Come tutti sappiamo, la partita di ieri non è finita bene per l’Italia. Critiche ovunque, malcontento generale. C’è, per fortuna, chi riconosce l’impegno della Nazionale e afferma serenamente che è stato fatto il possibile, che vincere una squadra fortissima come la Spagna era un’impresa quasi impossibile.
Personalmente, non ho seguito molto le partite. Nel senso che non ho organizzato ritrovi con tanto di pizza e birra, bandiere dell’Italia, trucco tricolore e annessa parrucca riccia in testa. Quando l’Italia giocava la sua prima partita, io ero a macinare chilometri a piedi in tuta, godendomi il silenzio inusuale di questa caotica città. Non sentivo neanche le urla di esultanza o di disapprovazione, causa cuffie alle orecchie.
Ho guardato poco anche le partite successive. Un’occhiata distratta, per intenderci. Oppure una pura presenza fisica davanti al piccolo schermo di casa o a quello grande delle nostre piazze.
Ho sentito bene le feste post partita però. Mi sono sorbita caroselli di macchine, moto e biciclette, gente festosa e frizzante fino all’una (e oltre) di notte. Sono andata a dormire con i tappi alle orecchie e le finestre chiuse perché va bene esultare, ma la sveglia, la mattina dopo, suona anche se l’Italia vince il Mondiale dieci volte di seguito. E non pensate che io sia diventata acida.
Ieri sera però la partita era da guardare (ma non ditemi che ho portato male. Pare che ci abbia già pensato Monti). Non bastava presenza fisica, serviva una concentrazione superiore al normale (e non solo per individuare i calciatori più carini in campo). E quindi mi sono armata di pazienza, un briciolo di entusiasmo e mi sono messa davanti la tv. Inno, mano al cuore, ho canticchiato anche. E poi il fischio di inizio, un goal della Spagna dietro l’altro, infortuni vari, imprecazioni dei vicini di casa.
Mentre guardavo quei gran pezzi di ragazzi inseguire quel pallone, pensavo al deserto per strada. Pensavo ai miei amici,sparsi per l’Italia, a mio fratello, al tipo bono con la barba che vedo ogni santo giorno in aula studio, alle portinaie dell’università, al cassiere siciliano del Conad, ad una mia conoscente in Erasmus in Spagna. Me li immaginavo tutti davanti ad uno schermo, a fare esattamente quello che stavo facendo io.
Poi si sa, l’esito non è stato dei migliori. E la cosa più triste sapete qual è?
E’ vedere scomparire poco alla volta le bandiere dai balconi italiani.
Compresa quella che avevano appeso al terrazzo i miei vicini africani.
Compresa quella che avevano appeso al terrazzo i miei vicini africani.
Hai ragione Chiara, la tristezza che giunge dopo una sconfitta mette davvero molta malinconia, ma arrivare in finale penso sia stato un grandissimo risultato. Tanto di cappello a tutta la squadra.
RispondiEliminaUn abbraccio
Anche io non ho seguito tanto le partite, a me più che gli Europei piacciono i Mondiali - quelli si che li seguo tutti!!- ho visto quelle con l'Inghilterra e la Germania. L'ultima partita ho visto il primo tempo ed il secondo l'ho ascoltato in macchina in viaggio verso casa...comunque non ci credevo,già tanto che siamo riusciti ad arrivare dove siamo arrivati, sono stati bravissimi così!!
RispondiEliminaE' triste però pensare che ci ricordiamo del nostro orgoglio patriottico solo quando gioca la nazionale di calcio....ed ora che cominceranno le Olimpiadi e ci saranno tanti atleti italiani che davvero si fanno il mazzo ogni santo giorno per ottenere grandi risultati, li sosterremo come sosteniamo i calciatori?Se qualcuno di loro vincerà (e lo spero proprio tanto)ci ricorderemo che siamo orgogliosi di essere italiani????????
Un saluto
Letizia
che brutta fine però questi europei :(
RispondiEliminaAnche io mentre la guardavo pensavo al fatto che stesse facendo la medesima cosa gente da tutta Italia e non solo!
RispondiEliminaL'epilogo, purtroppo, non è stato dei migliori :(
Eh sì, quando gioca l'Italia è come se un Paese si fermasse col fiato sospeso a guardare un pallone, tutti insieme, almeno per una volta ogni due anni succede davvero. Un po' poco.
RispondiEliminaè la magia del pallone...
RispondiEliminaio ci speravo in una notte di feste e caroselli, ma la speranza è durata solo un quarto d'ora!
Queste sono tra le riflessioni più belle che ho letto post-Mondiali :)
RispondiEliminaE anche io vorrei tanto andare a Campovolo, sì. Dev'essere uno spettacolo splendido!
Finiti gli esami?
Aaaah Chiara, scusami, mi era sfuggito un tuo commento che, non so per quale ragione, era finito tra quelli da moderare di cui non mi curo mai :) A proposito del gruppo di spagnolo su fb, non so se ti ricordi!
RispondiEliminaOvviamente anche il nostro gruppo è privato, accesso solo agli studenti, inoltre esiste da fine maggio, quindi capirai quante cose ci possano essere scritte! E guarda, ti garantisco che non c'erano nemmeno l'ombra di un insulto. Il fatto è che nella nostra facoltà, i prof di spagnolo sono tra i più tremendi, lo sanno tutti...ma questo non vuol certo dire che siamo così scemi da scriverlo su fb, dai! Ci sono cose che, come dici tu, si dicono tra i corridoi!
Lui ha interpretato come un insulto una domanda di una ragazza che chiedeva "com'è il prof. X all'orale?" ai ragazzi del 3 anno. Per me questa è una richiesta di informazioni, non una mancanza di rispetto...no?
Rimane il fatto che io, in ogni caso, non ho mai scritto e continuerò così :)
Beh, si. Poi ci sono i prof con le manie di onnipotenza che interpretano sempre male o capiscono quello che vogliono.
EliminaContinua così tu! :)