Gli ultimi soggetti osservati sono gli studenti che hanno sostenuto l’esame con me l’altro giorno. Gente simpatica.
Quella mattina, sono arrivata in facoltà con la mia amica, un’ora prima del previsto. Non c’era tantissima gente per il corridoio, eravamo in tutto una ventina. Studenti seduti, altri in piedi, altri a fare chilometri in giro per il corridoio.
Io e la mia amica ci sediamo accanto ad altri nostri colleghi, di fronte a noi c’è altra gente in piedi, tra cui il mio collega secchione, intento a tediare gli animi di due malcapitati con domande poco confortanti.
Questo qua è uno strano soggetto. Ama veramente tanto le cose che studia, credo dormi col codice civile sul comodino. Gira sempre vestito per bene, in camicia, cravatta, giacca in inverno. Sforna un esame ogni quindici giorni, per questo è in pari con gli anni. Quelli del primo anno lo scambiano per un assistente e lui, velatamente, si gloria di ciò.
Alle ragazze dà del lei, con i ragazzi si comporta normalmente. È un distributore d’ansia, soprattutto se ti capita intorno negli attimi prima di un esame: questo perché, naturalmente, anche se tu hai studiato tutti i libri, lui sa sempre qualcosa in più di te, quel qualcosa che lui ritiene assolutamente fondamentale per affrontare il colloquio, mentre tu non ci avevi neanche fatto caso.
Sicuramente è molto intelligente, però per fortuna non si da grandi arie. È disposto anche a dare una mano a chi gli chiedi delucidazioni su argomenti poco chiari. L’unico problema è che, aperta bocca, non si ferma più e tira fuori tutto lo scibile umano.
Una volta mi si è avvicinato, ha iniziato a parlarmi di un appuntamento del giorno dopo, di appunti di non so cosa. io non capivo di che stesse parlando. Dopo dieci minuti di monologo a raffica, si ferma, mi guarda bene e dice -Ti ho scambiata per un’altra!-. Ho capito dopo per chi mi aveva scambiata: per una ragazza del nostro corso con la quale condivido solo forma e colore degli occhiali da vista (messi, tra l’altro, solo quel giorno).
Arriva il prof e smetto di osservare il soggetto sopra descritto. L’assistente fa l’appello, ritira i libretti e ci invita a sederci in un’aula grande. Prof e assistente iniziano gli esami. La prima esaminata dall’assistente è una ragazza che parla a macchinetta. Non si ferma un attimo, neanche per prendere fiato. Credo faccia nuoto. Io l’ascolto e penso di non sapere un cavolo. Tira fuori casi di Palestina, di gente sconosciuta. Io e i miei amici ci guardiamo, per un attimo pensiamo di aver sbagliato aula, esame, libri da studiare. Poi ci convinciamo che siamo 4 contro 1. Forse abbiamo ragione noi.
La tipa prende 30 e lode. L’assistente fa verbalizzare il voto al prof alle prese intanto con un’altra ragazza normale.
L’assistente si risiede, prende un libretto e dice il mio cognome. Ansia. Mi alzo, fingo di essere tranquilla nel mio passo celere e deciso. Arrivo di fronte a lui, sfodero il mio bel (!) sorriso, cercando di non far trapelare la confusione mentale del momento. Mi fa la prima domanda e subito mi calmo. A quanto pare non ho sbagliato né libro, né esame. Continuo tranquillamente a rispondere alle cose che mi chiede finché non mi dà il suo bel voto e mi dice di accomodarmi vicino al prof e aspettare che finisca di esaminare un ragazzo.
Eseguo gli ordini, cerco una sedia scansata, mi accomodo. Cerco con lo sguardo la mia amica, le faccio un sorriso per farle capire che è tutto ok, che può andare tranquilla. L’assistente chiama lei.
Intanto mi dirigo con gli occhi verso il prof. È paonazzo. Il ragazzo lo sta facendo disperare. Trattasi di un soggetto alto tre metri, biondo tinto, carnagione arancione, occhi chiari, jeans bassi, mutande in evidenza. Effettivamente non sa niente, sembra stia raccontando favole. E lo fa con una tale nonchalance …
Poi mi sento chiamare da dietro. Accento inconfondibile, trattasi di un mio amico. Mi chiede come è andata, io gli rispondo. Mi sorride, mi tende la mano come per darmi i complimenti, come gesto di forza, di contentezza. Gli sorrido tanto e torno a gustarmi la scena del ragazzo delle favole.
Per poco però. Mi sento un toc – toc sulla spalla. Mi giro. È un altro ragazzo che conosco di vista: ogni tanto lo vedevo alle lezioni e ho notato, mezz’ora prima nel corridoio, che guardava spesso nella direzione mia e dei miei amici con fare impacciato. Credo sia un po’ più grande, mi ricorda Gigi d’Alessio.
Mi chiede anche lui com’è andata, cosa mi hanno chiesto. Gli faccio l’elenco delle domande, ad una non sa rispondere, allora gli spiego qualcosa in quattro e quattr’otto. Dice di aver capito. Gli auguro che non gli facciano quella domanda e sorride.
Intanto anche la mia amica finisce il suo esame. È contenta e la cosa mi fa tanto piacere. Il soggetto ignorante sta finendo. Il prof gli dà il libretto, lui si alza e se ne va. Allora è il turno mio. Mi siedo alla cattedra, il prof apre il libretto, segna dei dati al computer, mi fa la solito battuta sul mio luogo di nascita, firma e mi augura buone vacanze.
Amen, è finita.
Sarei rimasta ancora un po’ a gustarmi quei poveri soggetti alle prese con l’ansia, ma decidiamo con la mia amica di andare via. Ne abbiamo abbastanza per oggi. Anzi, no. Per quest’anno.
Leggendo quello che hai scritto mi è tornata l'ansia da esame...Io credo che sostenere gli esami siano prove che ti formano il carattere. L'università, se presa con serietà ti cambia e ti fa diventare molto responsabile e credo che tu chiara tu sia già sulla buona strada. Ancora complimentoni!
RispondiElimina...Mi sono tornate in mente tante cose leggendoti...da una parte mi sta prendendo la nostalgia dei miei anni universitari, dall'altra parte è tanta la felicità di aver svalicato le ansie, le paure e l'angoscia legate ad esami, professori, tesi, laurea ecc.
RispondiEliminaComunque il periodo universitario è bellissimo e-come tutte le cose- non torna + indietro. Quindi suggerimento spassionato: goditelo!
Certo che il tipo secchione l'hai descritto proprio nel migliore dei modi. C'è sempre un personaggio così in giro per le Università...meglio cmq degli stereotipi che si incontrano poi nel mondo del lavoro!!!!!
A presto.
Ma alla fine il ragazzo delle favole è passato?Ahahaha mentre descrivevi la scena era come se lo vedessi!!! Bel post,un bacione,goditi le vacanze!
RispondiEliminama nessuna ragazza ti ha chiesto come è andata? ;)
RispondiEliminaTu cosa ne pensi di un soggetto che dà del lei alle ragazze?
RispondiEliminaRiformulo... Lei cosa ne pensa di un soggetto che dà del lei alle ragazze?
Dipende dal contesto!
RispondiEliminaSe mi dà del lei un collega di università, mi sembra strano, forse un po' esagerato!
Tu, anzi, lei che ne dice? :)
@MArtina: Grazie! :) Sempre gentile tu! :)
RispondiElimina@Girovaga: "goditelo"! :) E' il suggerimento di tanti! Diciamo che cerco di fare del mio meglio!
@Clau: Credo abbia preso un diciotto! Era abbastanza contento... Beh, direi!
Grazie, buone vacanze anche a te! :))
@Angela: Effettivamente questa volta no! Di solito sono le ragazze a chiedere! :)