Sono andata a parlare con lui in ufficio, anche se mi ero detta che non avrei più fatto una cosa del genere.
Avevo gli occhiali da sole, forte della scusa che la luce ultimamente mi dà troppo fastidio.
Dovevo parlare con lui, invece ho parlato con l'aria. Le nostre parole sono state come due treni che viaggiano su binari diversi, che si incontrano ma non si incrociano, che passano uno accanto all’altro distrattamente, senza fermarsi.
Due anni e mezzo fa, quella sera che mai più dimenticherò, io sono rimasta ad ascoltarlo, dopo cena. Sono rimasta seduta all’angolo del tavolo di quella casa ora vuota e ancora più fredda, con lui davanti, ferma, in attesa che mi desse una notizia che già sapevo.
Mi aveva promesso che noi saremmo stati sempre al primo posto e io gli avevo creduto. Diceva che non sarebbe cambiato niente, che lui per noi ci sarebbe sempre stato.
Ho voluto credergli, gli ho dato fiducia.
Quando sei piccola, una delle prima cose che ti insegnano, quasi a mo' di cantilena è che le promesse si mantengono.
In cuor mio sapevo che non sarebbe stato così.
Ho aspettato, ho osservato, ho sentito, ho cercato di essere sempre presente, ho messo me stessa in secondo piano con tutti i miei sentimenti, le mie preoccupazioni, pur di stargli vicino, pur di capire, mandando giù ogni singola azione senza troppe complicazioni, come si fa con la medicina quando è troppo cattiva.
Ho realizzato che quel primo posto si è trasformato nel posto successivo all’ultimo.
Ci siamo salutati sotto un ponte, come dei fuggiaschi.
Un abbraccio, in silenzio.
Non c’è più tanto da dire. Certe volte penso che non valga più la pena parlare.
Sono parole buttate al vento.
Sono andata via. Ho messo il cellulare in borsa, con la vibrazione.
Era un aggeggio troppo inutile in quel momento momento.
Quando l’ho ripreso, ore dopo, ho trovato tre chiamate perse.
Erano tutte sue.
Erano una sorta di avvicinamento. Così ho sperato.
Chissà. Forse, ancora, qualcosa da dire c’è.
O forse sono io che non riesco a metabolizzare il contrario.
Chi vivrà vedrà.
Cara Chiara, credo che certe volte le parole siano inutili... perchè pravalgono i sentimenti.
RispondiEliminaDomani è un altro giorno... si vedrà...
Un bacione
è proprio vero molte volte sono le emozioni e sentimenti a prevalere e le parole non valgono niente......
RispondiEliminaun abbraccio
maira pietrincanto
facce da sapè come continua sta soap.... che me sto a ntrippà....
RispondiEliminanon so mi andava di lasciarti un commento sile burino ;) ogni tanto mi vengono questi raptus
La verità è che noi esseri umani ce ne sbattiamo delle parole... perché chi è capace solo di parlare senza dimostrare nulla ha fallito in partenza. Si parla, si parla, ma alla fine contano solo i fatti. Le promesse sono parole al vento se non trovano la via per essere messe in pratica! E noi, fragili creature bisognose di certezze, abbiamo bisogno che quelle parole non siano fiato sprecato! Abbiamo un sesto senso, noi anime sensibili, avvertiamo il pericolo meglio degli altri: sappiamo quando qualcuno parla tanto per parlare... sappiamo che nonostante qualche piccolo misero sforzo nulla cambierà. E forse è per questo che non riusciamo a crederci, nemmeno quando vediamo una chiamata persa sul cellulare. Avrebbe dovuto correre da te, con le sue gambe, non chiamarti e basta.
RispondiEliminaOvviamente io non conosco la situazione e scrivo solo per quello che sono riuscita a percepire dalle tue parole... Però io avverto in te il bisogno di un cambiamento, il bisogno che quel qualcuno faccia qualcosa di più perché ormai le parole non bastano per ricucire l'immensa ferita che continuamente si apre e si chiude.
Io sono qui, sempre, se vuoi parlare, urlare, sfogarti... sai dove trovarmi. :)
Cavo Chiara, ha ragione Bussola...eh adesso ci devi dire. Comunque, i silenzi a volte urlano più delle parole.
RispondiEliminaun abbraccio...di quelli che guariscono molti mali!!!
RispondiEliminaIo sono del parere che le cose rotte si possono riaggiustare,ma non sono più belle come una volta.
RispondiEliminaPerchè per quanto ti sforzi di nascondere la crepa quella si vedrà sempre e sarà lì a ricordarti il dolore che hai provato quando tutto si è sfasciato.
Spesso il cambiamento che cerchiamo deve venire da noi.
Un abbraccio solidale :)
Le minestre riscaldate per quanto buone non hanno più quel sapore speciale. è vero anche che due persone se vogliono, se devono stare insieme ci stanno, senza troppi se e senza troppi ma. A volte bisogna lottare, non mollare e poi chi vivrà vedrà.
RispondiEliminaUn saluto
@Zicin e Federica : Anche io credo nell'inutilità delle parole, quando però ci sono veramente dei sentimenti di fondo capaci di compensarle. Buona settimana.
RispondiElimina@Vento: Basterebbe anche una parola, detta con il cuore. E soprattutto sincera!
@Bussola e Laura: Vorrei considerarla anche io una soap... Chissà, magari col tempo ci sorriderò su!
@Giulia: Hai capito perfettamente la situazione, anche se non la conosci bene. E' la sensibilità che frega. Chissà, magari se fossimo meno sensibili, come andrebbero le cose... Grazie, sei veramente un tesoro!
@Luigi: Grazie!
@Eva: Perfettamente d'accordo con te. La metafora del vaso rende benissimo il concetto. Me lo devo mettere solo in testa.
@Marcello A: Lottare, è vero. Ma prima o poi ci si sente stanchi. Chi vivrà vedrà.