"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

venerdì 3 settembre 2010

Catullo

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

Odio e amo. Forse mi chiedi come io faccia.
Non lo so, ma sento che ciò accade, e ne sono tormentato


Ho ritrovato dei vecchi quaderni del liceo. Sono di classico latino, una materia che amavo e odiavo allo stesso tempo. Amavo conoscere autori latini quando erano interessanti, odiavo ricordare il commento, la traduzione e la lettura metrica.
Catullo è indubbiamente quello che più mi è rimasto nel cuore. I suoi versi erano facili da tradurre, esprimeva concetti semplici e chiari con poche parole.
Catull(in)o era innamorato di Clodia, sorella del tribuno romano Clodio, ma nei suoi versi viene chiamata Lesbia, in onore dell'isola dove nacque la poetessa greca Saffo (ebbene sì, Saffo era una donna; quando l'ho saputo sono rimasta male anche io).
Ricordo quei carmi con piacere, era bello studiarli, la lettura in metrica poi aveva un andamento quasi da cantilena.


Carme 5 :
Viviamo, mia Lesbia, e amiamoci
e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci,
e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio l'invidioso
per un numero di baci così alto.

12 commenti:

  1. Il latino l'ho studiato anche io. Ricordo anche il mio prof: è lui che me lo ha fatto piacere. Mi divertivo a tradurre e soprattutto a leggerlo a mia mamma che, nonostante non capisse niente, si sedeva in poltrona e mi aascoltava :D ... e poi se la rideva...

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  2. si ma qui stiamo ignorando l'altro motivo per cui Lesbia è celebre, ovvero perchè il Catullo a tratti la odia :P


    Sai che alla mia Saretta piacerebbe tanto farsi un giro all'isola di Lesbo? Lei ha continuato le lettere classiche anche all'università, sai com'è ... dice che un testo di Saffo anche solo di terza o quarta mano avrebbe valore incalcolabile XD

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  3. Rimpiango di aver scelto un istituto tecnico industriale invece di una scuola più classica...

    citare le lunghe dimostrazioni dei teoremi di meccanica applicata alle macchine non ha lo stesso charme...

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  4. ho studiato il latino e subito abbandonato. c'era un muro tra me e questa materia.
    ciao

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  5. Che ricordi... anche a noi la facevano leggere,
    e io me la ricordo ancora la metrica:
    òditamò/quarìdfaciàm/fortèsserequìris
    Il distico elegiaco!
    Mi metto paura da sola! O_o'

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  6. @Angela: Io a tradurre mi divertivo meno... Non ero un genio nelle traduzioni, diciamo che me la cavavo! Adesso lo sto insegnando a mio fratello, abbiamo iniziato con le declinazioni :-/

    @Carlo DP: Eh, ce ne sarebbero cose da dire su Catullino e altri carmi da citare... Rischiavo di dilungarmi e di annoiare! :)
    Però! Un viaggetto nell'isola di Lesbo sarebbe interessante! Quando porti la tua Saretta là? :)

    @Ruz: Oddio! Io in una scuola del genere sarei scappata via il primo giorno! Non ci capisco niente di formule, teoremi e compagnia bella! Anzi, invidio discretamente chi conosce questo mondo a me inaccessibile! :)

    @Carlo: Come tra me e la matematica! :D

    @Temporala: Già solo il suono delle parole "distico elegiaco" mette ansia!!! :/
    Però la lettura in metrica la ricorso a stento!

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  7. bellissimo l'odi et amo di catullo.... mi emoziona sempre.... ed è vero come hai detto... catulla con la sua semplicità arriva dritto al cuore

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  8. Sì, Catullo lo ricordo con piacere e con un pizzico di divertimento per (ahimè) un po' di ignoranza della nostra prof di lettere di allora. Non vi dico cosa disse una volta sui Promessi Sposi...se no! :))) Ancora mi viene da ridere!

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  9. @Bussola: Concordo, l'Odi et amo è un capolavoro! In due parole dice veramente tanto!

    @Allegra: Oddio, adesso sono curiosaaa!!! :D

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  10. Io ho fatto il liceo scientifico e non rimpiango assoluamente quel periodo, a parte i compagni di scuola che sono rimasti (alcuni) miei carissimi amici sono stati 5 anni di sofferenza, i studio intenso e stress inaudito.
    Storia, Italiano, Latino erano incubi fatti di paginate e paginate da studiare e interrogazioni a raffica ogni giorno...paradossalmente ho fatto molto più tranquillamente l'università piuttosto che il liceo.
    Sarà che le materie classiche mi sono sempre piaciute meno di quelle scientifiche ma per me non è stato uno scherzo frequentare le superiori...
    L'unica cosa che rimpiango un pò è la letteratura italiana, quella mi piaceva e mi perdevo nel libro di testo che avevamo di cui mi ricordo ancora il titolo "Dal Testo alla Storia, dalla Storia ala Testo", un mattone di più di mille pagine...
    Per non parlare poi degli esami di maturità...vabbè ma questa è un'altra storia!

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  11. Alle insistenze di un mio compagno di classe, molto ma molto spiritoso, la prof disse: l'Innominato...si chiamava Antonio! Bene, molto bene... :)

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  12. @Martina: Mi ricordo quando parlasti degli esami di maturità! :)
    Comunque ti capisco, se una materia non ti piace non c'è verso di accettarla! Menomale che è tutto finito!

    @Allegra: La tua prof è un mito!
    E' riuscita a dare un nome all'innominato, neanche Manzoni ce l'ha fatta!

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