Prima di tutto: BUONA PASQUA a tutti!!
Oggi per me è stata una giornata come tante altre. La mia famiglia non usa più ormai da molti anni fare, in occasione delle feste, quei grandi ritrovi pieni di parenti dal primo al sesto grado: il pranzo è stato normalissimo: eravamo io, la mia mamma, mia sorella e mio fratello. E il gatto, obviously.
Mia madre ha dato il massimo in cucina, come sempre: lasagne fatte da lei (rigorosamente, per me, senza besciamella!), cotolette fatte da lei, colomba (non fatta da lei, ahah) e uovo di Pasqua Kinder Gransorpresa (regalato da mio papà: ebbene sì, a 20 anni ricevo ancora questo tipo di regalo per Pasqua, sempre ben accetto!), tutto annaffiato da un buon vino.
Il resto della giornata è stato normalissimo: a casa, a passare il tempo tra tv, pc e lettura. In serata sono venuti a farci visita dei parenti simpaticissimi. Ad un certo punto avevo le lacrime agli occhi dalle risate. Mi hanno raccontato un po' di mio nonno, di certi aneddoti recenti.
Mio nonno (materno) ha compiuto da poco 95 anni. Ha fatto entrambe le guerre mondiali, è stato in prigionia ed è un pittore. Ha dipinto tantissimi quadri, sparsi ora tra le pareti di casa mia e di quelle delle mie zie. Da piccola, quando andavo a mangiare da lui, mi divertivo ad osservarlo mentre era intento a fare le sue attività canticchiando e fischiettando canzoni vecchissime. Mia madre mi portava a casa sua quando stavo male, non potendo lei rimanere con me. Con lui guardavo sempre Forum alla tv!
Mio nonno ha un carattere particolare, si lamenta spesso dei suoi dolori (a 95 anni, credo sia normale aver dei dolori), ma lo fa in un modo veramente particolare, tanto che spesso finisce che qualcuno di noi nipoti inizia ad imitare le sue lamentele.
Vive, da più di dieci anni ormai, in una casa nel centro del mio paese, anche se in realtà a lui sarebbe piaciuto rimanere nella casa dove ha passato gran parte della sua vita.
Io non la ricordo neanche, ero troppo piccola quando si è trasferito. Non nascondo però che mi piacerebbe farci un giro, visitarla, vedere dove è nata mia madre, dove ha passato la sua infanzia e la sua adolescenza. Ma credo che non sarà possibile.
Comunque, tra le tante cose particolari di mio nonno, c'è il fatto che non fa entrare quasi nessuno nella sua camera. E' un po' il suo regno: lì dentro c'è la sua vita. E' una stanza tutto sommato piccola, non molto luminosa, piena di polvere e forse anche confusione. C'è una grande armadio, il suo letto, il suo comodino, un mobiletto alto con sopra un bellissimo quadro incompleto e un enorme tavolo al centro pieno di pennelli, di colori ormai induriti e secchi, di attrezzi vari.
Quella stanza è un paradiso per chi ama rivivere tempi passati.
Il Natale scorso ho scoperto che ha un' immaginetta sacra, appartenuta a sua madre, risalente all'ottocento. L'ho vista, l'ho fotografata: era molto delicata, ma era tenuta talmente bene da sembrare nuova.
Dicevo: qualche settimana fa mio nonno ha dovuto lasciare per un po' casa sua. Ha chiesto a mia zia e a mia cugina di portargli un cofanetto di legno, era vicino il suo letto, un po' nascosto e tenuto molto accuratamente. Era chiuso, la chiave era nascosta in un altro posto ancora. Quando gliel'hanno portato, mio nonno ha fatto loro vedere quello che c'era dentro: una specie di forbice con cui sua madre usava tagliare i capelli, delle monete (se ho ben capito), un anello di poco valore fatto per lui da un suo compagno di prigionia e un portamonete appartenuto un tempo a mia nonna.
Sono rimasta affascinata da tutto ciò. Mio nonno è restio a svelare pezzi del suo mondo chiuso in una stanza, e quando l'ha fatto io non c'ero. Me l'hanno raccontato come una cosa normalissima, una cosa forse da niente, ma io ci ho pensato un po'.
Mio nonno si lamenta sempre, chi lo conosce superficialmente può dire di lui solo che è un "vecchio brontolone", invece non è così. Il fatto di questo cofanetto, di questo "scrigno magico" mi ha fatto capire ancora di più quanto sia sensibile, quanto ci tenga ai suoi ricordi.
Rimanere aggrappati al passato attraverso degli oggetti che te lo ricordano credo sia una cosa bellissima, soprattutto se si tratta di un passato... molto "passato".
Ho capito anche perchè cerca di tenere "gli altri" lontano dalla sua stanza: tra quelle quattro mura c'è veramente la sua vita, c'è qualcosa di troppo delicato e intimo per poter essere toccato da altre mani: potrebbero distruggere quei tesori soltando sfiorandoli.
E adesso mi è anche più chiaro il motivo per il quale evito di buttare determinati oggetti (inutili, in un certo senso) che mi rimandano a ricordi lontani, delle lettere vecchie, delle cartoline d'auguri o biglietti dei miei viaggi.
... ho preso da lui insomma!
Nessun commento:
Posta un commento