"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

venerdì 28 dicembre 2012

Quella che

Ho le occhiaie. Sono violacee, arrivano quasi a metà naso. Sono pallida, sono stanca. 
Sono quella che esce a mezzanotte, perché i miei amici amano il brivido della notte. Sono quella che rimane al bar di sempre fino alle due, per poi essere fermata, insieme alle altre due, da una volante di carabinieri che si girano tra le mani le nostre carte d’identità come se fossimo dei loschi individui, per qualcosa come dieci minuti.
Sono quella giovane, la “piccola” del gruppo. Sono quella che a mezzanotte, invece di uscire, andrebbe a letto col pigiama ridicolo di pile. Sono quella che alle due della notte, mentre un carabiniere studia i documenti, non ha tanta voglia di parlare con quell’altro che chiede informazioni più o meno opportune sulle nostre vite.
Sono quella che, quando riesce finalmente a tornare a casa, va a letto senza struccarsi.

Sono quella che trova il Gatto sul letto a dormire, al posto mio. E non lo posso mica mandare via, povero il mio cucciolo. E quindi sono di nuovo io, quella che dorme sul lato estremo del letto, rischiando di cadere, pur di non scomodare Mister Micio.

Quella che invece mi sveglia dopo qualche ora è mia sorella ed io vorrei far finta di essere in coma, pur di non alzarmi dal letto. Invece mi tocca scendere, rendermi presentabile, togliere il trucco, rifarlo, vestirmi ed uscire.

Uscire per tornare a casa quasi dodici ore dopo, con le gambe che non reggono il mio peso, con le ginocchia che quasi tremano, con il mal di testa e lo stomaco vuoto perché un po’ di cioccolato mangiato in macchina non è proprio quello che si può definire pranzo.

Sono quella che alle otto di sera riceve il messaggio delle amiche che ti propongono di cenare fuori. E non posso mica dire di no. La settimana prossima, a quest’ora, mi mancheranno già nel freddo, solitario buco di casa mia. Perché sì, le mie vacanze finiranno presto ed io non ho fatto neanche la metà delle cose che avrei voluto fare.

C’è l’immancabile lista, sopra al comodino. Riporta nomi di commissioni, posti, persone da vedere. Cose da fare perché “a casa è più facile”. Accanto alla lista c’è una penna che dovrebbe avere già cancellato un paio di voci. E invece niente, non fa il suo lavoro.
Sono quella che perde tempo, quando non ne ha.

Sono quella che stasera metterà il vestito nero e le calze senape. En pendant con le occhiaie e il colorito della faccia.
Sono quella che stasera farà paura.
Sono quella che sente dall'altra stanza la mamma e la sister ridere.

Sono quella che avrebbe dovuto studiare, per evitare di ritrovarsi a gennaio con l’acqua alla gola, perché se non studi ogni santissimo giorno almeno tre mesi prima della data dell'appello, sei indietro come non so cosa.
Sono quella che avrebbe dovuto riposare un po’ e invece si ritrova più stanca di prima.
Sono quella che in un modo o nell’altro ce la farà. 

9 commenti:

  1. Dormirai quando tornerai nel tuo freddo buco universitario dai! Adesso goditi tutte queste belle persone che non vedono l'ora di stare con te.

    I cupcake che fine hanno fatto? Dimmi su! :)

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    1. Sono stati sostituiti dai muffin! Sono diventata un'esperta oramai. Ne sto facendo di gusti diversi. Anzi, se trovo il tuo indirizzo email, ti mando delle foto.

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  2. Le tue sono vacanze davvero faticose cavoli, non sei mai ferma!
    Ma si ce la farai, perchè lo leggo sempre qui nei tuoi post che sei una che non molla. Ma prenditi un pomeriggio per te sennò esplodi :)
    Buon fine settimana!

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  3. In un modo o nell'altro ce la farai, garantito al limone.
    Il problema è indovinare quale dei due modi sia il meno peggiore.
    Forza!
    Dei ragazzi si dice "alla sera leoni, al mattino... altro", dimostra al mondo che una leonessa di sera, al mattino sempre leonessa è.
    E' dura, eh? Ma se così non fosse, la soddisfazione dove sarebbe?
    Ciao.

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  4. Potrei più o meno copiare e incollare il tuo post sul mio blog!! :)) Forza che poi quando non sarai più a casa ti potresti pentire di non aver fatto tutto quello che volevi!!

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  5. Cara Chiara,
    è l'atmosfera casalinga, delle vacanze e del Natale a giocare questi scherzi. Ma in fondo hai bisogno di ricaricare le pile, di goderti questi giorni perchè poi studierai ancora e ancora. Prenditi il tuo tempo e magari riposati un pochino, ma non chiuderti sui libri, sei a casa e hai bisogno anche tu di un po' di vacanze, giusto? ;)
    Un abbraccio!

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  6. Io, pur di calmierare le mie occhiaie, ho dovuto dire NO ai miei amici per stasera. Gliel'ho detto chiaro e tondo: devo riposare, almeno qualche ora!

    Spero che loro possano capire.

    Li rivedrò poco, ma nel poco tempo che mi resta ci sono non poche cose da fare, non c'è tempo da perdere!

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  7. Hai detto bene, Chiara, ce la farai!
    Purtroppo ci promettiamo di fare mille cose durante le vacanze, ma, forse per la magia travolgente delle feste, nonostante tutta la buona volontà ne vanno in porto pochissime!
    Per una volta all'anno ci può anche stare no?? :)
    Auguri di buon anno!

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  8. Eh no... c'è pure quella che sta in mezzo alle righe. Ed è una persona splendida, che sa amare tanto.

    Un abbraccio e buon anno Chiara ;)

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