"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

lunedì 28 novembre 2011

Lettera a ... (1)

Ho deciso di pubblicare qui una serie di “lettere”, se così si possono definire, indirizzate ad una persona in particolare, importante nella mia vita. Si tratta di lettere scritte di getto che raramente rileggo. Lettere che non sono mai arrivate al destinatario, un po’ per mia volontà, un po’ perché ancora oggi credo sia inutile.
Le pubblico, non so neanche io perché. Non so neanche fin quando, se lo farò con cadenza periodica o meno. Non vi chiedo neanche di commentarle, potete benissimo ignorarle.
Insomma, per adesso sono qui, senza un perché.

Riesco a strapparti un appuntamento, per un’occasione neanche bella. Io però mi faccio bella per vederti, perché in fondo avresti dovuto essere anche tu l’uomo della mia vita, prima del principe azzurro che tutte le donne sognano. E invece non serve a niente, non ti accorgi di niente. O fai finta di non accorgerti di niente. O non puoi, non te ne danno il tempo. Ti tirano, ti prendono per mano, ti hanno rapito ormai. Un rapimento senza richiesta di riscatto, almeno per ora. Magari un giorno lo chiederanno davvero. Penso all’assurdo ormai, perché tutto questo è diventato assurdo.
Vivo di quel minuto di conversazione al giorno. Vivo dell’attimo in cui il cellulare si illumina e compare il tuo nome. Ne gioisco in silenzio. Altre volte mi innervosisco. Perché devo accontentarmi di questo? Quante cose vorrei raccontarti, come facevo quando ero più piccola, durante quelle domeniche d’inverno, a fare chilometri in macchina. E invece non posso. Perché i minuti sono contati, perché forse neanche t’importa più. Perché forse ormai ti hanno fatto capire che non devo fare più parte della tua vita. E tu chiami quasi per dovere. E non mi racconti neanche più cosa fai.
Viviamo di freddezza. Come due conoscenti che si incontrano al mattino e si salutano per cortesia.
È da tanto che lo penso. Forse te l’ho anche detto. Lo so però che parlare è ormai inutile. Per questo scrivo le cose che avrei voluto dirti, quelle che avrei voluto tu capissi.
Mi dicono di lasciare perdere, che è inutile. Io non ci riesco, non posso. E in fondo ci spero ancora. La speranza è l’ultima a morire, così dicono. Mi rimane questa per ora. E si dice anche che chi vive di speranza muore disperato. Ma lasciamoli perdere questi detti, forse è meglio.
Mi hanno detto l’ennesima cosa che avrebbe dovuto farmi male. Eppure sai, non mi ha neanche fatto effetto. È la forza dell’abitudine? Oppure è la forza, quella grande cosa che tutti mi dicono di avere. “Sei forte tu, non so come fai”. Sai quante volte me lo sono sentito dire. Dovrei essere contenta di questa cosa, della forza che gli altri dicono che ho.
Invece no, non me ne rallegro. Forse avrei preferito essere debole e rifugiarmi da te, come facevo quando ero piccola ed avevo gli incubi di notte.
Gli incubi, proprio quelli. Li ho ancora, sai? E tu sei lì. E c’è anche lei. Perché quando le grandi paure che avevi da bambina diventano realtà, non sai più cosa fare. La mattina ti svegli lo stesso, anche se di notte hai sognato cose brutte. Ti lavi lo stesso, ti vesti lo stesso, esci, fai tutto ciò che fai sempre.
Però, sai, non è la stessa cosa."

12 commenti:

  1. Avrei potuto scriverla io tanto tempo fa.

    Buon martedì!

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  2. non sono riuscita a leggerla tutta

    è troppo forte l'emozione che mi trasmette, perchè ho vissuto, credo, in parte, questi stessi momenti: l'attesa di quel minuto di conversazione, dello squillo del telefono, la consapevolezza che non significhino nulla, che non servano a nulla...

    ... mi manca l'aria... anche oggi...

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  3. sono sempre qualcosa di speciale le lettere d'amore Chiara, perchè dentro ci vorremmo mettere il meglio di noi stessi!!!
    E' bello però rileggerle ogni tanto: evocano immagini e ricordi che ci emozionano sempre...
    Attendiamo le altre allora!!!

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  4. Una lettera forte, significativa e commovente... resto in attesa delle altre! Magari tirarle fuori e condividerle può aiutarti un po'.. :-)

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  5. Non può di certo passare inosservata una lettera simile e, dal canto mio, non può essere ignorata. Il distacco è forse la peggiore delle situazioni, ti senti legata ma non per davvero. Un abbraccio forte Chiara!

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  6. @kylie: Grazie, buon martedì anche a te!

    @Valepi: Ti ringrazio già solo per il fatto di averne letta un po'. Sono cose che rimangono sempre, credo possa passare tutto il tempo possibile, ma l'aria mancherà sempre al solo pensiero. Un abbraccio

    @Luigi: Sì, sono speciali forse. Io preferisco non rileggerle. Sono parole che escono di getto e rimangono lì così come vengono.
    Buona settimana!

    @Chiaretta: Anche io credo che pubblicarle, sapere che qualcuno le può leggere, può farmi stare anche un po' meglio. Grazie!

    @Marika: Grazie Marika! Ricambio l'abbraccio!

    @Tiziana: Un bacione anche a te!

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  7. ...molti uomini semplicemente non ci meritano... e basta.

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  8. anche io ho scritto lettere che non ho mai spedito... e che poi però ho cancellato... è una bellissima idea la tua, quella di renderci partecipi di una parte di te... la più intima, la più segreta... :) buona giornata carissima Chiara!

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  9. Che bella lettera..a volte il semplice "condividere" ti toglie il peso del pensiero che quelle parole stanno solo ammuffendo in un cassetto..

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  10. è bello che condividi con noi queste emozioni :)

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