"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

sabato 5 settembre 2015

Ho ricominciato

Ho ricominciato a scrivere qui, nei fogli, nella mente. Così come ho ripreso a leggere i settimanali, i libri.
Avevo abbandonato il mio rito del sabato mattina, accantonato da più di un anno ormai. L'ho ripreso oggi. Sono uscita di casa senza pensare troppo a cosa avevo addosso, anzi vestendomi senza accorgermene neanche totalmente di nero. La direzione era una: la biblioteca.
Il rifugio per chi ha voglia di leggere, ma non sa poi tanto bene cosa. Per chi è in conflitto tra la speranza di non affezionarsi troppo a libri che dovrà presto restituire alla collettività e la voglia di innamorarsi di una storia di inchiostro da consigliare agli amici lettori.
Ho fatto un giro tra scaffali che sanno a tratti di vecchio, finendo però sempre allo stesso: narrativa italiana. Così come i film, le canzoni, i libri: in questo sono patriottica.
Senza troppe idee precise, senza schemi, ho iniziato a sfogliarne qualcuno a caso.
E' finito tra le mie mani un libro di Concita De Gregorio, "Io vi maledico". Ho letto la trama distrattamente, l'ho preso in prestito insieme ad altri due.
A casa, da sola, nel silenzio rotto dalle fusa del gatto, ho iniziato a leggerlo arrivando a pagina cinquanta senza neanche accorgermene. Un libro sulla rabbia, storie di gente arrabbiata.

Ho ricominciato a scrivere, a leggere i settimanali, i libri, a girare in biblioteca il sabato mattina.
Ho ricominciato ad arrabbiarmi.
Per cretinate, per cose che mi danno fastidio e che - pensandoci dopo - forse non sono neanche così "gravi".
Io mi arrabbio smettendo di parlare, sigillando la bocca. Labbra attaccate una sopra l'altra, sto così per ore. Sopracciglio destro leggermente più in alto del sinistro, sguardo inconfondibilmente diversamente tranquillo. Sono questi i segnali.
Sono arrabbiata anche oggi, da qualcosa come ventiquattro ore.
Labbra sigillate, se non per rispondere scocciata all'interrogatorio settimanale della parente di turno o per ringraziare la cassiera del supermercato che mi porge il resto.

Quando mi arrabbio lo faccio per un motivo certo, mentre la conseguenza - ovvero il silenzio - rende da sempre incerte sul mio umore le persone che mi stanno accanto.
Ogni tanto, tipo oggi, penso a quante cose cambierei del mio carattere e in che ordine.
Cambierei sicuramente la caratteristica dell'arrabbiarmi in silenzio.
Così come la timidezza, l'incapacità di essere una di quelle persone che hanno sempre qualcosa di brillante ed entusiasmante da esternare alla folla occasionale con cui per caso sei finita a passare la serata.
Così come la mania di programmare le cose, dell'ordine. Eviterei di arrabbiarmi, quando appunto i programmi vanno a farsi a benedire.
Così come il mio essere lunatica.

Ecco, mi piacerebbe arrabbiarmi e dire il perché parlando. Raccontando subito come mai, per quale motivo, invece di chiudermi nei miei silenzi...


7 commenti:

  1. Ciao Chiara, bello questo tuo pensiero...anch'io in passato mi arrabbiavo spesso e non parlavo più...o meglio rimano spesso delusa da certi atteggiamenti...

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  2. Ciao Chiara, mi ero persa gli aggiornamenti e ora ho recuperato i post addietro. Sono contenta se ha fatto delle scelte che ti fanno essere più serena, per non parlare del ritorno ai libri: credo che le parole aiutino sempre. Talvolta ti avevo scritto su Twitter per sapere come stavi, ma si vede che si sono persi per strada: bentornata! Un abbraccio

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  3. C'è un tempo per ogni cosa... Anche quella di lasciare per poi ricominciare!

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  4. Più o meno quello che faccio io, pare quasi un andare avanti e poi tornare indietro e credimi non si sa come ma si torna indietro andando avanti :)

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  5. Ciao Chiara. Spesso lasciare indietro la zavorra ci consente di acquistare leggerezza... e parlare è un ottimo sistema per mollare zavorra!
    Lieta di averti riletta e, dal momento che è trascorso un sacco di tempo, spero di ritrovare presto tue notizie. Ciao!

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