"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

lunedì 14 marzo 2011

In mezzo a tanta gente che prima non c'era



Dieci anni fa, sul tavolo della cucina c’era una torta. Sopra, c’erano cinquanta candeline accese. Intorno c’erano cinque persone, erano le tre del pomeriggio. C’era anche un bambino piccolo, con il grembiule dell’asilo bianco e i capelli biondi. Parlavamo, ridevamo, scherzavamo. In pochi forse, ma dentro ci sentivamo tanti. E ci sentivamo forti, insieme.

Dieci anni dopo sul tavolo della cucina di una casa nuova, abitata da poco, c’è di nuovo una torta. Le candeline sono sessanta. Intorno ci sono venti persone. La torta è grande. Il bambino non ha più il grembiule bianco dell’asilo. È alto, ha una camicia a righe. Ridiamo poco, siamo un po’ disorientati. Parliamo poco, forse non sappiamo neanche noi cosa dire.
Gente nuova intorno, volti che conosciamo da poco, persone che comunque sono entrate nelle nostre vite, nel bene o nel male.
Ogni tanto, noi quattro ci guardiamo per qualche istante. Sguardi fugaci, il tempo necessario per ricordarci che comunque ci siamo.
E chissà cosa ci siamo detti con quegli sguardi, chissà se ci siamo capiti.

Sembra stupido come pensiero, ma quante cose sono cambiate in questi dieci anni?
Quanto abbiamo pianto, quanto abbiamo riso insieme?
Quanto ci siamo sentiti uniti e quanto ci siamo sentiti lontani anni luce uno dall’altro?

Ci penso, in mezzo a quelle venti persone, in mezzo a quei nostri quattro sguardi confusi. Come sarebbe stato, se le cose non fossero andate così come sono avvenute?
Non ho trovato una risposta. Forse neanche c’è, e se c’è, non riesco più neanche ad immaginarla.

Mi rimangono i ricordi, quelli sì. Quelli li tengo dentro, insieme alle foto, alle frasi che lasciano i segni. Quelli nessuno me li può togliere, nessuna gelosia li può scalfire, nessuna risata stupida li può offuscare.

Penso ancora, troppo forse, in mezzo agli altri. Immagino noi come una rete,come delle frecce che si uniscono, che rimandano uno all’altra.
Certe sensazioni solo noi possiamo capirle, senza parlarci, in mezzo a tanta gente che prima non c’era.

9 commenti:

  1. Ciao Chiara,piacere di conoscerti,molto bello e intenso il tuo post.
    Ciao.

    RispondiElimina
  2. bellissimo post... mi sono sentita osservatore staccato di una scena.... come quando guardi un film... della vita di un altro che potrebbe esser la tua

    RispondiElimina
  3. Chiara emozionante. Come un souvenir.

    RispondiElimina
  4. è la vita
    e ci sorprende sempre!!!

    RispondiElimina
  5. Chissa???
    Nessuno può dircelo.
    Molto bello il tuo post, Chiara.
    Sei una ragazza molto sensibile e riflessiva e trasmetti delle bellissime emozioni.
    Un bacio

    RispondiElimina
  6. E' il potere dei ricordi.
    Gli anni passano, le persone cambiano. E, nonostante il tempo che passa, dentro di noi rimarrà per sempre quell'immagine, quelle sensazioni... Come eravamo e come siamo diventati

    Un abbraccio :)

    RispondiElimina
  7. wow che bel ricordo Chiara, bellissimo ricordare persone e cose così

    RispondiElimina