Tremavo dal freddo quando sono uscita dall'aula studio col mal di testa e il peso dei libri su una spalla. Il cellulare in mano, perchè sapevo che avresti chiamato.
Puntuale come un orologio svizzero, adesso.
Sai che sono sola. So che tu lo sei adesso. So che puoi parlare, anche se solo per cinque minuti, perchè il tragitto è breve, perchè poi dovrai fare i conti con chi controlla i tuoi traffici.
Cinque minuti bastano.
Bastano per buttarmi addosso un po' del tuo mondo, un po' di quei tuoi problemi che sono anche i miei. Bastano per farmi capire che certe situazioni sono pesanti anche per chi ha le braccia forti o fa finta di averle.
Tremavo quando mi dicevi quelle cose a piccole dosi.
Ti ho risposto, a bassa voce.
Non hai capito e te l'ho ripetuto.
Come se ripetere due volte lo stesso concetto aiuti a qualcosa...
E' rimasto un minuto, un minuto solo.
Mi basta anche solo questo per dirti di nuovo che non mi piace, per cercare di farti aprire gli occhi, di svegliarti.
Te lo ripeto con delicatezza, cerco di trovare le parole giuste.
Ma sono anni che te lo dico, con tutte le parole del mondo.
Tremavo quando ho chiuso il telefono.
Pensavo ancora una volta alla felicità sprecata, a quella che non abbiamo vissuto.
Alla felicità che ci è stata negata o che ci siamo negati da soli.
Dipende dai punti di vista, dipende da che angolazione guardi la situazione.
Penso alle belle cose che ci siamo persi.
Penso al 24 dicembre, quando mi hai visto e mi hai abbracciato forte.
Quant'è bello vederti...
Ti sei stupito, ti sei accorto solo ora dei cambiamenti.
Te ne sei accorto solo adesso che sono lampanti.
E' stata questione di istanti.
Ho visto i tuoi occhi lucidi. Mi vuoi bene, ti voglio bene.
E' giusto così. E' normale così.
E vorrei aiutarti, ma non so come.
Vorrei che tu aiutassi me, perchè non è vero che sono forte.
Sono fragile come un bicchiere di vetro sottile, ma nessuno lo capisce.
Tremo quando fa freddo, mi fa male la testa dopo giornate come questa.
Passo il tempo alla ricerca di qualcosa che riempia i miei vuoti.
Torno a casa, nel silenzio. Sono sola. Non accendo la tv, non ascolto musica.
Scrivo le parole che non ti ho detto. Scrivo che ti voglio bene. Scrivo che non so cosa fare. Scrivo che una soluzione, da qualche parte, deve pur esserci.
A tutto c'è una soluzione.
Troviamola.
Troviamo la meno dolorosa.
Ero passata per augurarti un buon anno in ritardo. Ma le mie parole sembrerebbero banali a fronte di quanto hai voluto dire qui.
RispondiEliminaNon so chi sia questa persona, non so quali sono i tuoi sentimenti e desideri. Ma posso dirti che se la smetti di tremare magari una soluzione si trova.
Io te lo auguro con tutto il cuore.
Spero e penso che insieme possiate trovare una soluzione ai vostri problemi, parlatene e liberate i vostri sentimenti.
RispondiElimina"Scrivo le parole che non ti ho detto".. Digliele tutte queste parole, cara! Digliele! :*
RispondiEliminaQueste lettere sono ogni volta un pugno allo stomaco, mi verrebbe proprio voglia di correre da te e abbracciarti forte forte. Ogni volta. È così difficile a volte. Non posso dirti vai da lui, digli tutto, sfogati, abbraccialo e recuperate il tempo perduto. Sì, te lo potrei dire, perché questo è quello che forse si dovrebbe fare in questi casi, ma lo sai che pure io, come te, certe cose non so dirle. E allora un pochino capisco quel tremare, quel sentirti un po' sola, anche se le nostre situazioni sono profondamente diverse.
RispondiEliminaUna soluzione c'è sempre, hai ragione. Adesso che sei così tanto cresciuta e cambiata, così tanto da far accorgere anche lui, forse potrete riuscire a riavvicinarvi, piano piano. Giorno dopo giorno. Te lo auguro davvero, perché ti meriti tutta la serenità del mondo, Chiara.
Ti abbraccio forte forte
Ho letto ancora troppo poco del tuo blog per capire di chi parli, ma il concetto di fondo mi sembra chiaro.. Tremiamo tutti un po' soli, ma c'è sempre qualcuno che può aiutarci a smette di tremare e vale sempre la pena cercare di raggiungerle...
RispondiElimina(PS. coinquilino fuggito a gambe levate n.5 e senza che nei fossimo nemmeno presenti!)
Semplicemente, un abbraccio.
RispondiEliminaTrovatela assieme! Parlatevi!
RispondiEliminaNelle mie poche esperienze (più o meno) del genere, parlarne è sempre stato il metodo migliore: pulito, onesto, definitivo.
Non una resa dei conti, ma un punto di incontro.
Non posso dirti niente... Solo che sono sicura che troverete una soluzione! Ti abbraccio forte
RispondiEliminaLeggo le tue parole, cara Chiara, e devo ancora finire di tremare. Devo ancora fare un respiro dopo il groviglio di emozioni che le tue parole hanno suscitato in me.
RispondiEliminaDirti che una soluzione si trova sempre sarebbe troppo facile, tuttavia spero che tu possa trovare il modo di smettere di tremare, di essere da sola.
In questo momento vorrei poterti abbracciare, poterti essere d'aiuto, proprio come un'amica. Ebbene io sono qui, sempre Chiara, basta un fischio, lo sai.
Spero che il tempo possa lenire le ferite, farti trovare un balsamo per le delusioni, per farti stare bene, dalla testa al cuore.
Ti abbraccio, forte
e se vi parlaste senza tabù?
RispondiEliminaIo non so nemmeno a chi sia indirizzata questa lettera, eppure mi sembra di vederti, piccola come non lo sei mai stata in questi mesi che ci siamo scritte. Allora facciamo finta che ti mando un abbraccio, forse siamo molto più vicine di quel che pensiamo, sai? Facciamo finta perchè siamo davanti al pc, ma l'abbraccio è vero!
RispondiEliminaCiao bellissima Chiara, torna presto a sorridere e smettila di tremare, che mi viene voglia di regalarti una bella sciarpa ad allungare la tua ricca collezione <3
leggere il tuo blog è sempre emozionante <3
RispondiEliminaGrazie a tutti.
RispondiEliminaE' incredibile come siate riusciti, con le vostre parole, a farmi sentire meglio. Sembra impossibile, ma è così.
Ogni tanto mi sono ritrovata a rileggere i vostri commenti in questi giorni. Riescono a caricarmi, a farmi sentire meglio.
Uh. Manco per qualche giorno, e guarda tu quanto tumulto. C'è stata qualche evoluzione? Sarebbe bello... :-)
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