Alle due ho lezione, oggi pomeriggio. Arrivo in facoltà in anticipo, controllo in bacheca che l’aula in cui si terrà la lezione non sia stata spostata e vado a prendere posto.
Manca un quarto d’ora alla lezione, ci sono pochi studenti che non conosco neanche. Sono l’unica del mio gruppo a seguire questa materia. Guardo l’agenda, controllo se devo restituire qualche libro in biblioteca. La mia memoria lascia molto a desiderare e per aiutarmi un po’ ho preso l’abitudine di scrivere ogni cosa.
Stavo proprio per appuntare una scadenza quando entra la segretaria e annuncia che il prof ha appena chiamato per comunicare che oggi non farà lezione.
La segretaria ha l’aria scocciata, come sempre. Sembra che faccia questo lavoro gratis. Scocciata dovrei essere io che ho perso un’ora della mia vita ad attendere un prof poco corretto. E mica mi pagano per star qui …
Prendo la mia roba e la riverso di nuovo in borsa. Metto la giacca, la sciarpa, avviso la mia amica che tra poco sarò in aula studio ed esco dalla facoltà con calma.
L’aria è primaverile, anche se dicono durerà poco.
In giardino ci sono tanti studenti seduti al sole, probabilmente saranno in pausa. A giudicare dalla folla, direi che oggi ci sono molte lezioni.
Sento il cellulare vibrare in borsa, mi fermo un attimo per prenderlo. È un sms della mia amica. Sono intenta a risponderle,quando sento qualcuno urlare da lontano il mio nome.
Il mio è un nome abbastanza comune, anche troppo. Talmente tanto che quando lo sento nominare per strada, neanche mi volto a vedere se cercano me.
Questa volta invece alzo gli occhi dallo schermo del cellulare, mi guardo un attimo attorno.
C’è qualcuno seduto in una panchina che mi fa cenni di saluto. Si sta sbracciando. Lo guardo bene, lo identifico.
È un ragazzo che ho conosciuto lo scorso semestre, più piccolo di me di qualche anno. Si chiama Matteo. O forse Mattia. Nome comune anche il suo. Ho rinunciato a chiamarlo per nome dopo la terza volta che mi ha corretto. Ho rinunciato a capire se lui è Matteo oppure Matteo è l’amico inseparabile e somigliante e quindi lui è Mattia.
Ma va bene lo stesso, non complichiamoci ‘sta vita che già di per sé è troppo ingarbugliata.
Non ricordo chi parlò chi per la prima volta, so solo che era un piacere scambiare due chiacchiere con lui. Diceva che gli sarebbe piaciuto fare l’Erasmus, che conosceva i posti dove sono nata perché c’era stato molti anni prima. Invidiava il mio mare. E ci credo!
Matteo/Mattia mi ha dato l’impressione di essere diverso dai suoi coetanei con la testa tra le nuvole. Ha l’aria un po’ da sfigato, come direbbe qualcuno, ma senza dubbio molto più rassicurante e simpatica di quella della gente iPhone/iPad/iPod-munita che si vede da queste parti.
Ricambio il saluto con la mano, pensando che la cosa finisse lì.
E invece no, Mattia/Matteo abbandona il gruppo e corre verso di me.
Che entusiasmo. Io, una corsa del genere, la farei solo se avessi un treno da prendere.
Si avvicina col fiatone, mi dà un bacio sulle guance per poi dire, un istante dopo, “Scusa se mi sono permesso”. Forse, se avesse avuto un cappello in testa, se lo sarebbe tolto salutandomi.
Avrà notato che il gesto mi ha un po’ sorpresa. Gentile però a scusarsi in questo modo, non capita tutti i giorni di incontrare una persona del genere. Sorrido, gli dico che non si deve scusare.
- E allora? Come stai? Questa sessione di esami?
Eh, questa sessione. Assurda come poche, sfiancate come tutte. Lui che è ancora gggiovane qua dentro non può capire perfettamente. Gli dico che non vedo l’ora di finire, che l’università mi ha scocciata. Che arrivati alla fine, forse è normale non poterne più di esami e lezioni.
- Ma dai che hai finito! E poi sì, ci sono io a sostenerti!
Mi sfrega la mano sulla spalla. Una sorta di carezza. Un
incoraggiamento. Io solitamente odio ogni tipo di contatto fisico -che non sia la stretta di mano- con chi conosco poco. Probabilmente mi irrigidisco un po’ e lui si ritira.
Gli chiedo della sua invece, di sessione di esami. Dice che è andata bene, anzi benone. Sono contenta per lui. Ha l’aria di chi lavora sodo, di chi studia perché gli piace farlo e non perché deve. E poi, cosa potrei aspettarmi mai da chi nelle pause inganna il tempo facendo la Settimana Enigmistica?
- E adesso cosa fai?
Gli racconto della lezione annullata all’ultimo secondo. Gli dico che vado a studiare. Lui ha ancora tre ore di lezione da fare, dice che si annoia. La materia non gli piace. Non piaceva neanche a me, ora che ci penso.
- Mi ha fatto veramente piacere vederti! Spero di beccarti presto da queste parti.
E poi di nuovo addosso, per chiudere la conversazione così come l’ha aperta: con due baci sulle guance. Senza scusarsi, questa volta.
E poi di nuovo la carezza sulla spalla.
Questa volta non mi dà fastidio.
Matteo/Mattia ha conquistato un briciolo di fiducia da parte mia. Non capita spesso.
Mi rimane il suo sorriso in testa. Un bel souvenir di questo incontro.
Ci ha provato un po' sembra.
RispondiEliminaBacio
Quando ho letto il tuo tweet: un sorriso, il souvenir di certi incontri, ho pensato "qui gatta ci cova."
RispondiEliminaInsomma, questo Mattia/Matteo sarà più giovane di te, ma questo suo essere diverso dagli altri lo rende unico. Non che sia un'esperta di cuori, ma si direbbe che sia interessato a te! Anche fosse solo per amicizia sarebbe comunque un ragazzo con cui ti senti a tuo agio e che ti fa sorridere!
Se lo incontrerai di nuovo e ti lascerà ancora il sorriso non sarò che felice per te!
Anche tu hai riscoperto i testi di Dalla? Sono davvero unici!Quale hai sbirciato la scorsa mattina?
Ieri ho visto il concerto in suo onore a Bologna. Davvero bello!
Ti abbraccio Chiara!
E' bello trovare delle persone che ti lasciano delle belle sensazioni...Ultimamente, almeno per me, è una rarità!!! E come te odio il contatto fisico con persone con cui non ho una certa confidenza...Ma mi sembra che sia andata bene...
RispondiEliminaMah, due (quattro) baci sulle guance e due (due) carezze sulle spalle non fanno primavera.
RispondiEliminaPerò se la sua gentilezza, il suo fare pacato da persona adulta, il suo sorriso, ti hanno allietato la giornata è già una cosa bella.
Se ogni mattina sulla nostra strada trovassimo persone che seminano baci innocenti e sorrisi e un parlare composto, avremmo il sole dentro per 365 giorni all'anno.
Ciao, qui è il terzo giorno di sole consecutivo e il giardino mi aspetta.
mmmh, che bello accoccolarsi sotto la coperta delle attenzioni di qualcuno... se poi non è un qualcuno qualunque! ;)
RispondiEliminammm :) gatta ci cova'???:)
RispondiEliminabè ... direi che a lui tu piaci. E la tua reazione alle sue dimostrazioni di affetto dicono che tra voi esiste una certa compatibilità chimica. Di più ... preferiscono non dire.
RispondiEliminaPerò non sottovalutare un abbraccio se ti dà conforto e piacere. Gli abbracci non sono tutti uguali!
Nessun abbraccio è mai uguale ad un altro!
Eliminasembra proprio un bravo ragazzo :D
RispondiEliminacome riporti tu gli eventi della vita, anche quelli quotidiani, i piccoli gesti, i mille pensieri che un po' tutti facciamo ma ben in pochi ci soffermiamo e li mettiamo nero su bianco ... beh, come te non li riporta nessuno!
RispondiEliminaSempre bravissima :)
PS
ma a parte il sorriso ... sto Matteo/Mattia TePiace? :P (non sei tenuta a rispondere XD )
Grazie! Questo tipo di commenti mi incoraggiano a scrivere sempre di più!
EliminaCerte situazioni piacevoli come quella che hai vissuto, non c'è dubbio! Riescono a trasformare una giornata no in una giornata non proprio da buttare! :)
RispondiEliminaQueste sono le cose belle della vita.. ;)
RispondiEliminaquesto mattia/matteo mi sta simpatico!! :)
RispondiEliminaMatteo/Mattia...qualcosa mi dice che ne sentiremo parlare ancora. Che belli questi gesti semplici che rendono la giornata più bella. Insomma è un tipo interessante questo ragazzo, qualunque sia il suo nome. Capisco la tua curiosità per ragazzi così, un po' strani. Uno che fa la settimana enigmistica nei momenti di pausa è veramente degno di attenzione. La settimana enigmistica poi...io non la faccio mai nemmeno d'estate, senza soluzioni non mi sento tranquilla! :)
RispondiEliminaAttendo sviluppi! :)
Un bacione
Lettori maliziosi..... :-)
RispondiEliminaTranquilli, non c'è niente di "strano" sotto!
Ciao Chiara, che piacere è stato leggere questo tuo post!Hai proprio ragione, è bello sapere e vedere che certi tipi di persone non sono cadute in disuso come il cilindro che queste figure indossavano un tempo! :) Ricordi da serbare e da cui attingere quando si incontrano "elementi meno a modo"!
RispondiEliminaUn abbraccio e a presto
Laura
Bello :-)
RispondiEliminaÈ vero questo marzo sta volando. È già l'11 e mi sembra iniziato ieri. Sarà che è pieno di feste e di eventi importanti, ma va veloce. Che bello un lieto evento in famiglia! :)
RispondiEliminaTi sorprenderà sapere che non voglio più la neve nemmeno io, a marzo ormai è brutta, acquosa e inutile, quindi continuasse pure a piovere. Sembra novembre oggi. Ah, questo tempo!
La sera della festa delle donne sono stata tranquillamente a casa, beccandomi pure qualche insulto, perché tutte le donne di tutte le età del mio paese avevano organizzato una serata "fantastica". Sì, certo. Ovvio.
Anche a te piace Vagina, che bello!
La voglio anch'io una famiglia bella, normale, unita il più possibile. Una vita normale sembra così difficile da costruire, eppure penso che la mia piena felicità sia solo lì in una normalità che voglio conquistarmi.
p.s. Lettori maliziosi? Ahahah...Non è che sei stata tu, Chiaretta, a indurci alla malizia?!?!?! :D
Mi hai fatto tornare indietro di quarant'anni, quando andavo all'Università!
RispondiEliminaCara Chiara,
RispondiEliminaperdonami il ritardo, ma ho avuto una settimana orribile!
Come stai?
Hai ancora tra le orecchie la melodia di Piazza Grande? :)
Sai che non sapevo che avessi mezza famiglia in Argentina? Davvero mi sono persa questo dettaglio! Credo la felicità delle tue cugine a vedere la nomina del Papa! :)
Ti abbraccio
Mi piacerebbe aver visto la corsa che ha fatto per arrivare da te. Un entusiasmo simile non andrebbe lasciato andare... ;-)
RispondiEliminase passi da me ho una cosetta per te :)
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