"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

lunedì 19 marzo 2012

"Lettera a ...." Ventuno novembre duemilaundici

E’ lunedì mattina e tu mi hai chiamato. Me l’aspettavo questa telefonata. Nel finesettimana raramente chiami, forse non puoi. Quando sei al lavoro, al sicuro nel tuo ufficio, allora sì che puoi. Come puoi in macchina, quando dal lavoro vai a casa.

Mi hai chiesto cosa faccio, come sono andate quelle analisi. Tutto ok, devo stare solo un po’ calma e controllare la pressione quando fa freddo.
Stasera parto.

Stasera hai da fare, hai un impegno. Non lo dici, ma tanto l’ho capito, l’ho letto tra le righe: non puoi accompagnarmi tu. Io lo sapevo già, senza che tu mi dicessi niente. Mi sono organizzata in altro modo, già da tempo. Lo so, non c’è bisogno di parole.
Quando si tratta di me, di noi, c’è subito un impegno precedentemente preso che ostacola tutto. Non mi meraviglio, sono abituata.

Senti il mio silenzio, te ne accorgi e non dici niente. Stai qualche attimo in silenzio anche tu. Ormai sono i nostri silenzi a parlare, è quando stiamo zitti che ci diciamo tutto. E non sai quanto fa male.
Dici che comunque ci pensi tu a quel fatto lì che forse è meglio approfondire.
Gentile da parte tua. E’ il tuo modo di dimostrare attenzioni nei miei confronti.
Ma devo proprio star male per essere presa in considerazione?

Non erano queste le attenzioni che desideravo da te. Volevo che mi stessi vicino sempre, normalmente.
Però dai, va bene anche così.

Chiudo la conversazione. Ci siamo detti quello che pensiamo sia tutto.
Sono sola in casa, per fortuna.
Mi siedo alla mia scrivania e mi dico di essere forte, di non piangere. Ma non ce la posso fare. qualche lacrima scende giù. I singhiozzi no, non ne vale la pena.

Quando succede questo, d’istinto avvicino il braccio destro al fianco sinistro e faccio lo stesso con l’altro braccio. Non me ne accorgo, ma involontariamente mi abbraccio da sola.

Chiara, scrivi che ti fa bene”. E’ la mia vocina interiore che parla, mi dà il consiglio giusto, al momento giusto.
Menomale che c'è lei.

10 commenti:

  1. In fondo siamo le persone più importanti per noi stesse ed abbracciarci viene naturale.

    Bacio

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  2. Allora ti Abbraccio forte forte...

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  3. Le delusioni fanno più male quando partono da chi non dovrebbe deluderti, anzi da chi dovrebbe starti sempre affianco, non se stai male e basta...
    Abbi cura di te, sempre, e non mandare mai a quel paese la voce interiore. Delle volte, la cura è semplicemente volersi bene...
    Un abbraccio!

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  4. Chiara, mi hai commosso anche tu. Uno pari.
    Mi dispiace tanto che a volte le situazioni sono così difficili e complicate, così quasi senza senso.
    Un abbraccio super fortissimo! :)

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  5. "Non me ne accorgo, ma involontariamente mi abbraccio da sola." sei riuscita ad emozionarmi di brutto!!!! :) scrivi scrivi che non fai bene solo a te stessa... fai bene anche a chi ti legge!!! :)

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  6. Già...è sempre un bene la scrittura...Ti abbraccio

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  7. Accidenti, mi hai commossa! :)
    E' vero, scrivere fa bene, si dice tutto quello che non si potrebbe dire a parole..continua!

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  8. Auto abbracciarsi a volte è il primo passo per iniziare a volersi bene. Il secondo consiste nel far pulizia ed eliminare dalle nostre vite le persone che sono più intralcio che non gioia.

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  9. Quanto dolore sento...
    Ti abbraccio!
    :-)

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