Pioveva tanto quel giorno, cadeva acqua a non finire, quella pioggia che poche ore dopo sarebbe diventata la tanto odiata neve. Io mi ero rinchiusa in biblioteca a studiare, era da mesi che non andavo lì. Avevo trovato una stanza libera in fondo, era la più fredda, ma era anche la più silenziosa. C’era solo una ragazza, ma poco dopo era andata via ed io ero rimasta sola.
Nel bel mezzo della noia, entra un ragazzo mai visto. Mi saluta e io ricambio, anche se neanche lo conosco. Torno al mio libro di procedura civile e intanto il ragazzo gira intorno agli scaffali pieni zeppi di libri. Ogni tanto ne prende uno e lo appoggia sul tavolo davanti al mio.
Dopo un po’ si siede e inizia a parlare. Parte da una domanda, mi chiede cosa studio. Lui è già laureato, ovviamente senza ancora un lavoro. Gli piace lo stesso passare del tempo in biblioteca, adora la letteratura. Poi mi chiede da dove vengo e lì si illumina. Conosce la mia città, ci è stato da poco. Gli è piaciuta e non quasi non crede che io sia proprio di lì. Allora si presenta, gli dico anche io il mio nome.
Parla a non finire, ma non annoia. È interessante, gli piacciono i libri, guarda molti film e la pensiamo uguale su tante cose. Fa anche qualche gaffe, quasi arrossisce quando vede la mia espressione interrogativa e subito dopo si giustifica dicendo che lui è uno che non riesce a trattenersi, che dice sempre tutto quello che gli viene in mente.
“Ma io e te quando usciamo insieme?”
Mi ha preso alla sprovvista.
Eccola, la mia cara amica timidezza. Mi sta abbracciando, mi avvolge tutta. È imprevedibile, come sempre. Arriva nei momenti meno opportuni e mi frena.
Io con lui non posso uscire, anche se sembra interessante.
Torno al mio libro, lui ai suoi. Mi maledico tanto, più del solito. Maledico me stessa e lei, la timidezza.
Passano i minuti, arrivano nella stanza altri ragazzi. Dopo un po’ lui va via, io quasi non me ne accorgo. Mi saluta, mi dice che piove troppo e deve tornare a casa. “Ci vediamo”, mi sorride. Ha gli occhi belli.
Un’ora dopo sono uscita anche io. Continuava a piovere tanto, avevo l’ombrello, il piumino, gli stivali per la pioggia. Ma avrei voluto liberarmi di tutte quelle cose inutili, mettermi in un angolino, a terra, a gambe incrociate sotto la pioggia.
Chissà se con la pioggia, la timidezza va via, come succede sempre con i manifesti attaccati ai muri della città.
molto bello questo post Chiara: però credo che hai fatto bene a non dare l'impressione di una che esce col primo che capita!!!
RispondiEliminacara Chiara,
RispondiEliminache tenera che sei!!!
Si, anche io credo che tu abbia fatto bene.
Sai, la timidezza ha il suo pregio.
Se son rose fioriranno...è così che si dice???
Se lo hai colpito ti cercherà ancora....
Felice fine settimana
Un bacio
Ciao Chiara, che bello questo post! Effettivamente forse Luigi e Zicin hanno ragione, inizialmente non ci avevo pensato ma e' meglio andare coi piedi di piombo. Forse se lo rivedi e ti richiede di uscire puoi proporgli di fare qualcosa in compagnia di altri amici, cosi' dovrebbe essere meno impegnativo per la tua timidezza e anche piu' sicuro.
RispondiEliminaUn abbraccio
Alice
io non sono d'accordo con i commenti precedenti...anzi, se mi fosse piaciuto e mi avesse fatto la stessa domanda io avrei risposto perchè no?
RispondiEliminabisogna osare a volte nella vita...certo se son rose fioriranno, ma magari chissà il tipo spaventato dal tuo no, non insisterà più!ma questo ovviamente non te lo auguro! ;)
E' capitata la stessa cosa a me in aula studio all'università! Inytile dirti: reazione identica alla tua!
RispondiEliminaoooooh che belle che sono queste cose!!! *.* sono arrossita leggendo!!! la timidezza gioca brutti scherzi... però se lui ti vorrà rivedere allora forse vorrà dire che non è stata di ostacolo... ma solo un incentivo per capire se quel ragazzo era sincero oppure no ;)
RispondiEliminamaledetta timidezza........che coinquilina scomoda anche del mio carattere
RispondiEliminasi la conosco bene la timidezza, anche se maschio..cmq non mollare dai, puo darsi che lo rincontri..e quando una cosa deve succedere..SUCCEDE! quindi se è destino che ci sarà qlc in piu con questo ragazzo..non ci sarà timidezza che tenga, coraggio ;)
RispondiEliminaOh mamma mia...era iniziato come un film horror con te che rimani sola in una sala buia e fredda della biblioteca e poi invece...non saprei dirti se hai fatto bene o male...magari però un caffè in un luogo molto affollato poteva anche starci...certo la timidezza non aiuta in questi casi ed io lo so troppo bene ;D
RispondiEliminaDolcissimo questo post ed emozionante,ho sempre creduto che le giornate di pioggia riservino delle belle sorprese.... ;D
RispondiEliminacomplimenti per il post e un saluto
RispondiEliminaA me è successa la stessa cosa, ma non in biblioteca. Lui mi ha lasciato il telefono di casa e io ho guardato al di là dei suoi occhi.
RispondiEliminaPer una volta ho dato un calcio alla mia timidezza e con le dita tremanti l'ho richiamato dopo qualche giorno... stiamo insieme da 20 anni.
quante emozioni... anche io ho conosciuto uno dei miei più grandi amori in biblioteca, all'università... però abbiamo iniziato pian pianino... prima intensissimi sguardi, poi le prime chiacchiere, il caffè al bar, le prime uscite... però all'inizio si stava in compagna di altri amici della biblioteca... e poi... non si sa mai!!! a volte la timidezza è un utile strumento di difesa...
RispondiEliminavedrai che se è destino vi incontrerete ancora... e se non succederà vuol dire che non era l'uomo per te... il tuo principe ti cercherà anche con la tua timidezza :D
Ho fatto bene, forse no. Me lo chiedo ancora.
RispondiEliminaGrazie per i vostri consigli, se deve succedere qualcosa, succederà.... mi sembra una buona filosofia!