Cosa sono queste voci? Ah sì, è la sveglia. E’ già ora di alzarsi, non è possibile.
Rimango ancora qualche minuto tra le coperte, poi decido di abbandonare definitivamente il letto. Non c’è più il freddo dell’inverno come pretesto plausibile ad una resistenza all’alzataccia mattutina. Però posso sempre ricorrere al detto “Aprile dolce dormire”, anche se ancora Aprile non è proprio arrivato.
L’extrema ratio: dare la colpa del mio costante sonno al cambiamento di orario. Ecco, ho trovato la scusa.
Faccio tutti questi ragionamenti spiccioli e assonnati mentre cerco di fare colazione. Poi guardo l’ora, convinta come sempre che sia troppo tardi. Apro la finestra, la mia strada ancora non si è proprio svegliata.
Tre quarti d’ora dopo prendo la borsa ed esco.
Il mio autobus arriva in orario; è molto affollato, ma riesco comunque a trovare un posto dove sedermi.
Tiro fuori dalla borsa il mio ipod e infilo le cuffie nelle orecchie. Passo il mio tempo a guardare fuori dal finestrino le macchine in fila, la gente ferma ai semafori.
Dopo un po’ si siede un ragazzo vicino a me. Ben vestito, una borsa di pelle grande, probabilmente piena di libri. Non l’ho visto bene in faccia, ma noto che porta la barba incolta. Mi rendo conto, dai suoi movimenti, che mette anche lui le cuffie alle orecchie e appoggia la testa all’indietro.
Il tragitto oggi sembra più lungo del solito, il traffico è troppo lento.
Il mio compagno di viaggio sembra essersi addormentato o per lo meno si è rilassato molto. Il suo corpo sembra essere inanimato, abbandonato sul sedile stesso. Chissà stanotte che ora avrà fatto …
Il suo braccio è a due centimetri dal mio, alle curve la nostra distanza si accorcia ulteriormente.
Non so il motivo, ma mi suona strano il pensiero che uno sconosciuto mi dorma accanto. Non l’ho mai visto prima, non l’ho guardato bene in faccia. Se lo rivedessi tra un’ora non mi ricorderei neanche di lui.
Al massimo riconoscerei i suoi jeans slavati, la sua borsa di pelle nera.
All’improvviso si muove, dopo qualche minuto (o forse istante) si alza e scende. E’ anche la mia fermata, per fortuna. Sarebbe stato brutto doverlo svegliare.
Scendo dall’autobus e mi incammino verso la mia destinazione. Vado lenta, non c’è fretta.
Ho uno strano odore addosso. Un profumo maschile, nuovo. Una fragranza forte che mi rimanda ad un ricordo che lì per lì sembra essere molto lontano.
Poi realizzo.
Il tipo sconosciuto dell’autobus mi ha lasciato quel profumo forte e buono sul trench, sulla manica sinistra che stazionava vicina al suo braccio.
Colpa della troppa vicinanza.
Però è un buon odore.
Mi terrà compagnia, per la giornata di oggi.
"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."
(Donne in Rinascita - D. Cugia)
venerdì 30 marzo 2012
domenica 25 marzo 2012
Un premio da FruFru

Qualche settimana fa ho ricevuto un premio da parte di FruFru, dal blog Scarabocchi di Pensieri. Consiste nel raccontare le classiche sette cose su di sé e nominare altri quindici blogger a cui passare il premio.
Allora, vediamo un po’ cosa potrei dire di me …
1) Ho passato tutta la giornata di oggi (domenica) a dormire. Certe volte penso che il giorno più noioso della settimana sia proprio questo.
2) Non fumo dall’inizio di Gennaio e ancora non ho ucciso nessuno a causa di questa astinenza. Ogni tanto, quando sono particolarmente nervosa, mi piacerebbe avere un pacchetto di Winston in borsa. Per ora sto resistendo.
3) Tra poco sarà Pasqua, le vacanze si avvicinano. Il mio biglietto del treno è sulla mobiletto da dieci giorni circa, ma io non ho alcuna voglia di tornare a casa.
4) Adesso che siamo in primavera e le giornate si sono allungate, ho deciso di riprendere le mie lunghissime camminate e anzi, avrei in mente anche di azzardare qualche corsetta.
5) (Oddio, ancora siamo a 5?) Quest’anno, fin’ora, ho solo letto un libro e mezzo. L’anno scorso, di questi tempi, ne avevo già letti almeno dieci. Non so bene il motivo di questa cosa. Sarà che la sera sono talmente stanca che appena poggio la testa sul cuscino, crollo subito. Sto comunque rimediando a questa carenza di lettura.
6) Sono letteralmente impazzita per il numero di Marzo della rivista ELLE. Credo sia uno dei migliori che abbia letto fino ad ora.
7) Sono diventata una fan accanita di Clio Make up, tutto ciò dopo aver visto il suo programma su Real Time. Adesso credo di sapermi truccare in modo decente e soprattutto so come si usa bene un mascara.
Bene, ce l’ho fatta. Ho scritto le prime sette cose che mi sono passate per la testa.
Adesso, come dicevo prima, dovrei passare il premio ad altre quindici persone. Dal momento che ho visto parecchi post simili in giro per i vostri blog, io eviterei di ripremiarvi.
Allora, vediamo un po’ cosa potrei dire di me …
1) Ho passato tutta la giornata di oggi (domenica) a dormire. Certe volte penso che il giorno più noioso della settimana sia proprio questo.
2) Non fumo dall’inizio di Gennaio e ancora non ho ucciso nessuno a causa di questa astinenza. Ogni tanto, quando sono particolarmente nervosa, mi piacerebbe avere un pacchetto di Winston in borsa. Per ora sto resistendo.
3) Tra poco sarà Pasqua, le vacanze si avvicinano. Il mio biglietto del treno è sulla mobiletto da dieci giorni circa, ma io non ho alcuna voglia di tornare a casa.
4) Adesso che siamo in primavera e le giornate si sono allungate, ho deciso di riprendere le mie lunghissime camminate e anzi, avrei in mente anche di azzardare qualche corsetta.
5) (Oddio, ancora siamo a 5?) Quest’anno, fin’ora, ho solo letto un libro e mezzo. L’anno scorso, di questi tempi, ne avevo già letti almeno dieci. Non so bene il motivo di questa cosa. Sarà che la sera sono talmente stanca che appena poggio la testa sul cuscino, crollo subito. Sto comunque rimediando a questa carenza di lettura.
6) Sono letteralmente impazzita per il numero di Marzo della rivista ELLE. Credo sia uno dei migliori che abbia letto fino ad ora.
7) Sono diventata una fan accanita di Clio Make up, tutto ciò dopo aver visto il suo programma su Real Time. Adesso credo di sapermi truccare in modo decente e soprattutto so come si usa bene un mascara.
Bene, ce l’ho fatta. Ho scritto le prime sette cose che mi sono passate per la testa.
Adesso, come dicevo prima, dovrei passare il premio ad altre quindici persone. Dal momento che ho visto parecchi post simili in giro per i vostri blog, io eviterei di ripremiarvi.
Mille volte GRAZIE alla meravigliosa FruFru per questo premio!
lunedì 19 marzo 2012
"Lettera a ...." Ventuno novembre duemilaundici
E’ lunedì mattina e tu mi hai chiamato. Me l’aspettavo questa telefonata. Nel finesettimana raramente chiami, forse non puoi. Quando sei al lavoro, al sicuro nel tuo ufficio, allora sì che puoi. Come puoi in macchina, quando dal lavoro vai a casa.
Mi hai chiesto cosa faccio, come sono andate quelle analisi. Tutto ok, devo stare solo un po’ calma e controllare la pressione quando fa freddo.
Stasera parto.
Stasera hai da fare, hai un impegno. Non lo dici, ma tanto l’ho capito, l’ho letto tra le righe: non puoi accompagnarmi tu. Io lo sapevo già, senza che tu mi dicessi niente. Mi sono organizzata in altro modo, già da tempo. Lo so, non c’è bisogno di parole.
Quando si tratta di me, di noi, c’è subito un impegno precedentemente preso che ostacola tutto. Non mi meraviglio, sono abituata.
Senti il mio silenzio, te ne accorgi e non dici niente. Stai qualche attimo in silenzio anche tu. Ormai sono i nostri silenzi a parlare, è quando stiamo zitti che ci diciamo tutto. E non sai quanto fa male.
Dici che comunque ci pensi tu a quel fatto lì che forse è meglio approfondire.
Gentile da parte tua. E’ il tuo modo di dimostrare attenzioni nei miei confronti.
Ma devo proprio star male per essere presa in considerazione?
Non erano queste le attenzioni che desideravo da te. Volevo che mi stessi vicino sempre, normalmente.
Però dai, va bene anche così.
Chiudo la conversazione. Ci siamo detti quello che pensiamo sia tutto.
Sono sola in casa, per fortuna.
Mi siedo alla mia scrivania e mi dico di essere forte, di non piangere. Ma non ce la posso fare. qualche lacrima scende giù. I singhiozzi no, non ne vale la pena.
Quando succede questo, d’istinto avvicino il braccio destro al fianco sinistro e faccio lo stesso con l’altro braccio. Non me ne accorgo, ma involontariamente mi abbraccio da sola.
“Chiara, scrivi che ti fa bene”. E’ la mia vocina interiore che parla, mi dà il consiglio giusto, al momento giusto.
Menomale che c'è lei.
Mi hai chiesto cosa faccio, come sono andate quelle analisi. Tutto ok, devo stare solo un po’ calma e controllare la pressione quando fa freddo.
Stasera parto.
Stasera hai da fare, hai un impegno. Non lo dici, ma tanto l’ho capito, l’ho letto tra le righe: non puoi accompagnarmi tu. Io lo sapevo già, senza che tu mi dicessi niente. Mi sono organizzata in altro modo, già da tempo. Lo so, non c’è bisogno di parole.
Quando si tratta di me, di noi, c’è subito un impegno precedentemente preso che ostacola tutto. Non mi meraviglio, sono abituata.
Senti il mio silenzio, te ne accorgi e non dici niente. Stai qualche attimo in silenzio anche tu. Ormai sono i nostri silenzi a parlare, è quando stiamo zitti che ci diciamo tutto. E non sai quanto fa male.
Dici che comunque ci pensi tu a quel fatto lì che forse è meglio approfondire.
Gentile da parte tua. E’ il tuo modo di dimostrare attenzioni nei miei confronti.
Ma devo proprio star male per essere presa in considerazione?
Non erano queste le attenzioni che desideravo da te. Volevo che mi stessi vicino sempre, normalmente.
Però dai, va bene anche così.
Chiudo la conversazione. Ci siamo detti quello che pensiamo sia tutto.
Sono sola in casa, per fortuna.
Mi siedo alla mia scrivania e mi dico di essere forte, di non piangere. Ma non ce la posso fare. qualche lacrima scende giù. I singhiozzi no, non ne vale la pena.
Quando succede questo, d’istinto avvicino il braccio destro al fianco sinistro e faccio lo stesso con l’altro braccio. Non me ne accorgo, ma involontariamente mi abbraccio da sola.
“Chiara, scrivi che ti fa bene”. E’ la mia vocina interiore che parla, mi dà il consiglio giusto, al momento giusto.
Menomale che c'è lei.
mercoledì 14 marzo 2012
Dieci marzo duemiladodici
"
Ritrovarsi in un locale poco illuminato, ad un grande tavolo di legno con gente che non si è mai vista in vita propria; litri di birra, lingue diverse, pochissime ore di sonno alle spalle, vestiti impregnati dell'odore di sigarette. Una sorta di torre di Babele, in cui si genera più familiarità che caos, tanta voglia di condivisione, desiderio sfrenato di conoscere le vite degli altri che ti circondano, nonostante mi ritrovi nella gabbia della timidezza".
"Non so se rivedrò di nuovo questa gente, questi posti, questo fiume con dei lucchetti anomali. Me li voglio godere, adesso, senza pensare a dopo. Ho la mente libera, non penso a nulla. Credo di essere sospesa in un mondo ovattato. A volte, per me, è la lontananza la panacea dei miei mali".
Sono tornata.
Sono stata in Austria per un paio di giorni. Non ho trovato molta neve, per fortuna.
Ho visitato una bellissima città e notato, con molta gioia, che quello degli austriaci-persone "fredde" è solo l'ennesimo luogo comune che affolla questo mondo. Gli austriaci, per lo meno quelli che ho potuto conoscere, sono delle persone meravigliose.
venerdì 9 marzo 2012
Dieci febbraio duemiladodici
E' sera, sono da poco passate le undici. Ho finito di studiare da neanche due ore e adesso mi godo un po' di quiete sul divano. Mi sono avvolta nel plaid rosso di Ikea, ho ingurgitato centinaia di calorie sottoforma di tavoletta di cioccolato bianco con tanto di nocciole intere ... Ma si sa che con il freddo la voglia di qualcosa di buono aumenta.
Ogni tanto vado alla finestra, apro i vetri e le persiane e ammiro questa bufera di neve. I fiocchi sembrano argentati e c'è un gran vento. Per strada neanche un'anima. E' tutto bianco, è il momento in cui la neve mi piace di più: quando non ci sono impronte di piedi a spezzare il candor, quando non ci passano su le macchine. Mi piace la neve "allo stato puro".
La guardo ancora un po' dalla finestra, nonostante il gelo. Adesso mi piace, domani so già che la odierò".
Ebbene, se leggete questo post vuol dire che poi non odio così tanto la neve. Infatti mentre voi siete qui, io dovrei trovarmi in vacanza (beh, si, consideriamola una vaacanza) in un freddo paese europeo, dove probabilmente nevicherà. :-)
Si accettano scommesse sul posto in cui mi trovo.
A presto miei cari!
giovedì 8 marzo 2012
Tre foto e una mimosa
Aderisco anche io all'iniziativa del giornale "Il Quotidiano della Calabria": dedico questa giornata a queste tre Donne con la D maiuscola, speciali per il loro coraggio infinito.Andate a leggere la loro storia. Rimarrete senza parole.
Buona festa delle donne!
giovedì 1 marzo 2012
Erasmus?
Ultimamente lo spagnolo mi attrae molto. Spagnolo come lingua, intendo. Trovo che sia musicale. Mi dicono anche che sia facile impararlo, potrei addirittura farlo da autodidatta, servendomi di un corso base che ho da qualche parte in casa.
Ho dei parenti in Argentina che qualche volta sento tramite Facebook; mi piace capire quello che scrivono, azzardare a scrivere qualche frase di tanto in tanto.
Se poi volete saperla proprio tutta, ho anche un piccolo sogno che mi gira in testa da un po’.
Un Erasmus in Spagna.
Non sarebbe male.
Certo è che di solito in Erasmus si perde tempo con lo studio e la mia priorità al momento è quella di uscire dall’università il prima possibile. È vero però che non si può sempre e solo studiare, che esperienze come questa ti cambiano la vita (così dicono).
In realtà, io mi sento in Erasmus anche in questa città. Lontana da casa quasi mille chilometri, torno dai miei solo per le feste comandate. Non conoscevo nessuno, mi son dovuta fare delle nuove amicizie; vivo per conto mio eccetera eccetera. Ecco, se la lingua fosse diversa, potrei quasi dire di essere attualmente in Erasmus.
Un’esperienza del genere è vero che un po’ anche mi spaventa. Allo stesso tempo però mi attira tantissimo.
Immaginate una Chiara in Spagna, in una Madrid, con la sua valigia oversize à pois arancioni; con una cartina in mano, alla ricerca di una via sconosciuta.
Immaginatemi in una casa grande quanto uno sgabuzzino, divisa con altre cinque persone di nazionalità diversa, a cercare di capirci l’un l’altro, a dividerci i turni per le pulizie e magari ad improvvisare qualche festino dell’ultimo momento.
Ecco, se avessi da parte qualche euro mio (spunto per un altro post sulla ricerca di un lavoro), forse mi butterei davvero in quest’avventura. Ci vuole un po’ di coraggio, è vero. Ma in fin dei conti ne serve poco più di quello che ho avuto a 18 anni appena compiuti, quando sono sbarcata qua.
Sarà che ho visto un film che parla di studenti in Erasmus.
… Indovinate quale...
Ho dei parenti in Argentina che qualche volta sento tramite Facebook; mi piace capire quello che scrivono, azzardare a scrivere qualche frase di tanto in tanto.
Se poi volete saperla proprio tutta, ho anche un piccolo sogno che mi gira in testa da un po’.
Un Erasmus in Spagna.
Non sarebbe male.
Certo è che di solito in Erasmus si perde tempo con lo studio e la mia priorità al momento è quella di uscire dall’università il prima possibile. È vero però che non si può sempre e solo studiare, che esperienze come questa ti cambiano la vita (così dicono).
In realtà, io mi sento in Erasmus anche in questa città. Lontana da casa quasi mille chilometri, torno dai miei solo per le feste comandate. Non conoscevo nessuno, mi son dovuta fare delle nuove amicizie; vivo per conto mio eccetera eccetera. Ecco, se la lingua fosse diversa, potrei quasi dire di essere attualmente in Erasmus.
Un’esperienza del genere è vero che un po’ anche mi spaventa. Allo stesso tempo però mi attira tantissimo.
Immaginate una Chiara in Spagna, in una Madrid, con la sua valigia oversize à pois arancioni; con una cartina in mano, alla ricerca di una via sconosciuta.
Immaginatemi in una casa grande quanto uno sgabuzzino, divisa con altre cinque persone di nazionalità diversa, a cercare di capirci l’un l’altro, a dividerci i turni per le pulizie e magari ad improvvisare qualche festino dell’ultimo momento.
Ecco, se avessi da parte qualche euro mio (spunto per un altro post sulla ricerca di un lavoro), forse mi butterei davvero in quest’avventura. Ci vuole un po’ di coraggio, è vero. Ma in fin dei conti ne serve poco più di quello che ho avuto a 18 anni appena compiuti, quando sono sbarcata qua.
Sarà che ho visto un film che parla di studenti in Erasmus.
… Indovinate quale...
sabato 25 febbraio 2012
Esisto ancora!
Il mio ultimo post risale ad un mese e mezzo fa. Avevo detto che sarei stata assente per qualche giorno, purtroppo non sono riuscita a mantenere la mia promessa.
Cosa ho fatto in tutto questo tempo?
Prima di tutto, non ho avuto internet. Ergo, sono stata fuori dal mondo.
Ho dedicato tutte le mie attenzioni ad un esame che si è preso il lusso di risucchiarmi tutte le forze. Un esame di quelli difficili, forse il più faticoso di tutto questo percorso. Una di quelle materie interessanti ma che finisci per odiare, per forza di cose.
In tutte queste settimane la mia vita si è concentrata in quelle milleottocento pagine,in 734 articoli di codice, in sette raccoglitori strapieni di appunti e schemi che per portarli in giro dovevo usare una borsa a parte.
Ho passato le mie intere giornate in aula studio con la mia amica a chiedermi, tra un paragrafo e l’altro, il motivo per il quale ho scelto questa facoltà, ad interrogarmi sulla mia sanità mentale, a mettermi in discussione. Sono arrivata al punto di ripetere anche durante il sonno, di farmi venire in mente parole chiave da ricordare anche mentre facevo la doccia.
Ovviamente c’è stato anche dell’altro nella mia vita degli ultimi tempi: qualche terremoto e due settimane di neve.
Io, nata e cresciuta al mare, mi sono ritrovata bloccata in casa, con un metro di neve per strada (senza esagerare), senza cioccolato in dispensa, con i viveri contati e razionati per cercare di farli durare più a lungo (stile Isola dei Famosi), impossibilitata anche ad aprire la finestra della mia camera bloccata dal gelo. Il mio hobby era diventato quello di svuotare ogni paio di ore il balcone strapieno di neve, onde evitare un suo possibile crollo. Ah, aggiungo anche quello di frantumare le stalattiti lunghe mezzo metro che pendevano da sotto le finestre.
Insomma, ragazzi miei, la mia assenza è giustificata.
Comunque, sono sopravvissuta alle tante avversità degli ultimi tempi. La neve si è quasi sciolta ovunque e non dà più problemi da un po’; non si avvertono più terremoti; l’altro giorno ho dato il mio esame (e adesso sono anche soddisfatta!).
La mia vita sta riprendendo il suo normale corso, la sua normalità.
Normalità vuol dire anche tornare a scrivere qui. Tornare a leggervi.
Mi siete mancati.
Cosa ho fatto in tutto questo tempo?
Prima di tutto, non ho avuto internet. Ergo, sono stata fuori dal mondo.
Ho dedicato tutte le mie attenzioni ad un esame che si è preso il lusso di risucchiarmi tutte le forze. Un esame di quelli difficili, forse il più faticoso di tutto questo percorso. Una di quelle materie interessanti ma che finisci per odiare, per forza di cose.
In tutte queste settimane la mia vita si è concentrata in quelle milleottocento pagine,in 734 articoli di codice, in sette raccoglitori strapieni di appunti e schemi che per portarli in giro dovevo usare una borsa a parte.
Ho passato le mie intere giornate in aula studio con la mia amica a chiedermi, tra un paragrafo e l’altro, il motivo per il quale ho scelto questa facoltà, ad interrogarmi sulla mia sanità mentale, a mettermi in discussione. Sono arrivata al punto di ripetere anche durante il sonno, di farmi venire in mente parole chiave da ricordare anche mentre facevo la doccia.
Ovviamente c’è stato anche dell’altro nella mia vita degli ultimi tempi: qualche terremoto e due settimane di neve.
Io, nata e cresciuta al mare, mi sono ritrovata bloccata in casa, con un metro di neve per strada (senza esagerare), senza cioccolato in dispensa, con i viveri contati e razionati per cercare di farli durare più a lungo (stile Isola dei Famosi), impossibilitata anche ad aprire la finestra della mia camera bloccata dal gelo. Il mio hobby era diventato quello di svuotare ogni paio di ore il balcone strapieno di neve, onde evitare un suo possibile crollo. Ah, aggiungo anche quello di frantumare le stalattiti lunghe mezzo metro che pendevano da sotto le finestre.
Insomma, ragazzi miei, la mia assenza è giustificata.
Comunque, sono sopravvissuta alle tante avversità degli ultimi tempi. La neve si è quasi sciolta ovunque e non dà più problemi da un po’; non si avvertono più terremoti; l’altro giorno ho dato il mio esame (e adesso sono anche soddisfatta!).
La mia vita sta riprendendo il suo normale corso, la sua normalità.
Normalità vuol dire anche tornare a scrivere qui. Tornare a leggervi.
Mi siete mancati.
mercoledì 4 gennaio 2012
I libri che ho letto nel 2011
L'anno scorso avevo "compilato" questa sorta di "test", un meme letterario.
Replico quest'anno, come ha fatto Carlo.
Invito tutti gli appassionati lettori a fare la stessa cosa.
Quanti libri hai letto nel 2011?
Trenta
Quanti scrittori e quante scrittrici?
Sedici donne, Quattordini uomini.
Il miglior libro letto?
Tra i romanzi forse: Venuto al mondo (M. Mazzantini); tra i saggi: "Streghe" (Lilli Gruber).
E il più brutto?
"Un regalo da Tiffany" (M. Hill).
Il libro più vecchio?
Credo "Anna Karenina".
E il più recente?
Probabilmente "La giustizia è una cosa seria" di Nicola Gratteri
Il libro con il titolo più lungo?
"Noi che ci vogliamo così bene" (M. Serrano)
Quello con il titolo più corto?
"Acciaio" (S. Avallone)
Quanti libri hai riletto?
Nessuno, non mi piace molto rileggere i libri (specie i romanzi)
Quali vorresti rileggere?
I saggi: "Streghe" e "La giustizia è una cosa seria"
I libri più letti dello stesso autore quest'anno?
Ho letto due libri di S.Agnello - Hornby: "La mennulara" e "Boccamurata"
Quanti sono stati scritti da autori italiani?
Ventuno
Quanti sono stati presi in biblioteca?
Quest'anno nessuno. Ho risparmiato con Amazon
Quanti ebook?
Uno, "La donna in gabbia".
Sarò assente dal mio e dai vostri blog per un paio di giorni. Tornerò presto (si spera).
Replico quest'anno, come ha fatto Carlo.
Invito tutti gli appassionati lettori a fare la stessa cosa.
Quanti libri hai letto nel 2011?
Trenta
Quanti scrittori e quante scrittrici?
Sedici donne, Quattordini uomini.
Il miglior libro letto?
Tra i romanzi forse: Venuto al mondo (M. Mazzantini); tra i saggi: "Streghe" (Lilli Gruber).
E il più brutto?
"Un regalo da Tiffany" (M. Hill).
Il libro più vecchio?
Credo "Anna Karenina".
E il più recente?
Probabilmente "La giustizia è una cosa seria" di Nicola Gratteri
Il libro con il titolo più lungo?
"Noi che ci vogliamo così bene" (M. Serrano)
Quello con il titolo più corto?
"Acciaio" (S. Avallone)
Quanti libri hai riletto?
Nessuno, non mi piace molto rileggere i libri (specie i romanzi)
Quali vorresti rileggere?
I saggi: "Streghe" e "La giustizia è una cosa seria"
I libri più letti dello stesso autore quest'anno?
Ho letto due libri di S.Agnello - Hornby: "La mennulara" e "Boccamurata"
Quanti sono stati scritti da autori italiani?
Ventuno
Quanti sono stati presi in biblioteca?
Quest'anno nessuno. Ho risparmiato con Amazon
Quanti ebook?
Uno, "La donna in gabbia".
Sarò assente dal mio e dai vostri blog per un paio di giorni. Tornerò presto (si spera).
lunedì 2 gennaio 2012
Si ricomincia
La giornata di oggi è stata infinita. La sveglia ha suonato presto, anche se io l'ho preceduta. Ho aperto gli occhi quando era ancora buio, sono andata in cucina a bere dell'acqua e sono corsa di nuovo a letto, a rifugiarmi al caldo tra le coperte.
Sono rimasta ferma con gli occhi puntati al soffitto nero per un tempo indefinito, senza prendere più sonno. Poi, al suono della sveglia, mi sono catapultata sotto la doccia e ho lasciato che l'acqua calda mi svegliasse per bene.
Finiti gli impegni della mattinata (ho visto una nuova cittadina che dista un'ora circa dalla mia), senza neanche pranzare, sono corsa a mare con un'amica, a fare la prima passeggiata dell'anno. Ho camminato sulla sabbia bianca, ascoltato il rumore delle onde che si susseguivano e goduto del sole caldo che ci avvolgeva. Ho respirato bene quell'aria, riempito le narici di odore del mare. Sembravo una persona che cerca di godere degli ultimi scampoli di libertà, prima di una reclusione o di un esilio.
In effetti, l'inconscio ha avuto la meglio.
Per me le vacanze di Natale finiranno tra qualche ora. Troppo presto. La valigia è ancora vuota, è buttata ai piedi del letto come un sacco di patate.
Devo riprendere la mia vita di ogni giorno, compensare tutti questi giorni di vacanza e di non-studio con vere e proprie clausure. Insomma, la prospettiva è tutt'altro che allettante.
Guardiamo il lato positivo della questione: niente più attentati calorici nei dintorni. Finalmente.
Voi come state? Com'è iniziato il vostro 2012?
Sono rimasta ferma con gli occhi puntati al soffitto nero per un tempo indefinito, senza prendere più sonno. Poi, al suono della sveglia, mi sono catapultata sotto la doccia e ho lasciato che l'acqua calda mi svegliasse per bene.
Finiti gli impegni della mattinata (ho visto una nuova cittadina che dista un'ora circa dalla mia), senza neanche pranzare, sono corsa a mare con un'amica, a fare la prima passeggiata dell'anno. Ho camminato sulla sabbia bianca, ascoltato il rumore delle onde che si susseguivano e goduto del sole caldo che ci avvolgeva. Ho respirato bene quell'aria, riempito le narici di odore del mare. Sembravo una persona che cerca di godere degli ultimi scampoli di libertà, prima di una reclusione o di un esilio.
In effetti, l'inconscio ha avuto la meglio.
Per me le vacanze di Natale finiranno tra qualche ora. Troppo presto. La valigia è ancora vuota, è buttata ai piedi del letto come un sacco di patate.
Devo riprendere la mia vita di ogni giorno, compensare tutti questi giorni di vacanza e di non-studio con vere e proprie clausure. Insomma, la prospettiva è tutt'altro che allettante.
Guardiamo il lato positivo della questione: niente più attentati calorici nei dintorni. Finalmente.
Voi come state? Com'è iniziato il vostro 2012?
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