Finalmente, dopo una settimana di silenzio, posso tornare a scrivere e aggiornare il blog. Questo fine settimana ho visto un sacco di film, quattro per l’esattezza. Tutti belli! A poco a poco parlerò di ognuno.
Voglio cominciare con “Si può fare”, un film che secondo me dovrebbero vedere tutti. L’ho visto la prima volta questo autunno, su suggerimento di mia sorella (è lei che mi fa conoscere i film più belli, quelli che mi rimangono nel cuore) e l’altra sera mi sono messa a riguardarlo. Sullo stesso genere, c’è anche la fiction andata in onda su rai uno qualche mese fa, sulla storia di Basaglia. “C’era una volta la città dei matti”
Il protagonista è Nello, un sindacalista che da un giorno all’altro si trova a dirigere una cooperativa sociale formata da “matti”. Quando li conosce, effettivamente, sono così: sono dei malati mentali, con mille problemi. Passano le giornate in una stanza, ad incollare francobolli per il comune o ad attaccare i bollini dei prezzi dei prodotti Coop, tutti chiusi nel proprio mondo. Ognuno di loro ha una storia alle spalle, delle paure, delle ossessioni. Alcuni sono anche violenti, altri invece non hanno neanche le forze per esserlo, a causa dei farmaci somministrati, che li portano ad andare a letto, esausti, alle sette di sera. Ma hanno anche dei desideri, un minimo di voglia di cambiare, di migliorare, di essere padroni delle cose che fanno.
All’arrivo di Nello c’è una rivoluzione, lui riesce a cambiare le cose, non senza le critiche di tutti quanti. Riesce a mettere su una cooperativa funzionante ed efficiente al 100%, dove tutti (ma proprio tutti), vengono coinvolti. Ad ogni loro proposta, Nello risponde”si può fare”. Forse è questo il segreto: non tarpare le ali ai desideri e ai sogni delle persone, anche se magari realizzarli diventa più difficile del solito.
Infatti riesce a cambiarli, riesce a far tornare loro il sorriso sulle labbra, la voglia di fare, di sentirsi realizzati, nonostante il pregiudizio di tutti, gente comuni e dottori, per i quali queste persone hanno solo “l’inferno dentro” e niente più.
“Ci chiamiamo Cooperativa 180, in onore della legge Basaglia che, come sa, chiude i manicomi, libera i matti, così, se le famiglie se li riprendono, impazziscono anche loro. E se non se li riprendono questi che fanno? Nessuno lo sa. Io ho fondato la cooperativa per occuparne qualcuno, ma non ho tempo di starle dietro. In manicomio ne ho altri 150, che nessuno vuole.”
“Ci siamo abbracciati, ci siamo amati. Abbiamo fatto una bambina”
“Che bella storia, e come si chiama questa bambina?”
“Non lo so, perché me l’hanno portata via, me l’hanno! Non l’ho mai vista la mia bambina”
“Loro che ti votano contro è la tua vittoria più bella, non te ne sei reso conto eh?”
Da quando l'ho visto è entrato di diritto tra i miei preferiti!ti!
RispondiEliminaE' successa la stessa cosa anche a me. Un film assolutamente da vedere.
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