"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

mercoledì 24 luglio 2013

Un mese fa

Le giornate volano e non so neanche io come. Iniziano presto la mattina, quasi all'alba. E finiscono tardi la sera, con gli occhi rossi a causa del computer e con la stanchezza di chi è stato ai lavori forzati.
Mi ritrovo a pubblicare quel che scrivevo un mese fa, in preda ad un lampo di malinconia durato un po' più del giusto. Un documento Word lasciato dentro una cartella col mio nome, sul mio pc e trovato per caso, stasera, nel vano tentativo di "fare ordine".


"Ho la malinconia intorno, un occhio un po’ gonfio che non vuol tornare alle dimensioni normali. Non so se sono io ad emanare questo stato d’animo increscioso, se è colpa del tempo che tutto ad un tratto è tornato ad essere grigio manco fosse di nuovo ottobre ed io probabilmente inizio ad essere meteoropatica.
Aulastudio, teatro di vicende sentimentali, universitarie, culturali. Luogo in cui si inscena l’esistenza degli universitari ventenni di oggi: i loro scherzi, il loro modo di ridere delle cazzate, le loro sigarette, i loro caffè. I loro sospiri che sanno di stanchezza,  i fogli sparsi di vitale importanza nelle scrivanie di cui non si sa neanche più il colore. I cellulari pronti a vibrare, a distrarli un attimo dalle sudate carte. Leggono dai loro schermi giganti e gli si illumina il volto, un po’ come se sotto i loro occhi si fosse appena consumato un miracolo.

Ed io sto qui, col pc davanti. Seduta scomposta in una sedia scomoda, ad aggiornare in continuazione la casella di posta e a ripetermi di stare calma. Mi guardo attorno, studio le vite degli altri, tengo d’occhio i comportamenti di certa gente. Ricevo anche io i messaggi, mi illumino di immenso, perché non c’è niente di meglio che le proposte giuste al momento giusto. Tipo un giro, stasera. Una passeggiata che ci porterà chissà dove, chissà con quali pensieri. Conteremo i passi, conteremo le facce che incroceremo, faremo di tutto pur di non farci trasportare da questa malinconia che ci attanaglia come non mai.
Quando i problemi erano gli esami, ci dicevamo che c’erano cose ben peggiori nella vita che un voto inaspettatamente brutto nel libretto. E ci credevamo, ci tranquillizzavamo. Riuscivamo a convincerci che era vero, sapevamo che era così.

Adesso a me sembra diverso.
Mi sembra di essere cresciuta più del solito nel giro di pochi giorni. Mi sento un peso sulle spalle, guardo i giorni del calendario sovrapporsi uno sull’altro e penso che per una volta nella mia vita vorrei che il tempo non passasse mai.
C’è che inizio ad avere paura, ma paura davvero.
Paura di questo futuro che si presenta di un’incertezza disarmante. Che si butta di sopra senza lasciare respiro. Le cose nuove mi piacevano.
Adesso vorrei aggrapparmi a quel che resta di questa vita che è stata mia per anni. Vorrei prenderne un pezzo e tenerlo forte in mano, non lasciarlo mai.

Ma si sa che niente è per sempre, che a fare sempre la stessa vita si finisce per cadere nel girone della monotonia. E non è quello che voglio io.
Devo solo convincermene, devo solo pensare che chiuso un capitolo se ne apre un altro, per forza.
Devo solo costruirmelo io, questo capitolo.
E farlo nel modo che mi riesce meglio."


E' passato un mese da quando scrivevo parole sconfortanti e pesanti.
Le risposte che aspettavo sono arrivate. In ritardo, ma sono arrivate. Sono state risposte positive, inaspettate. Mi hanno reso felice, mi hanno fatto pensare che la fatica prima o poi genera soddisfazione.
Il pensiero di fondo, quello sul mio futuro incerto - di cui immagino ne abbiate le tasche piene - rimane sempre.

Alla prossima, con la speranza di rifarmi viva a breve.

7 commenti:

  1. Cara Chiara,
    la malinconia non è un bel sentimento e quando si prova fa male, dà quasi fastidio, anzi togliamo il quasi. Talvolta succede di avere quella sensazione anche se non è accaduto niente, ti svegli la mattina e sei così, semplicemente triste e non contenta di come stanno andando le cose. Però ci sono notizie migliori e meravigliosi che fanno cambiare le emozioni e le sensazioni dei giorni precedenti. E penso che questa sia davvero una gran cosa. Magari ora prenditi qualche giorno di pausa; un po' di mare, qualche corsa la mattina e poi la malinconia troverà qualche altro cliente, vedrai! ;)
    Un abbraccio Chiara!!

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  2. l'importante è che le cose poi vadano nel modo giusto: io te lo auguro

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  3. La fine degli studi è un periodo sempre fortemente pauroso, ne ho ancora il vivo ricordo.

    C'è poco da fare occorre tuffarsi di testa nella nuova condizione e tenr duro, Crederci di più, più di qualsiasi avversità possa presentarsi contro :)

    Ti auguro ogni bene
    Cdp

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    1. Grazie Carlo. Solo chi c'è passato può capire certe ansie.

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  4. Hai occhio e sensibilità da scrittrice...ti abbraccio

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  5. Cara Chiara,
    grazie davvero per le tue parole!
    Se tu mi dici che ti rivedi in me e che devo stare tranquilla, ci credo. Ci credo perchè, ti sembrerà strano, ma molte volte mi sono ritrovata in ciò che scrivevi e in ciò di cui parlavi; magari la pensiamo simile in riguardo alcune cose.
    Grazie davvero sai? Sapere che chi ci è passato ha avuto qualche pensiero ma poi, rimboccandosi le maniche, ce l'ha fatta, mi è di enorme conforto!
    Io ho scelto Lettere Moderne nella stessa città dove frequentavo il liceo. Ho da sostenere un test delle competenze, non selettivo, verso ottobre. Intanto sono pre-immatricolata!
    Tu come stai? Come va con la tesi?
    Ti abbraccio forte

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