"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

domenica 17 ottobre 2010

Partorire in casa

Le ultime settimane estive sono state segnate da fatti di cronaca spiacevoli riguardanti parti che si sono conclusi in modo negativo a causa di presunta malasanità. Si è poi sentito dire che in Italia si effettuano troppi parti cesareo e dopo questa notizia abbiamo tutti visto in televisione la pubblicità progresso in cui una madre consiglia di ricordare il momento della nascita del proprio figlio come un evento naturale e non come un’operazione.

Sul Vanity Fair dello scorso 13 ottobre ( il famoso numero in cui Tiziano Ferro dichiara la propria omosessualità) il mio occhio è caduto su un articolo particolare, grande neanche mezza pagina.
Si parla del parto in casa, in alto c’è la foto in bianco e nero di una scena tratta dal film Via col vento.
Si dice che dopo i vari episodi di malasanità, molte donne hanno deciso di partorire in casa. Per incrementare questa iniziativa, è nata l’Associazione culturale Ostetriche Parto a Domicilio.
Per partorire in casa, bisogna aver avuto una gravidanza normale, senza complicazioni o cose simili, occorre poi rispettare dei tempi precisi e bisogna avere un ospedale lontano da casa non più di trenta minuti (naturalmente in automobile). Il parto avviene quindi in casa, con due ostetriche.

Che strano, ho pensato. Però sarebbe bello far vedere al proprio bambino l’esatto luogo in cui è nato. Ho letto che anche la cantante Giorgia ha deciso di dare alla luce il figlio in casa.
Forse certe volte (e quando è possibile) è più bello accantonare le tecnologie, le “cose nuove” (o magari l’esclusiva clinica privata) per riscoprire la bellezza della natura e riprendere gli usi dei nostri nonni …

Fonti: Vanity Fair, numero 40 del 13 ottobre 2010;
Ulteriori informazioni sul sito: www.nascereacasa.it

17 commenti:

  1. bello..non ci avevo mai pensato..potrebbe essere una buona idea...e a proposito di nascite..sarebbe bello anche poter in qualche modo "vedere" la vita dei nostri genitori mentre ci aspettavano..mah..questo mi sa appartiene alla fantasia ;)

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  2. Onestamente non sono d’accordo con questa nuova tendenza. Al telegiornale ovviamente si sentono solo le brutte notizie ma non vengono mai elogiati i medici che compiono miracoli per salvare le vite dei bambini che nascono con dei problemi…di queste storie anche se non se ne sente parlare ce ne sono molte perché i nostri medici italiani sono bravi e preparati e i nostri ospedali sono all’avanguardia. Partorire in casa è un rischio, ci sono molte cose che possono andare storte e non capisco come una mamma possa decidere di accollarsi questa responsabilità…

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  3. Chiara, onestamente non sono tanto convinta nemmeno io da questa iniziativa... e nemmeno dal fatto che in Italia si facciano troppi parti cesarei, perchè, purtroppo, l'impressione che ho avuto io sia dal mio parto, che dalle ultime vicende è che, negli ospedali si tenda a rimandare eccessivamente la scelta del parto cesareo per ragioni, tempo, prettamente economiche... io ho partorito con un cesareo d'urgenza, dopo quasi 24 ore dall'aver rotto le acque... la prassi prevede che si attendano 24 ore e se il parto non avviene naturalmente si prosegua con l'induzione farmacologica (quanto c'è di naturale in questo?) io nelle 24 ore dalla rottura delle acque alla decisione del cesareo non ho avuto un solo millimetro di dilatazione, ho avuto dolori lancinanti che però non erano contrazioni (ma questo è il minimo) e, pur essendo sotto antibiotici da quasi un giorno, ho iniziato in serata ad avere la febbre (!!!)... si è deciso per il cesareo d'urgenza quando la febbre è salita e, sempre i soliti macchinari, hanno iniziato a registra un po' di sofferenza fetale... a me è andato tutto bene, ma perchè aspettare febbre e sofferenza fetale prima di scegliere per il cesareo?
    purtroppo, quando si parla degli eccessivi parti cesarei in Italia, si tralascia di dire anche che sono sempre di più le madri primipare oltre i 35 anni, quando il fisico non è più lo stesso e gli organi non hanno più la stessa elasticità dei 20 anni... forse in questi casi si dovrebbero organizzare i cesarei con un po' più di coscienza.
    E partorire in casa è un rischio enorme, se non hai più vent'anni, ma anche se li hai... nella mezz'ora tra casa e ospedale può succedere di tutto.

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  4. Quoto assolutamente Martina e Valepi !

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  5. se ne sentono talmente tante di brutte notizie che pensare di "correre ai ripari" è lecito...forse le mamme si sentono più sicure partorendo in casa...certo è un problema spinoso

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  6. Non riuscirei mai a partorire in casa anche se vivo molto vicino ad un ospedale...può succedere di tutto durante il parto e secondo me è meglio essere già in un ospedale. Comunque ci sono anche tante mamme che il parto cesareo non lo vogliono (guardavo la trasmissione Reparto Maternità su Fox Life qualche tempo fa) e quando dicono loro che lo devono fare si disperano.....non so, ma io prima di tutto penserei al bene di mio figlio quindi se è necessario ben venga il parto cesareo (altrimenti io non sarei proprio nata!!!!!!!) se invece non ci sono complicazioni credo che la natura faccia da sè.

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  7. E' sicuramente romantico e forse poetico partorire in casa, ma non è assolutamente sicuro e consigliabile.
    E' vero che il parto è un atto naturale e se insorge qualche complicazione improvvisa???
    Quoto decisamente Martina, Valpi, Heidi, Clau e Letizia.
    Buona settimana

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  8. Cara,

    è da una vita che non ci sentiamo!!!
    come stai???????????????????????????????????????

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  9. @Igor: Anche a me è venuta in mente quest'idea! :-)

    @Martina: Ti dò ragione sul fatto dei medici italiani, per fortuna ho avuto una buona esperienza in questo senso! :)

    @Valepi: Oddio che esperienza! :-/
    E' andato tutto bene per fortuna!

    @Heidi, CLau, Letizia, Zicin: Certamente ci soni sempre dei rischi, adesso che leggo voi, forse anche io preferirei andar in ospedale! La notizia però mi ha incuriosito tanto!

    @Only me: Ciao! Eh vero, è da un po' che non ci si sente!
    Tutto bene, a te come va??

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  10. io sono nata in casa nel lettone dei miei genitori. E sai che questo mi piace? mi piace assai!!!

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  11. Non ho un'opinione chiara al riguardo. Partorire in casa deve essere beloo e intimo, ma sobbiamo avere fiducia della sanità, di certo i casi che si sentono al tg sono eccezioni.
    Ps: finalmente oggi sono riuscita a ricambiare il premio che mi hai conferito tempo fa... Un bacione!

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  12. Passo di qui per la prima volta, bellissimi i tuoi spunti... ripasserò.
    In questo caso, che dire? Io sono per il parto in ospedale. Sono troppo ansiosa, ho bisogno di avere tutto sotto controllo...

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  13. @VD: Dopo aver letto i commenti delle mamme, non ce l'ho più tanto chiara neanche io! E' proprio vero che le cose bisogna provarle...
    Grazie Vd, ho visto il tuo post!

    @Calzino! Benvenuta e grazie mille! :)

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  14. @Angela: Anche i miei genitori! Da piccola, quando me lo dicevano, mi faceva un po' impressione!

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  15. Boh però mi farebbe strano. Non so sinceramente... se sarebbe davvero bello.

    Forse lo vedrei meno sicuro...

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  16. Anche io sarei più propensa al parto in ospedale... però una cosa che ho notato è che sempre più donne scelgono il cesareo per partito preso, a prescindere da reali problemi ingravidanza e consigli del medico, e questo secondo me non è un bene!

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  17. Ah dimenticavo.. ho una cosina per te sul mio blog.. baciii!!

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