioni di gruppo mandate all’artefice della nostra disperazione, di gente che pensa che studiare arabo sia cosa più utile e più semplice.
Una settimana di nervosismo, di “non ce la posso fare”, di sonno perso. Di risate con la gente con cui condivido l’angoscia del momento, conversazioni telefoniche lunghe un’ora che ti fanno sentire meno sola, di mani strette e presentazioni.
Eppure ce l’ho fatta, sono sopravvissuta a questi giorni frenetici. Sono arrivata al venerdì pomeriggio con due occhiaie che sfioravano la bocca, due borse sotto gli occhi capienti quanto quella di Mary Poppins.
I capelli sfatti, le guance rosse. Le orecchie che ascoltano il rumore delle valigie degli studenti che tornano a casa per il weekend, lungo le vie della stazione. Musica per le mie orecchie.
Qualcuno corre, ha fretta.
Io invece no. Percorrere la strada per tornare a casa, dopo una settimana così, in questo stato un po’ pietoso, ha il suo perché. Ha il sapore di un privilegio.
Perché si, mi sono sentita privilegiata.
Ho goduto della fortuna di poter camminare piano, senza fretta. Mi sono gustata i miei passi lenti e poi sono rincasata, crollando dal sonno alle dieci di sera, per poi svegliarmi ugualmente presto, ma molto più carica e riposata. Ho fatto colazione ascoltando la mia canzone del momento. Mi rilassa come non so cosa.
Ho voluto riprovare quella bella sensazione di spensieratezza passando il pomeriggio al parco, abbandonando un po’ quei libri che mi stanno facendo diventare matta. Si chiama “bisogno di aria”.
Aria fresca, meglio se fredda. Così mi posso fare piccola piccola dentro al montgomery.
Così posso mettere quel cappello rosso di lana che tanto mi piace.
Mi sono sentita di nuovo fortunata, dentro quel parco, oggi pomeriggio. Fortunata perché ho potuto godere della lentezza, del silenzio in testa. Di quella sensazione delle foglie arancioni e secche che fanno rumore sotto le scarpe.
Il freddo mi ha fatto venire voglia di Natale, anche se manca più di un mese e prima delle vacanze dovrò affrontare tre esami e risolvere tante altre questioni. Ma ce la si fa, siamo ottimisti.
E intanto ci godiamo l’attesa, che è più magica delle vacanze in sé.
E' bello poter godere di questi momenti di tranquillità...Ogni tanto sono necessari per poter ricaricare le pile...
RispondiEliminaAnche io adoro l'atmosfera del parco, soprattutto in autunno. Mi piace come descrivi i tuoi momenti. Mi emozioni!
RispondiEliminaGrazie Angela. Certi posti come il parco mi ispirano.
EliminaFai bene a essere ottimista, ce la farai Chiara!
RispondiEliminaQuando ce l'hai questo esame di economia?
Che cos'è il caffè dello studente?
Oggi ti ho fatto un terzo grado, un bacio
Eli
Esame fatto, aspettiamo i risultati adesso. Spero li corregga in fretta!
EliminaPer quanto riguarda il caffè dello studente, ti lascio un link :-)
http://www.studentibicocca.it/forum/topics/53017
Ah ecco...bhè...non male!
EliminaCarissima,
RispondiEliminaho visto il tuo tweet riguardo la stupenda canzone "Fortissimo" solo oggi: perdonami; ma la mia esperienza tecnologica talvolta lascia desiderare. Comunque ho condiviso quella canzone e sai perchè? Perchè la sto sentendo anche io tantissimo!! Nel mio mp3 sono al primo posto: questo nostro amore, fortissimo, ciao amore ciao e mi sono innamorato di te. Viva gli anni Sessanta e la nostra nostalgia per quei tempi!!
E la tua attesa del Natale, si aggiunge all'attesa per martedì sera! ;)
Capisco quanto economia possa essere difficile, credo ci sia troppa matematica per i miei gusti. L'esame a sorpresa è a breve? Comunque ho sentito parlare del caffè dello studente, ma non lo ingurgiterei mai, mi sa troppo forte, nonostante io bevva forse troppi caffè!
Ti piace il freddo vedo! Io non riesco molto a tollerarlo, soprattutto il vento! Le gote rosse, le mani fredde, i polpastrelli che si solidificano e perdono sensibilità, il collo che si insacca tra le spalle...Preferirei decisamente un bel tuffo al mare!
Un abbraccio cara!
Ho visto ora i tuoi commenti, corro a risponderti! Non sai quanto mi fanno felici le tue parole!:)
Che fiction meravigliosa. La ricorderò sempre come qualcosa che mi ha permesso di sognare un po'. E poi le musiche erano perfette. Per niente banali.
EliminaDi caffè ne ho bevuti anche troppi nella vita.
RispondiEliminaBuon inizio di settimana!
Anch'io amo i momenti di tranquillità e di pace che posso godermi solo il weekend purtroppo, ma sono davvero rigeneranti! Soprattutto quando c'è un bel sole e fa freddo, come dici tu e poi sì, bisogna essere ottimisti, brava! Ce la farai! ;-)
RispondiEliminano invece a me l'autunno il natale, mettono una gran malinconia..per tutta la stagione per me è un conto alla rovescia..oggi per esempio ho scoperto che mancano 120 giorni alla primavera :D è la stagione in cui do il peggio di me..ma passerà! però mi piace leggerti cosi, così pronta ad assaporare il gusto della vita, a cogliere e vivere il momento, l'attimo..senza pensare a nulla. un bacione!
RispondiEliminama cos'è il caffè dello studente?
RispondiEliminaLink anche per te :-)
Eliminahttp://www.studentibicocca.it/forum/topics/53017
La lentezza a volte è una necessità. Viviamo una vita talmente frenetica e incasinata, a volte, che perdiamo di vista l'importanza del tempo. Ed è paradossale perchè, se ci pensi, il tempo è l'unico patrimonio di cui possiamo davvero disporre.
RispondiElimina"E intanto ci godiamo l'attesa.." lentamente aggiungo.. ;)
RispondiEliminanon conosco ma possoimmaginare cosa è il caffè dello studente. Se l'obiettivo è tirare fuori le risorse che abbiamo dentro, direi che cisono metodi più sani per farlo (ed una passeggiata al aprco può essere uno). Se l'onbiettivo è tirer fuori risorse che non abbiamo, allora è il momento di farsi delle domande scomode. Ma non è il tuo caso :-)
RispondiEliminaAmo i parchi ed i boschi, mi lasciano sempre quel che di magia. Ma qui ce ne sono pochi e lontani per fermarsi un attimo durante la settimana. Dovrei farlo anch'io, fermarmi e prendermi del tempo per essere lenta, dovrei si.
RispondiEliminaA leggere quello che ti ha fatto scrivere serve parecchio, eppure a volte fermarsi significa pensare davvero, forse è questo che mi fa paura.
Quando ci si rende conto delle possibilità che abbiamo è quasi come un'illuminazione. Peccato succeda raramente.
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