"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

lunedì 16 agosto 2010

Punti interrogativi - Il pescatore che non pesca niente

Ieri sera ho fatto una doccia più lunga del solito. Avevo l’illusione che l’acqua potesse in qualche modo togliere non solo la stanchezza, ma anche tutti i punti interrogativi che sono sorti nella mia testa negli ultimi due giorni.
È stato un fine settimana strano, un Ferragosto indefinito pieno di impressioni molto (forse troppo) diverse tra loro, talmente tanto contrastanti da crearmi una grande confusione, ma soprattutto milioni di punti interrogativi. Sono contenta per certi versi, triste per altri, anche incerta, dubbiosa, poco sicura. Tutto questo perché le cose poco chiare mi mettono troppo nervosismo e tolgono quella tranquillità propria del mio carattere.
... E il vostro Ferragosto?

Stasera sono andata a fare una passeggiata al porto, al tramonto. Andare al porto mi mette una pace indescrivibile, specialmente quando arrivo in un determinato punto: una sorta di costruzione rialzata dalla quale si vede un paesaggio magnifico. Ecco: quando sono là ritrovo un po’ me stessa.
Nel tragitto che mi porta in questo posto ho visto un ragazzo. Era fermo davanti al mare, “intento” a pescare. Non era molto alto, aveva i capelli rossicci, crespi, lunghi, legati con un elastico colorato e gli occhiali da vista. Indossava un paio di jeans scuri, una maglietta blu e aveva una borsa a tracolla.
Aveva dei modi di fare un po’ impacciati, non sembrava una persona solita a pescare. Era distratto, aveva il viso di una persona pensierosa: pescava ma solo apparentemente, nel senso che, a vederlo, sembrava pensasse a tutt’altra cosa.
Al ritorno era sempre là, con una ragazza però. Aveva posato la canna da pesca, discorrevano senza guardarsi: se non fossero vicini, avrei detto che ognuno di loro parlasse per fatti propri. Anche la ragazza aveva lo sguardo poco sereno.
Ho avuto l’impressione che fossero una sorta di coppia in crisi, che si fossero dati appuntamento lì per parlare meglio, anche senza guardarsi. Se così fosse, auguro loro di “ritrovarsi”, anche se non li conosco, anche se forse sto facendo uno dei miei film (osservare le persone è anche fantasticare discretamente sulle loro vite).
Quando due persone parlano senza guardarsi è come se comunicassero a metà. Il comunicare è fatto di parole, di discorsi, ma anche di sguardi: non si può parlare senza guardarsi minimamente, senza vedere l’espressione dell’altro, senza notare la sua reazione.

6 commenti:

  1. Credo che il tuo pescatore cercasse di pescare le parole e forse hanno abboccato solo punti interrogativi, come i tuoi, quelli che hai cercato di mandar via sotto la doccia.

    PS: una fotina del magnifico paesaggio?

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  2. Dopo la confusione arriva l'ordine.
    A me è successo ieri: la mia tranquillità per colpa di un disguido si è un po' "incriccata" e io sono andata in montagna.
    Lì l'armonia è tornata ...e anche in fretta.
    Ci sono in effetti dei posti che fanno stare bene e che rilassano e ci sono anche parole che fanno questo effetto.
    Secondo me però non sempre è necessario guardarsi negli occhi per comunicare.
    A volte il suono della voce fa le veci dello sguardo.
    Un abbraccione

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  3. concordo con 88 tasti: una fotina ci stava. ;)

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  4. Troppo spesso si comunica a metà,ormai è una prerogativa dell'animo umano..chissà forse è per paura,per timidezza o indifferenza...in ogni caso spero anch'io che la coppia in questione si "ritrovi" =D

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  5. Io sono dell'idea che ognuno ha il suo modo di comunicare, e aggiungo che è difficile anche cambiarlo. Stamani mi sono accorto di essere uguale a mio padre, un interiorizzatore, o meglio un grande incassatore di problemi con pochissime valvole di sfogo orale. Mia mamma lo capisce anche non parla

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  6. @88tasti: Probabile. Chi lo sa...

    Forse ho qualche foto, appena ho un po' di tempo le cerco e le pubblico (naturalmente vale anche per Angela).

    @Angela: Aggiungerei a quello che dici tu "e menomale che esistono questi posti"...

    Ho pensato a quello che hai scritto sulla comunicazione. Non ci avevo fatto caso, me l'hai fatto notare tu: si comunica anche così. Dove non arrivano le parole può essere il tono della voce a trasmettere un determinato messaaggio.

    @Clau: Ci rimarrà questo dubbio purtroppo! :(
    Possiamo soltanto fantasticare a riguardo...

    @Ruz: Purtroppo sono anche io come te: parlo poco dei miei problemi, quando mi chiedono "come va" rispondo automaticamente che tutto va bene, anche se in realtà tutto o quasi va male. Spero di cambiare su questo un giorno.
    Per fortuna c'è chi, come tua madre, capisce anche il silenzio. Anche se il silenzio, secondo me, è anche paradossalmente una forma di comunicazione: il capirsi (anche se non chiaramente) sta tutto nella conoscenza che ha di te il tuo interlocutore.

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