"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

mercoledì 29 gennaio 2014

I pensieri che rimangono in aria

Gennaio volge a termine, finisce. Incagliato com’è in valanghe di parole non scritte, in pensieri rimasti solo per aria ad aspettare tempi migliori, tempi in cui posso dire di essermi riappropriata di una normalità che fa rima con monotonia e di una serenità che fa rima sorriso.
Gennaio cerca di smaltire i postumi di vacanze natalizie veloci e –ovviamente- ipercaloriche. Giorni accavallati, pieni di facce vecchie e di notizie nuove. Di vagiti di bambini nati da poco e visti per la prima volta, di auguri diversi, a volte doppi, altre tripli. Vacanze di mancanze nuove e differenti, attaccate ad un cellulare a consumare centinaia e centinaia di minuti in due. Iniziate e finite con lunghi abbracci e intensi baci nella stazione di questa città, a tenerci stretti fino all’ultimo istante: per non perdere tempo, prima. Per recuperare tutto quello perso, dopo, al ritorno.
I pensieri sono parecchi, ma forse se non li avessi potrei lamentarmi della loro assenza. Latito qui, è evidente. Non scrivo come prima. La mia presenza si nota più della mia assenza. Ma tutto sommato sto bene, sono contenta. Percorro ogni giorno le mie strade nuove chiedendomi se siano quelle giuste. Guardo al futuro paurosa e dubbiosa, al passato a volte sorridendo, altre rattristandomi. Cerco di cimentarmi in nuove avventure, cerco di trovare nuovi obiettivi da raggiungere, più vicini a quelle che sono le mie inclinazioni naturali. Di tutto ciò rimane un pensiero astratto, inapplicato nella realtà. Forse per pigrizia, forse perché le cose nuove degli ultimi mesi sono rimaste, appunto, tali e aspettano ancora di essere assorbite dalla mia mente, metabolizzate.
Credo ci sia un collegamento tra la mia non scrittura e la mia confusione. Non ho ancora ben capito il nesso causale tra le due: quale sia la causa e quale l’effetto. Penso mentre cammino, mentre faccio quelle file tipiche dei miei tanti colleghi, penso che i miei pensieri debbano essere scritti, un po’ come ho sempre fatto, per ricordarmeli, perché potrebbero aiutarmi domani. Penso di scrivere e poi non lo faccio. E così rimangono lì, i miei pensieri. In aria, dimenticati, in attesa di giorni più chiari.

7 commenti:

  1. incagliato, in effetti, è la parola giusta.

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  2. Ma noi siamo sempre qui ad aspettarti...

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  3. Concordo con Memole: noi ti si aspetta. :-)

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  4. E, si sa mai che serva a disincagliarti... c'è un premio per te! ;-)

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  5. e allora io ti lascio solo un salutino, in attesa del prossimo post! :)

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  6. Tu scrivi troppo bene, Chiara. Quel "per non perdere tempo, prima. Per recuperare tutto quello perso, dopo, al ritorno" lo sottolineerei di sicuro in un libro. ;)
    Sai che anch'io ho spesso i dubbi su dove va o non va la i? Tipo ciliegie o ciliege? Devo sempre andare a controllare la regola che puntualmente non ricordo! ahahah...che smemorata! Arance però lo scrivo bene!

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