Il primo mi è stato assegnato da Giulia Giarola, una simpatica blogger, ottima scrittrice, dotata di una capacità di comprendere gli altri incredibile.L'altro mi è stato assegnato da Andrea e Filippo (se non conoscete i loro blog, andate di corsa a visitarli, vi assicuro che non ve ne pentirete!): consiste nell'elencare sette cose sul proprio conto.
Inizio subito, non so cosa ne verrà fuori!

1. Da piccola volevo a tutti i costi stirare. Un giorno (avevo sette anni), approfittando di un momento in cui il ferro era caldo e non c’era nessuno nei dintorni, lo presi in mano. Nel tentativo di stirare una maglietta, finii con lo stirare di striscio la mia pancia. Un dolore terribile. Ancora oggi ho la cicatrice sulla pancia. Una linea orizzontale, sottile e chiara. La cosa strana è che lo stesso fatto era accaduto a mia sorella anni prima, quando anche lei aveva sette anni. Ora abbiamo la stessa cicatrice, sullo stesso punto.
2. Alle scuole medie, dopo una visita, l’oculista decretò che avevo bisogno di un paio di occhiali a causa di una leggera miopia. I miei me li comprarono, ma erano orribili. Li mettevo per andare a scuola, quando entravo in classe li toglievo per poi indossarli di nuovo all’uscita di scuola. Un odio che mi è costato la perdita di ulteriori gradi. All’inizio del liceo ho risolto la questione convertendomi alle grandiose lenti a contatto.
3. Non mi sono mai giocata la scuola. Quando non avevo voglia di andarci, semplicemente lo dicevo a mia madre e lei mi faceva rimanere a casa (questo perché non era per me un vizio non andare a scuola).
4. Alla festa dei miei 18 anni, sono rimasta tutta la serata scalza. Il motivo? non sopportavo i tacchi.
5. Non ho la patente. Lo so che è incredibile. Non ho fatto in tempo a prenderla. Ho compiuto 18 anni il mese prima della maturità. Finiti gli esami, la scuola guida ha chiuso per le ferie estive. Quando la scuola guida ha riaperto, io ero già scappata nella mia città universitaria. Non mi pesa molto non verla, almeno per adesso (anche se sicuramente non rimarrò in queste condizioni per molto ancora). In compenso però sono un navigatore satellitare vivente. Conosco un casino di strade e scorciatoie e ho uno spiccato senso dell’orientamento.
6. In estate soffro d’insonnia. Mi piace però aspettare l’alba sul balcone con il mio gatto.
7. Una volta, durante una grigliata in campagna, essendo arrabbiata con mio padre, per "vendicarmi" (di cosa poi non mi ricordo) ho dato ai gatti per pranzo mezzo chilo di salsicce (quelle che dovevamo arrostire!).
Ciao Chiara! scusa se passo solo ora ma è 3 giorni che blogger mi dà problemi e faccio una fatica boia a commentare e a pubblicare! :( mi dà solo errori su errori! ma a quanto pare è un problema diffuso... comunque oggi sembra che tutto vada meglio... :P GRAZIE MILLE che gentile che sei! ^.^ grazie di cuore per le tue parole... che piacere!
RispondiEliminaAHAHAHAH
RispondiEliminabellissimo il punto 7.
e quoto tantissimo il punto 3, anch'io facevo così, e lo trovavo il metodo migliore. Mamma capiva sempre e non diceva mai nulla, alla fine ero diligente e puntiglioso, ergo non andare qualche giorno non la preoccupava.
Al punto 6 sono di nuovo d'accordo con te, anch'io spesso soffro d'insonnia d'estate.. credo sia solo il caldo però. Ma non ho un gatto con cui aspettare l'alba :(
Ciao Chiaretta e... non c'è di che per il premio. :-)
@Giulia: grazie a te, sei un tesoro!
RispondiElimina@Filippo: Se ti piacciono, ti auguro di avere presto un gatto. Sono esseri meravigliosi.