"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

domenica 26 settembre 2010

Una domenica mattina ...

Stamattina mi sono alzata ad un orario decente e quindi ho deciso di fare una passeggiata per le vie del centro, caricata ancora di più dal bel sole tiepido che ha illuminato d’immenso tutta la casetta di Cip e Ciop appena ho aperto la finestra.
Fuori c’era molta gente, per lo più allegre famigliole e qualche giovincello rimasto illeso dalla sera precedente. Mentre camminavo ho incrociato lo sguardo di un’anziana signora ben vestita, dietro di lei un uomo, anche lui anzianotto. Noto subito, nelle loro mani, delle cartellette di pelle scura.
Erano Testimoni di Geova.

Preciso e sottolineo che non ho nulla contro questa religione: credo che ognuno sia libero di pensare come vuole e di fare le proprie scelte. Semplicemente non condivido questo loro fermare le persone per strada e offrire i loro giornaletti (o opuscoli, non so qual è il loro “nome tecnico”), ma questo non vuol dire certamente che provi chissà quale odio per questa religione

Una volta mi hanno fermata all’ingresso del parco. In quell’occasione ho preso il loro giornaletto/opuscolo/chiamiamolo-come-vogliamo, spinta dal normale desiderio di sapere qualcosa in più di loro.
Il giornaletto aveva in prima pagina un articolo, il cui titolo recitava una domanda: “Lavoriamo troppo?”. L’uomo che me l’ha dato, tutto contento, mi ha chiesto di leggere, di riflettere, eventualmente di comunicargli ciò che ne pensavo. Alla fine mi ha chiesto: "Ecco, secondo te si lavora troppo?".
Direi che al giorno d'oggi fare una domanda del genere ad una ventenne sia un po’ avvilente, considerando il fatto che il mondo del lavoro, ormai da un paio di anni, si dimostra poco aperto ai giovani.
Non ho condiviso con lui questo mio pensiero, ma se tornassi indietro glielo direi.

Dopo questo incontro, sono entrata al parco, mi sono seduta in un tavolo e ho iniziato a “studiare” (era luglio, un caldo impossibile e pochissima concentrazione). Poco dopo si avvicina un altro soggetto, sorridendo mi porge un altro giornaletto come quello che avevo precedentemente preso dall’altro suo collega.
Gli dico che già l’ho preso e glielo mostro.
Lui allora mi chiede cosa sto studiando e se sono iscritta all’università. Alla fine, indicando l’opuscolo, mi dice: "Leggilo, ti aiuterà ad affrontare questo periodo di studio".
Gli avrei voluto rispondere che in quel momento l’unica cosa che poteva aiutarmi ad affrontare il periodo di studio era un climatizzatore e una memoria esterna, ma naturalmente per non sembrare pazza o scortese, l’ho semplicemente ringraziato.

Ma torniamo ai giorni nostri.
I due mi fermano.
Loro, porgendomi l’opuscolo: "Signorina, possiamo lasciarle questo opuscolo...."
Io: "Scusi, vado di fretta... Devo andare... a messa! Grazie comunque"

Non so neanche io da dove mi è venuta questa risposta, visto e considerato che non ricordo neanche quand’è stata l’ultima volta che sono stata a messa.

Una cosa però che apprezzo dei Testimoni di Geova fino ad ora incontrati è la loro gentilezza. Sorridono e sono educati. Se dici loro che vai di fretta non fanno smorfie, anzi salutano augurandoti buona giornata, a differenza di altri soggetti che si ritrovano in situazioni analoghe.

13 commenti:

  1. è vero, almeno questo di buono ce l'hanno, sono sempre gentili e non ti insultano se gli dici che hai fretta... a me citofonano spesso e io, quasi sempre, dico che sto facendo qualcosa con la bimba (cambio, pappa, ecc)e non posso scendere, mi chiedono se possono lasciare gli opuscoli nella cassetta e vanno via... soprattutto non chiedono MAI soldi! comunque...

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  2. Tra quelli che sotto elezioni ti fermano ovunque, o vengono a rompere a casa, meglio assai questi.
    Che come dici, sono gentili e all'atteso "no, grazie" ti sorridono e se ne vanno.
    Non invogliano neanche l'emissione del canonico "vaffa", che invece parte a raffica verso gli imbonitori della politica.

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  3. Uhm, quelli che ho incontrato erano abbastanza insistenti, e non li definirei gentili... uff

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  4. In effetti sono molto gentili nei modi ma allo stesso molti insistenti, dopo tutto il loro prendere il "vangelo" alla lettera (perchè in realtà prendono una traduzione diversa ad hoc insomma) li costringe a predicare per non so quanto tempo 70 volte 7 giorni mi pare

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  5. finora quelli che ho incontrato io erano insistenti. Un mio amico si era convertito alla loro religione e... era uno stress!!! MA MOLTO MOLTO SIMPATICO

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  6. @Valepi: Vero vero! Non chiedono mai soldi, a differenza di molti altri!
    Mi hai fatto notare un altro particolare!

    @gattonero: ahah! Hai ragione! I politici in periodo di elezioni sono tremendi, salutano chiunque e sono amici di tutti.....

    @Temporala: Mh... se vuoi chiedo a qualcuno delle mie parti di venire da te! ;)

    @Ruz: Ecco, anche io sapevo che devono predicare in questo senso! Devo informarmi meglio!

    @Angela: Molto simpatico... menomale!
    per la cronaca, mi hanno fermata anche stamattina!

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  7. tutti insistenti e alla fine poi si fa a finire sempre a soldi, con offerte e simili.

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  8. A me non hanno mai chiesto soldi!
    Nel loro opuscolo c'era un bollettino per qualche donazione/offerta/abbonamento al giornaletto (non mi ricordo!)... ma lì è rimasto!

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  9. anche quelli che ho incontrato io erano insistenti però indubbiamente la loro gentilezza era disarmante

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  10. si si, sorridono sempre! Almeno a me sono capitati sempre così, per fortuna! :)

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  11. Io invece ho riscontrato in questi individui molta insistenza, diciamo una cortesia ma nello stesso tempo una voglia di trattenerti a parlare con loro...
    Spesso suonano a casa mia la domenica mattina alle 8 o alle 9 e onestamente andare in firo per le case a quell'ora non mi sembra un segno di rispetto...
    Onesatemnte non sono d'accordo nel fermare le persone per strada ed inculcare loro idee, io sono più per "il vivi e lascia vivere" e nel moento in cui IO vorrò avvivinarmi a loro, IO busserò alla loro porta.

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  12. Ciao, son passata dal tuo blog ed ho letto questo post.. Io, stra-precaria avrei risposto con un turpiloquio da denuncia alla domanda : "Lavoriamo troppo?"
    Cmq è vero, sono tendenzialmente educati, ma, diamine, hanno la resistenza dell'acciao! Anni ed anni fa mi fermò una vecchietta (ma anziana assai!) con il famoso opuscolo ed io, in ritardo per l'allenamento di pallavolo, quasi correvo.
    Mi ha rincorso per almeno 3-400 metri chiedendomi se, secondo me, la nostra vita aveva un ritmo troppo frenetico..

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  13. eheeh... Pensavo proprio alla gente "come te" quando ho letto il titolo... E pensavo anche a me, al fatto che non riesco neanche a trovare un lavoretto per guadagnare qualche euro alla settimana....

    Comunque mi hai fatto ridere con la tua storia! La vecchietta aveva poco senso dell'immaginazione!! :D

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