"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

sabato 1 settembre 2012

Battuta di caccia di Jussi Adler-Olsen


Anno 1987. Due ragazzi, un fratello e una sorella, vengono trovati morti nella loro casa. Uccisi da chissà chi, probabilmente con una violenza di dimensioni inaudite, come si evince dai loro corpi martoriati. Confessa il delitto un uomo. Le circostanze,però, non risultano essere del tutto chiare.

Diversi anni dopo, il caso ricompare sulla scrivania di Carl Moek, capo della Sezione Q, il quale, studiandolo attentamente, si accorge della presenza di errori importanti e decide quindi di riaprire le indagini, non senza ostacoli di vario tipo.
Aiutato dal valido assistente siriano Assad, Carl nota delle assonanze con altri casi e seguendo quella che si rivelerà essere la giusta pista, riuscirà a risolvere la questione, scoprendo quindi cosa si nasconde dietro importanti uomini dell’alta società, uniti dalla passione, se così si può definire, per la caccia e soprattutto per la violenza.


Dopo aver letto il primo libro di Jussi Adler-Olsen “La donna in gabbia”, non potevo non dedicarmi alla lettura del secondo. Solitamente i gialli non mi attirano molto, trovo però che le sue storie siano particolarmente coinvolgenti.

Sarà l’interesse e la simpatia che provo nei confronti di Carl, un uomo un po’ enigmatico e solitario, di quelli che nel proprio lavoro mettono tutta la passione possibile, senza dimenticarsi comunque degli affetti che rendono una vita degna di essere vissuta. L’amicizia con il collega Hardy, vittima di un gravissimo incidente sul lavoro che lo ha portato a trascorrere intere giornate immobilizzato ad un letto, ne è la prova.

Ho finito di leggere questo libro al mare e se avessi seguito il mio istinto, finita l’ultima pagina, sarei corsa a casa a scrivere di questa storia, in particolar modo delle sensazioni che mi ha lasciato.

Pensavo ingenuamente che un giallo, al di là di delitti irrisolti, misteri, piste, tracce, ragionamenti contorti e cose di questo tipo, non potesse contenere altro. Mi sono ricreduta, per lo meno leggendo questo libro.

Racchiude infatti al suo interno svariati sentimenti e diversi temi: il senso della maternità, l’infanzia violata, lo smisurato interesse per la ricchezza, la carriera e il successo, l’amicizia,la droga, i sentimenti non corrisposti. E’ un libro che, se letto non superficialmente, tutto sommato insegna anche qualcosa:che solitudine e diffidenza possono sfociare in situazioni particolarmente difficili, dalle quali è impossibile tornare indietro.

9 commenti:

  1. Cara Chiara,
    questo libro mi ha colpito molto! Devo ammettere che non sia il mio genere preferito, tuttavia mi hai molto incuriosita!:)
    Poi l'immagine del libro posato sui sassolini della tua spiaggia devo dire che è stato un tocco fantastico!
    Credo proprio che lo aggiungerò alla lista.
    Grazie per il consiglio!
    Buona domenica!

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  2. Non leggo mai i gialli e anche se a volte mi riprometto di provare, in realtà non lo faccio mai.

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    1. Era così anche per me. Poi ho letto questi due e devo dire che come esperimento è riuscito proprio bene. I romanzi moderni e classici rimangono però i miei preferiti.

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  3. mmm io e la lettura non andiamo molto d'accordo :S si lo so sono pessima :S

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  4. Se si trattasse di un libro sulla caccia ai fagiani, potrebbe interessare a mio padre :-D

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