"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

giovedì 29 aprile 2010

Alla fermata dell'autobus

"è piovuto il caldo, ha squarciato il cielo …"

Ore 15.50. Temperatura: 33 gradi, caldo insopportabile. Fermata dell’autobus, la stessa dove solitamente incontro la gente più strana. E infatti anche oggi la fortuna è stata dalla mia parte.

Mi si siede accanto una donna, uno strano soggetto. Nonostante il caldo, è vestita molto pesante. Indossa dei jeans scuri, un maglione spesso, ha una giacca trapuntata legata in vita, in testa un cappello beige di velluto a costine e ai piedi dei grossi scarponi. Sentivo caldo solo a guardarla, infatti ho cercato di distogliere l’attenzione dal suo abbigliamento.

A quanto pare però la stranezza di quella persona non si limitava al vestiario, era stravagante anche negli atteggiamenti. Infatti ad un certo punto ha iniziato a togliersi le scarpe, pensavo avesse dentro qualcosa che le desse fastidio, tipo un sassolino. Invece le davano fastidio le calze. Se l’è tolte, prima un piede e poi l’altro. Si è rimessa gli scarponi scuri, ha legato i lacci, ha sbattuto le mani come per togliersi della polvere da dosso e poi ha deciso di deporre accuratamente le calze bianche (di lana suppongo) sulla panchina nello spazio che c’era tra lei e me. Non mi è mai capitata una cosa del genere.

Poi, come se non bastasse, si è messa a parlare al telefono. Il verbo “parlare” però è improprio. Urlava proprio, ma non era arrabbiata, era tranquilla. Sarà stato il suo modo solito di conversare con le persone. Le ipotesi sono due: o ha il tono di voce troppo alto, oppure stava parlando con qualcuno che si trovava dall’altra parte del mondo, pensando che se avesse urlato, il suo interlocutore l’avrebbe sentita meglio.

I miei viaggi sono sempre animati da strani soggetti, una volta mi è capitato un uomo distinto, vestito bene, con un bel portamento che all’improvviso si è messo a saltellare per tutta la fermata. A volte mi capitano i soggetti perennemente incerti sul numero dell’autobus, sull’orario di partenza o di arrivo, oppure quelli che per ingannare il tempo si mettono a parlare del più o del meno (argomento preferito, soprattutto dalle anziane signore, sono le previsioni meteo: o troppo caldo o troppo freddo). Un’altra volta una ragazza mi ha mollato in braccio un bambino piccolissimo (non avrà avuto neanche un anno) dicendomi che doveva andare a comprare il biglietto. Menomale che non ha iniziato a piangere.

3 commenti:

  1. io di solito di gente strana ne incontro sul treno oppure quando vado a correre!!!
    cmq non mi è mai capitato che qualcuno mi lasciasse un bambino, è davvero da incoscienti!!
    ciaoo

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  2. Ahahahahah ma in che posto meraviglioso vivi??? :)))

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  3. @Biosbios: In un posto dove l'abitante medio ha qualche rotella fuori posto! Divertente però.

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