"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

lunedì 12 luglio 2010

Gente di... economia

Come avrete capito, osservare le persone (sempre e rigorosamente in modo discreto: a riguardo c’è un’arte apposita!) è una delle cose che più amo fare. Mi piace “analizzare” la gente mentre è intenta a fare qualcosa, mentre è assorta nei propri pensieri, mentre è “al naturale”, spontanea, quando cioè non deve per forza apparire in un certo modo.
I luoghi pubblici sono i posti che preferisco: sempre pieni di gente, di tutti i tipi. Fosse per me, passerei le giornate nella sala d’attesa di una stazione o di un aeroporto, accucciata in un angolino discreto, nascosta dietro un libro o un giornale.

Non potendo “perdere” pomeriggi interi in questo modo, per adesso mi accontento di esaminare la gente che popola l’aula studio di questi tempi. Cambio spesso il luogo di studio, secondo le esigenze, le condizioni climatiche (in alcune biblioteche non circola un filo d’aria, in altre devo perdere venti minuti per entrarci), l’affollamento. E poi cambiare aria mi piace, ogni posto ha le sue caratteristiche, la sua gente, anche se magari sono edifici non molto lontani uno dall’altro.
Ultimamente, passo i pomeriggi nell’aula studio della facoltà di economia: è un bel posto, luminoso, areato, tranquillo, né troppo silenzioso, né troppo caotico. Gli studenti sono per la maggior parte ragazzi con gli occhialetti e l’aria, appunto, da economisti. Me li immagino la mattina sorseggiare il loro caffè leggendo attentamente il Sole 24 ore.

Mi siedo solitamente nello stesso posto e nei paraggi ci sono sempre i due stessi ragazzi.
Uno non è molto alto, è moro, con la barba rada, non ha il fisico da modello, è un ragazzo normale. Secondo me non ha proprio tantissima voglia di studiare, spesso sbuffa. È sempre alle prese con milioni di calcoli, scrive sui suoi fogli numeri, grafici, cose per me incomprensibili. La calcolatrice gli fa compagnia, ce l’ha sempre accanto.
Una volta ha poggiato la testa sul tavolo e dopo poco si è addormentato. Dieci minuti dopo si è alzato di scatto e si è guardato intorno come per capire se qualcuno si era accorto di quel suo riposino. Non ha fatto certo niente di male, anche io di fronte a numeri, linee e altro mi addormenterei all’istante.
Si è accertato del fatto di essere ignorato da tutti i presenti (tranne la sottoscritta, ma riesco sempre a non farmi notare) e ha ricominciato pazientemente a fare calcoli per poi alzarsi dopo pochi minuti e andare a fuori a fumare la sua Winston blu.

L’altro soggetto invece sembra un”figlio di papà”. Ha il suo i-phone, le sue scarpe firmate, la sua tracolla e i suoi occhiali da sole all’ultima moda. Sembra sicuro di sé, deciso. È un bel ragazzo, ma ha l’aria di chi prende poche cose sul serio. Fa i suoi calcoli molto tranquillamente, sembra che lo studio non gli pesi più di tanto. Riesce a star seduto davanti a quei libri per ore e ore senza mai alzarsi (beato lui). Ogni tanto riceve qualche telefonata, si allontana a passo svelto con le sue gambe chilometriche (è molto alto) e si dirige verso il corridoio.

Per il resto c’è solo gente di passaggio, pochi “fissi”. Forse è il periodo, naturalmente chi ha finito con la sessione estiva di esami, smette di frequentare quei posti. Il resto della gente che si vede ha l’aria disperata. Pesa molto studiare ancora a metà luglio (o quasi).
Nella zona relax se ne sentono di tutti i colori, se mettessero una webcam sopra la macchinetta del caffè ne uscirebbe fuori una sitcom impensabile.

6 commenti:

  1. Anche io ho frequentato aule studio.
    Chissa come avresti visto me.

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  2. Sei un' ottima osservatrice Chiara,non ti sfugge nulla e questa è una gran qualità. Mi piacciono le persone acute e profonde,ironiche ed analitiche allo stesso tempo. L' ho già detto l' ultima volta ma torno a ripeterlo anche adesso,è un piacere leggere i tuoi post! Grazie!
    Baci

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  3. Mi sono proprio ritrovata in questo post... anche io adoro osservare i comportamenti delle persone e immaginare lo svolgersi delle loro vite! per questo motivo però evito di studiare nelle sale studio, perchè finisco sempre per distrarmi dal mio intento... :)
    Buona giornata!

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  4. Accidenti che descrizione minuzuiosa...io quando studiavo al contrario tuo avevo bisogno del mio solito posto con le solite poche persone altrimenti rischiavo di distrarmi troppo e non concludere niente. Tutte le volte che ho cambiato il posto in cui studiavo mi sono ritrovata alla macchinetta del caffè con la mia amica M. a chiaccherare e a ridere per tutto il giorno! Dai che la sessione estiva è quasi finita e tra poco ti goderai il metitato riposo. Baci

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  5. Sai che anche a me piace molto osservare la gente, guardare che fanno, immaginare cosa penseranno e come sono capitati ad incrociarsi col mio cammino....lo facevo molto spesso prima, quando facevo teatro, era un ottimo esercizio!
    Ma ogni tanto, quando sono fuori, mi capita ancora di osservare e pensare.
    Ciao!!
    Lety

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  6. @88tasti: Eh, chissà! :)

    @Clau: Grazie, grazie, grazie! *.*

    @Princesse: Eh in effetti questa cosa è un po' fonte di distrazione! Devo controllarmi! :)

    @MArtina: La macchinetta del caffè è un attentato vivente alla concentrazione!

    @Letizia: Wow! facevi teatro!! Che bella cosa! Io non ho mai avuto il coraggio... sono troppo timida! :(

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