La carne è un bene prezioso, è troppo costosa e si sa: un fuori sede su tre è squattrinato. Controlla quanto spende, fa la spesa in base alle offerte del supermercato e ha nel comodino un altarino appositamente fatto in onore dell’artefice di quella meravigliosa iniziativa del Conad per la quale - fino a fine giugno – tantissimi beni di prima necessità quali pane, pasta, sugo e così via sono scontatissimi. Salvo poi spendere quanto risparmiato in spese inutili.
L’unica carne che mangiano i fuori sede è quella del kebab. O al massimo si va di wurstel e hamburger.
Ci sono famiglie al corrente del fatto che i figli fuori sede lassùalnord carne non ne mangiano e quindi provvedono a far partire i propri pargoli con qualcosa come un chilo di vitello a fettine, sottovuoto, in valigia, dentro la borsa frigo. La prima cosa che ti chiedono, non appena sei arrivata a destinazione, dopo innumerevoli ore di viaggio e una voglia di conversare pari a zero, è se hai messo la carne nel congelatore. Poi, dopo qualche settimana, quando alla classica domanda del “cos’hai mangiato”, tu rispondi “carne”, loro ti chiedono – orgogliosissimi di sé- se la carne che stai mangiando è proprio quella che ti sei portata da casa, pur sapendo già la risposta.
Ecco: la mia famiglia rientra appieno in questa categoria.
Capita però che un giorno decidi di comprare della carne tua sponte, perché questo vitello ti ha un po’ scocciato. Vai al supermercato, afferri una vaschetta di maiale con tanto di osso, torni a casa, congeli tutto e poi te ne dimentichi, fino ad arrivare a tre settimane dopo, quando apri il congelatore e ti ricordi dell’acquisto.
E dunque fettona di carne sia, ben cotta, come piace a me. Col rosmarino sopra. Ci metto qualcosa come dieci minuti a finirla tutta. La fotografo, come farebbe un bravo bimbominchia e la mando alla sister. “Guarda qua cosa mangio stasera!”.
Fiera di me, piena come un uovo, lavo il piatto, sistemo casa e guardo il pc.
Il pensiero della tesi è diventato abbastanza padrone della mia testa. Dovrei iniziare a scriverla, adesso che il mio indice è stato approvato.
Ho rimandato questo momento a lungo, letto su libri e siti di vario genere i più disparati consigli a riguardo. Eppure non ho scritto neanche una parola, per la paura di sbagliare.
Mi siedo un attimo, fisso il pc, poi la pila di fotocopie e di libri e poi l’ora. Sono le nove, in tv non c’è niente. Stasera non esco, domani devo studiare.
Ma sì. Proviamo.
Imposto la pagina di Word con le istruzioni che trovo sul sito dell’università. Inizio ad aprire libri, a consultare i miei schemi, i miei appunti. Un sospiro profondo e via.
Le note, ca**o. Io ho paura delle note, delle citazioni, di tutto.
Ci provo lo stesso, seguo le indicazioni passo dopo passo.
A farmi compagnia c’è una zanzara che mi ronza intorno. Ogni tanto mi punge, ‘sta str****. Rimpiango di non essere con la mia amica, lei che le fa fuori tutte, a colpi di pesanti libri.
Dopo non so quanto, ho finito di scrivere la prima pagina. Fisso lo schermo, non mi pare vero. Non so se va bene, non so è giusto. Non lo so, non so niente. Però ho iniziato.
Finalmente ho iniziato.
Ho una certa ansia addosso, dovrei scaricarla in qualche modo. Per la prima volta, dopo un anno e mezzo di lontananza dalle sigarette, ho una voglia estrema di accenderne una e fumarla sul divano. Gustarmela, calmarmi così. In casa non ne ho, il che non può che essere un bene, col senno di poi.
Il giorno dopo lo racconto alla mia amica, lei ridendo mi dice “Ci manca solo che riprendi a fumare per la tesi!”. Devo trovare un altro modo per scaricare la tensione.
Poi riprendo, con un po’ più di calma.
Chiudo all’una, non ne ho più voglia. Quella che potrebbe essere definita ispirazione se n’è andata chissà dove. Siamo rimaste solo io, le zanzare e le mille bolle che mi hanno lasciato su gambe e braccia.
Al momento di salvare il documento, word mi chiede di dargli un nome.
Scrivo, senza pensarci su.
Si chiama “Capitolo 1, sul serio”.
(Un giorno dovrò togliere le ultime due parole. Spero vivamente di farlo prima di mandarlo alla mia relatrice).