Una calda notte di luglio di circa sette anni fa, io e una delle mie più grandi amiche litigammo. Ancora ricordo il motivo, le circostanze, l’abbigliamento di quella sera. Avevamo entrambe ragione e torto in egual misura, ma lei era troppo orgogliosa per riconoscere i suoi piccoli errori ed io ancora non ero in grado di farmi valere come si deve, ero … rinunciataria.
Dopo quella lite, io e lei non ci parlammo per molto tempo, forse anche per più di un anno, nonostante lei fosse seduta a scuola nel banco subito dietro al mio; poi, avendo quasi tutti gli amici in comune, finimmo inevitabilmente con lo scambiarci almeno il saluto e qualche parola.
Perdere un’amica molto importante è sempre una cosa spiacevole; vedere la cosa con gli occhi di una quattordicenne lo è ancora di più.
Ricordo che mi disse che dopo quella lite le ero praticamente indifferente, che potevo esserci o non esserci, ma in ogni caso non avrei avuto alcuno “effetto” nei suoi confronti. Insomma, per lei ero invisibile, la mia presenza non aveva alcuna rilevanza.
Fu la prima volta che entrai in contatto reale con la parola “indifferenza” e ricordo che quel termine mi fece ribrezzo.
Alla fine, le cose tra noi due migliorarono notevolmente; con il passare del tempo la nostra amicizia tornò quella di prima, si rafforzò. Anche adesso che studiamo in città diverse ci sentiamo sempre e quando siamo entrambe nella nostra piccola cittadina, ci vediamo praticamente ogni giorno.
L’altro giorno ho assistito sull’autobus ad una scena talmente terribile che non saprei neanche come definirla. Una signora anziana, forse un po’ troppo esuberante e con qualche rotella fuori posto, entrando in autobus insieme ad un’altra donna di colore, da un secondo all’altro ha iniziato a chiamarla “negra” e le ha gettato contro una serie di insulti che non sto a ripetere.
Lei si è difesa come ha potuto, a parole, civilmente. Poi ha lasciato perdere ed è andata a sedersi, mentre la vecchia ha continuato a borbottare tra sé parole poco piacevoli.
Questo episodio mi ha riportato indietro di qualche anno, dritta alla lite con la mia amica, all’episodio in cui lei mi ha detto che le ero indifferente.
Indifferenza, sì. Anche nel caso del litigio tra le due donne nell’autobus. Indifferenza mia, indifferenza degli altri passeggeri e dell’autista. Noi che non abbiamo mosso ciglio di fronte a quegli insulti gratuiti, di fronte ad una donna che difendeva il colore della sua pelle e la sua dignità. Indifferenza, come se non avessimo visto o sentito niente.
Il comandamento del “farsi i fatti propri” lo applichiamo sempre nei momenti sbagliati; il motivo? Non lo so. Forse è più facile così, non vogliamo avere grane, non vogliamo immischiarci in questioni che non ci toccano troppo da vicino.
Quando sono tornata a casa, mi sono fatta schifo da sola. Mi ha fatto ribrezzo la mia apparente indifferenza nei confronti di quella situazione. Avrei dovuto alzarmi dal sedile grigio, fare qualcosa. Avremmo dovuto fare tutti così. Non so cosa di preciso, forse dirne quattro alla vecchia, farle passare la voglia di insultare la gente, chiamare la polizia. E invece non abbiamo fatto niente, siamo rimasti tutti comodi nella nostra poltrona ad assistere indifferenti a quella scena coperta dal velo dell’invisibilità.
Comodo, forse. Ma egoista.
Non so neanche se mi ha fatto più ribrezzo la cafonaggine della vecchia o la nostra indifferenza.
Ma come ho detto in passato, l’unica cosa positiva che si può trarre dagli errori è un insegnamento, la consapevolezza che quel comportamento è sbagliato ma che si può sempre migliorare.
Che brutta cosa, l'indifferenza... :-(
RispondiEliminaChe brutta cosa l'ignoranza...
RispondiEliminaPosso capire il tuo comportamento, anche io delle volte faccio l'indifferente, ma poi mi pento.
spesso si sceglie la via più comoda... e purtroppo il gruppo, la massa, "aiutano" tantissimo a farlo...
RispondiElimina... la signora era probabilmente una svitata e risponderle a tono probabimente non avrebbe portato a nulla... ma non si può sapere... sono giustificazioni come queste che poi portano a cose ben peggiori...
... mi chiedo quante delle persone presenti abbiano fatto riflessioni simili alla tua, a casa...
Qualche volta non ci viene da prendere certe iniziative, dovremmo pensare che potrebbe accadere a noi di essere in difficoltà. Vorremmo essere aiutate o no? Questa riflessione dovrebbe guidarci nelle scelte.
RispondiEliminaUn abbraccio e buon week end!
non credo che la tua sia stata indifferenza, Chiara; forse solo un pò di timidezza, tanto è vero che sei tornata a casa piena di indignazione!
RispondiEliminaSaresti stata indifferente se ti fossi dimenticata subito dell'accaduto, senza che la giusta rabbia potesse trovare posto dentro di te!!! Buona serata
Condivido il pensiero di Luigi.
RispondiEliminaChiara io sono una di quelle persone che proprio non riesce ad essere indifferente, le cose non mi scivolano addosso come fossi fatta di plastica. Al contrario sono una cassa di risonanza, quello che sento, vedo, penso si diffonde da me in maniera, spesso, anche esagerata. E sai di cosa vengo accusata? Di non riuscire a farmi i fatti miei, di impicciarmi, di sbraitare. E' che il fondamento della nostre esistenze è la difficoltà di comprensione, uno vorrebbe fare una cosa per un determinato motivo e invece questo motivo non viene minimamente preso in considerazione, ma anzi tutto risulta frainteso. E il risultato è un gran casino. E gente che per natura non è indifferente, che si inventa di esserlo, per proteggersi. Un saluto!
si credo anche io sia stata timidezza..o cmq quella forma di "pudore" che ci trattiene dal compiere in pubblico gesti plateali in un certo senso..cosa avresti dovuto fare? davanti a tutti alzarti e indignarti contro quella signora..beh non è facile insomma, non è da tutti agire cosi ;) magari in altre circostanze che sicuramente capiteranno riuscirai a far emergere quello che pensi :) un baciotto
RispondiEliminaNon parlerei di indifferenza, da parte tua. Onestamente, cosa avresti potuto fare? rimproverare la vecchia? avrebbe riempito di insulti anche te e non avresti potuto fare niente. chiamare la polizia? tempo che si muovevano, la vecchia sbraitante era già svanita. andare dalla donna di colore? penso che se avesse voluto un sostegno, le sarebbe bastato girarsi verso il vicino e costui gliel'avrebbe dato; il sostegno non richiesto non sempre è gradito. L'unica persona che avrebbe potuto fare qualcosa era l'autista, imponendo alla vecchia di scendere perché disturbava gli altri.
RispondiEliminaUna commovente riflessione Chiara!!! Scusa il ritardo nel commentare ma questo week end appena passato è stato alquanto movimentato... Comunque tornando al tuo post devo dire che mi è piaciuto moltissimo... Sono d'accordo con te, l'indifferenza è una cosa davvero brutta. Fa proprio ribrezzo. Anche a me è capitata una situazione simile alla tua ma io quella mia ex amica non siamo ritornate a frequentarci. E' stata una lite tremenda che mi ha lasciato una profonda cicatrice. Quando ci vediamo ci salutiamo per rispetto, anche perché comunque ci siamo chiarite alla fine però abbiamo preferito tagliare i ponti. Ci siamo accorte di essere troppo diverse.. di avere una visione del mondo completamente opposta. E io sono una persona che una volta chiuso un rapporto non torna indietro... Forse a volte sbaglio ma mi rendo conto che non posso controllare tutto. Se mi fossi trovata invece nella situazione del bus probabilmente ne avrei dette 4 alla vecchia... ma perché io non so proprio stare zitta... è più forte di me!! preferisco mettermi nei guai piuttosto... anche se prima di parlare avrei dovuto esserci in prima persona in quella situazione... ;) I tuoi pensieri mi hanno fatto parecchio riflettere e condivido in pieno le tue considerazioni. Che schifo l'indifferenza!!! Brava Chiara... scrivi sempre da dio!!!
RispondiEliminaLa consapevolezza, ovvero il dirci fino in fondo la verità che poi....in fondo sappiamo, é molto importante. Ciao
RispondiEliminaNon so se un eventuale mio intervento sarebbe servito in concreto a qualcosa o avebbe peggiorato la situazione.
RispondiEliminaCerto è che io, al posto di quella donna, mi sarei sentita meglio se qualcuno avesse manifestato la propria indignazione verso un gesto così inqualificabile.
Grazie a tutti per i vostri commenti!