Mi ero quasi dimenticata di che rumore facesse la sveglia quando doveva buttarmi giù dal letto. Avevo mandato in ferie anche lei, salvo richiamarla ogni tanto e sempre ad orari più umani rispetto a quelli ai quali l'avevo abituata.
Ieri sera l'ho puntata alle otto, minuti in più, minuto in meno. Quando l'ho impostata ero affetta dalla più classica sindrome di depressione da rientro, quella che ti coglie inesorabilmente in un ampio arco di ore successive al rientro.
Stamattina, quando ha suonato, è stato come essere colti da uno scossone. Nell'immediata incoscienza di chissà quale esatta fase del sonno, ho pensato fosse un incubo. Quando ho iniziato a realizzare, mi sono chiesta per prima cosa dove mi trovassi.
" A casa su, per forza. Qui c'è silenzio. Giù c'è sempre qualcuno che urla".
E infatti...
Alzarsi dal letto, per chi odia in particolar modo le sveglie, è sempre un piccolo trauma. Riesco a staccarmi dal cuscino solo se penso che fare le cose di fretta non mi è mai piaciuto.
E quindi su, in piedi. A realizzare un'altra semi-catastrofe.
Oggi è uno. UNO SETTEMBRE.
La data più odiata ed amata insieme da chissà quante persone. Nuovi inizi, nuovi propositi che neanche a Capodanno. La palestra, la dieta, il fumo. L'ordine, le amicizie, la vita regolata.
Non posso dire di essere diversa dal resto del mondo.
Ho pensato anche io intensamente a dieta e attività fisica, considerando gli innumerevoli chili accumulati nel giro di due anni. La colazione, infatti, è stata ben diversa da quelle a cui purtroppo mi ero abituata. Il cornetto pieno di crema è stato sostituito con il pane integrale e miele ed i biscotti con un tristissimo yogurt magro.
Ho tirato fuori dall'armadio il vestito che di solito mettevo la sera per uscire. Ho inforcato la mia bicicletta e sono partita.
Stesso percorso, stesse fermate. Stesso rumore di bicicletta. Uguali i negozi, le facce, le persone. In un mese non è cambiato niente qua.
Gesti meccanici, uno dietro l'altro. L'arrivo, le chiavi nella toppa, il parcheggio, la catena. E poi le scale, i saluti.
A spezzare la routine la mia scelta.
Ci ho pensato tanto. Mesi, settimane. Scelte ponderate, ragionate. Frutto di bilanciamenti tra pro e contro, tra istinto e ragione.
Il risultato è stato uno.
Mollare.
Detto così, suona male. Sembra una sconfitta, la deposizione delle armi.
Ci ho pensato veramente tanto prima di decidere. O forse, ripensandoci, neanche così tanto.
E' stata una decisione presa in parte d'istinto, in parte no.
Dicono che alla mia età abbiamo tutta la vita davanti.
Io, nella mia di vita, ho sempre dovuto correre tanto. Correre a laurearmi, a dare risultati, soddisfazioni a quei genitori che a volte mi pensano e a volte no.
Ce l'ho sempre fatta, potrei dirmi soddisfatta. O meglio, potrei dire che gli altri (alcuni) siano soddisfatti di me.
Ma io lo sono?
A diciotto anni ho accantonato i miei sogni nel tentativo che si realizzassero quelli che gli altri avevano scelto per me. Era un modo insolito per conquistarmi l'affetto delle persone care.
Ho imparato però che prima o poi la vita ti presenta il conto. Sotto forma di noia, di insofferenza, di chissà quale altro malessere, ma te lo presenta. Voce per voce.
Il mio è arrivato nel giro di qualche mese, unito ad altre ben chiare ragioni che mi hanno spinto a mollare.
E così è stato.
Ho iniziato il mio settembre, il mio "anno nuovo" chiudendo un capitolo, nel giorno in cui - al contrario -se ne dovrebbero aprire di nuovi.
Ci pensavo al ritorno, dopo aver salutato quelle facce che per mesi e mesi avevo visto mille ore al giorno, adesso un po' sconcertate dal mio annuncio inatteso.
Pedalavo, osservavo la strada che ho percorso con i più svariati stati d'animo negli ultimi mesi. Mi sono sentita più leggera.
Ho iniziato l'anno nuovo chiudendo un capitolo.
Ma finché ad ogni capitolo che si chiude corrisponde uno che si apre, allora forse va tutto bene.
Ho una nuova avventura che mi aspetta dietro l'angolo. Non so dove mi porterà, ma se mi conosco un pochino so che mi darà soddisfazioni.
So che un giorno mi ringrazierò semplicemente per il fatto di aver seguito il mio cuore.
Sei stata coraggiosa, SEGUIRE IL CUORE è SEMPRE LA COSA MIGLIORE, IN BOCCA AL LUPO!
RispondiEliminaCrepi il lupo!
EliminaNon tutti gli 1 settembre vengono per nuocere. Si rincorrono nuovi sogni, si cominciano nuove avventure.
RispondiEliminaSperando che ci portino nella giusta direzione
Eliminaah il 1 settembre, come hai ragione!
RispondiEliminason contenta di tornare a leggerti!!
RispondiEliminabuona fortuna per tutto :)