"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

lunedì 18 giugno 2012

Lei, signora, mi ricorda mia nonna

Sabato sera di metà giugno. Sono da poco passate le nove. Io sono quasi pronta per uscire, la casa profuma della meravigliosa pizza che ha fatto B.: c’è quell’odore misto di forno, di buono e di peperoni gialli.
Al Tg hanno parlato di Scipione, questo maledetto che porterà tanta afa e temperature africane. Lo temiamo tutti noi poveri studenti fuori sede, stipati in minuscole case poco areate, pronti sempre a riporre tutte le speranze di questo mondo nel nostro amato e poco efficiente ventilatore.

Mi sono vestita di bianco e di nero, truccata come Clio comanda. Un velo del rossetto di Dior che mi hanno regalato per il compleanno, l’essenziale in borsa e sono pronta per uscire.
B. mi ferma. Già che ci sei, butta la carta. Il bidone è pieno. Prendo il sacco ed esco.

Fuori non c’è anima viva, il resto del mondo si starà preparando ad una notte brava. È strano sentire tutto questo silenzio, accorgersi dell’assenza delle macchine parcheggiate. È surreale.
Arrivo ai cassonetti della differenziata, apro quello blu e butto giù tutta quella carta accumulata nei giorni.
C’è una vecchietta vicino a me,non mi ero accorta di lei.
E lei, a quanto pare, non si era accorta di me.

Con l’accento tipico di queste parti, mi rivolge la parola.
Oh non l’avevo vista, sembra spuntata dal nulla. Ma com’è carina lei, ha un viso così dolce! Ma pensa un po’”.
Le sorrido, le dico che neanche io l’avevo vista. Accetto volentieri i suoi complimenti; vorrei farli anche io a lei, per quanto è carina. E’ piccola, non mi arriva neanche alla spalla. Ha addosso dei vestiti chiari che sembrano far pendant con i suoi capelli bianchi. Gli occhi piccoli e pieni di luce; buoni come solo chi ha vissuto bene può averli. Il volto pieno di rughe che la rendono ancora più dolce. Al collo ha una catenina dorata, ma non si vede il ciondolo. Scommetto che è un piccolo crocefisso.

Mi chiede se abito da queste parti, non mi ha mai visto prima d’ora. Sì, abito proprio dietro l’angolo, non mi ha mai visto perché sto qui da poco, sono una studentessa e vengo da lontano.
Il suo modo di parlare è gentile e caloroso, sembra conoscermi da una vita. Ha voglia di chiacchierare e, come qualsiasi buona donna anziana che si rispetti, mi racconta di figli e di nipoti. Quando parla di loro i suoi occhi si fanno ancora più dolci. Deve amarli proprio tanto.

Mi dice che studiare è importante, che la strada è lunga e faticosa, ma che se una è brava prima o poi riesce ad avere successo. Mi sembra mia nonna, ma sono un po’ restia a confidare questa cosa così intima ad una sconosciuta. Dice le cose che avrebbe detto lei, con quel tono di voce pacato.
All’improvviso mi esce dal cuore, la interrompo.
Lei, signora, mi ricorda mia nonna.

Sembra essere contenta di questa cosa. Mi chiede come sta, le dico che mi ha lasciato un anno fa e che certe volte mi sento sola, che mi manca. Credo di non aver confessato mai questa cosa neanche ai miei amici più stretti. Non mi confido facilmente, io.

Dice che certe volte prega il Signore che la porti lì dov’è suo marito, morto anche lui meno di un anno fa. Però poi pensa ai suoi nipoti, pensa che potrebbero sentire la sua mancanza e allora scaccia via questo pensiero dalla sua testa.
Ha gli occhi lucidi, agli angoli vedo una lacrima. Si è commossa, mi dispiace. Non glielo faccio notare, non voglio metterla in imbarazzo.

Ho il cellulare in mano, squilla all’improvviso. È la mia amica che mi sta aspettando ed io sono in ritardo. Lei se ne accorge, mi dice di andare. La saluto, mi ha fatto piacere incontrarla. Le poggio delicatamente una mano sulla spalla, mi viene spontaneo fare così.
Ma che carina che è lei, mi è spuntata davanti così all’improvviso. Lo ripete ancora quasi incredula.

Mentre cammino a passo svelto raccomando la signora gentile a quel Dio in cui tanto crede.
Che la faccia rimanere su questa terra ancora per molto.
Per lei, per i suoi nipoti, per i suoi figli.
E un po’ anche per me.


15 commenti:

  1. Bellissimo questo post. Io ho perso tutti i nonni e sento un vuoto grande e anche io di solito non confido queste cose.
    Certi incontri vanno proprio ricordati :)

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  2. i nonni sono qualcosa di magico......ero molto affezionata ad una nonna che vive con noi... purtroppo morì quando ero al liceo... il suo ricordo mi stringe ancora il cuore

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  3. che dolce questo post Chiaretta, mi ha intenerito il cuore!!!
    Buona settimana

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  4. Nei momenti più impensati si fanno incontri davvero speciali!

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  5. Non ho avuto la fortuna di avere dei nonni presenti, però mi sarebbe proprio piaciuto.
    Un incontro proprio speciale. :)

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  6. Un incontro che ha riservato una piacevole sorpresa!:)

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  7. Un incontro bello e dolce.

    Un abbraccio e buon mercoledì.

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  8. Che begli incontri ci capitano a volte, così, per caso...

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  9. Chiara dopo questo dolcissimo racconto devi assolutamente esserci anche tu. Non puoi mancare alla mia prossima iniziativa. Ti aspetto. Un bacio

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  10. Un pò ti invidio per i bei ricordi che hai di tua nonna. Purtroppo, nel mio caso, della mia nonna posso ricordare solo le sue numerose e colpevoli assenze che perdurano ancora oggi.

    :(

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  11. Che bell'incontro, Chiara...Inaspettato, però ti ha portato tanta gioia e soprattutto tanti bei pensieri! Devi essere una bella persona, sai?
    Ti mando un saluto, sperando in un pò di fresco! (ne so qualcosa di case piccine con ventilatori un pò strani!)

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  12. ciao cara :) passo di qui per invitarti al giveaway sul mio blog :
    ) spero parteciperai :)

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  13. I nonni. I nonni sono... come si fa a descriverli? Io ho perso i miei troppo presto. Il nonno materno quando avevo solo un anno. E' rimasta con me la nonna paterna... e, brutto a dirsi, non abbiamo mai legato così tanto. Il rapporto speciale ce l'avevo con la nonna materna, che ci ha lasciati quando io avevo soltanto 10 anni, e con il nonno paterno, volato in cielo quando avevo 18 anni. E' come se mi sentissi un po' persa senza di loro... senza la loro guida. Penso spesso a quelle due figure, a quanto mi hanno voluto bene. L'altro ieri era l'anniversario della morte di mio nonno e per un po' ho pianto... da sola, in camera mia. E poi ho fatto quello che mi viene più naturale, ho scritto.
    Comunque volevo dirti che questo è uno dei post più belli che tu abbia mai scritto... e non ho ancora smesso di emozionarmi!

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  14. Che bel post, Chiara! I nonni sono angeli che guidano le nostre vite: ci sono sempre per noi, prima in carne ed ossa, per guidare i nostri passi, raccontarci fiabe e viziarci scandalosamente, poi rimangono con noi, nei nostri ricordi e nei nostri cuori. E ogni tanto, se proprio ci sentiamo soli, trovano il modo di farci sentire la loro vicinanza, mandandoci una signora accanto al cassonetto dei rifiuti.
    Un abbraccio!

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