"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

venerdì 2 aprile 2010

Home sweet home

Sono tornata a casa dalla mia famiglia una settimana fa. Torno solitamente tre volte l'anno: Natale, Pasqua, estate. Tornare a casa è B E L L I S S I M O. Qualche settimana prima del ritorno chiamo in agenzia per prenotare: trovare un posto libero a volte diventa un'impresa, ma ce l'ho sempre fatta! Quando arriva il biglietto a casa, per posta, è una vera e propria festa! Apro la lettera con un sorriso enorme, controllo che tutti i dati siano giusti e poi lo poso su un mobiletto del soggiorno: lo metto in bella vista, così ogni volta che passo lì davanti lo guardo e penso al ritorno.

Solitamente il viaggio verso Casa è lungo, anche perchè con le autostrade che ci ritroviamo si fa fatica ad arrivare a destinazione in orario! Solitamente arrivo la mattina presto, verso le sette. Appena metto piede in "patria" vado subito a far colazione in un bar, sempre il solito, con cornetto e super caffè.
A casa mi aspetta mia madre con mio fratello e il mio gatto. E' sempre uno sbaciucchiamento, una "ti trovo bene", "sei stanca del viaggio" e così via. Segue poi il giro della casa, per vedere se ci sono novità: se è stato spostato un mobile, un oggetto, un qualcosa.

Ogni volta che torno a casa, nella mia terra, devo accertarmi che tutto sia al suo posto, che durante la mia assenza nulla sia cambiato. E per questo faccio il giro della casa, il giro del mio paese, delle spiagge dove vado di solito in estate, della campagna di mia nonna, dei posti di sempre.
Stare lontano mi fa vivere un po' con questa "ansia" se così la vogliamo chiamare. Vorrei che tutto rimanesse intatto nei lunghi mesi di assenza, che i posti dove sono cresciuta e gli affetti di sempre rimanessero sempre gli stessi.
Certo non è mai così, deve sempre cambiare qualcosa, grande o piccola che sia.
Tutto questo forse perchè quando sono tornata la prima volta, dopo tre mesi di assenza, ho trovato molte cose in famiglia diverse. Ma di questo preferisco non dire altro.

Uno dei momenti più belli è anche rivedere i miei amici! In particolar modo quattro di loro. Aspettiamo sempre questo momento, sin da quando ci lasciamo mesi prima. Vengono sempre a prendermi sotto casa e appena vedo in lontananza la loro macchina, mi si riempie il cuore di gioia. Tengo molto a loro e non averli vicino è brutto.

Quando ci vediamo dobbiamo per forza fare le cose che facevamo un tempo. Una passeggiata al porto, una cena nei posti di sempre, una passeggiata nel corso. E ci raccontiamo a vicenda le cose successe.

E' bello, è bellissimo tornare a casa. Eppure se mi dicessero di lasciare la mia città universitaria per tornare a vivere qua, credo che rifiuterei all'istante.

Nella settimana per ora trascorsa, ho fatto un po' di quelle cose che dovevo fare: sono stata al porto, in campagna, al mare, dai miei parenti... Mi manca ancora qualche altro giro per poter dire di aver fatto veramente tutto. Spero di farcela, per lo meno.

Altro rito è quello delle foto! Scatto centinaia di foto a cose, persone, paesaggi (soprattutto quelli, dove vivo adesso non se ne vedono di così belli) per poi riguardarle quando sono via. Le foto mi piacciono un sacco. Adesso che ci sono le macchine fotografiche digitali, ho il computer pieno di cartelle! Le classifico per eventi, per periodi. E adoro riguardarle.

In generale le vacanze a casa sono un susseguirsi di sentimenti diversi, belli, brutti, indimenticabili o da dimenticare. Eppure questa volta sto vivendo tutto un po' passivamente, senza capire il perchè. E a dir la verità, mi manca anche un po' la mia città universitaria! Ma tanto la settimana prossima, a quest'ora, sarò già lì. E magari mi ritroverò a rimpiangere questi momenti.
Vivere in due posti diversi ha i suoi pro, ma anche (soprattutto, forse) i suoi contro.

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