"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

sabato 8 gennaio 2011

Le poste di paese

Siete mai stati ad un ufficio postale di un piccolo paese che conta poche migliaia di abitanti?
Quando sono a casa dai miei, per evitare le interminabili code della posta più vicina, preferisco andare in un altro ufficio che si trova in un paese lontano pochi chilometri: lì ho come l’impressione di fare prima.

Ci sono andata qualche giorno prima del rientro. È un ufficio grande quanto uno stanzino, con un unico sportello e con un solo funzionario. Non esiste la famosa linea gialla salva privacy e aggiungerei che anche se ci fosse lo spazio per farla, lì dentro avrebbe l'unica funzione di colorare un po' l'ambiente.
Sono andata verso metà mattina: prima di me c’erano solo cinque persone. Ho trovato un angolo libero per attendere in piedi (visto che i posti a sedere erano tutti occupati) e da lì mi sono gustata un sacco di scene curiose, arrivando alla conclusione che tra quelle quattro mura la gente non sa neanche cosa sia la privacy.

Le operazioni postali (di qualsiasi genere) praticamente erano qualcosa di collettivo. Inutile dire che in quel paesino tutti conoscono tutti ed è proprio questa la causa dell’assenza totale della riservatezza.
So, ad esempio, che la coppia di ragazzi che era in fila prima di me, partirà presto per un viaggio di piacere all’estero, so quanto hanno versato sul loro conto, so da quale aeroporto partiranno e quanti giorni staranno via. Del signore anziano so quanto ha preso questo mese di pensione, mentre so che la signora bassa ha un figlio che abita lontano che non è tornato a casa per le festa e proprio per questo riceverà a giorni un pacco (a quanto pare pesante) pieno di cose belle.
Ho saputo tutte queste cose di gente della quale non conosco neanche il nome semplicemente stando nel mio angolino, tutto sommato non vicinissimo allo sportello.

Ho fatto la mia operazione, cercando di evitare di far sapere ai presenti i dettagli, tenendo il volume della voce, a differenza degli altri, moderato.
Poi quando ho finito, sono uscita con l’aria semi perplessa e un grande punto interrogativo in testa.

Vi è mai capitata una cosa simile?

11 commenti:

  1. Eh Eh!!!
    In un piccolo paese tutti sanno tutto, ma non sempre è piacevole... credo che un minimo di riservatezza sia indispensabile.
    Un abbraccio

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  2. Succede. Anche a me è già successo. Ma non solo in un piccolo paese, perchè a seconda di chi c'è al di là dello sportello non c'è linea gialla o vetro che tenga: ti chiede di ripetere, urlando, ciò che devi fare.
    Buona giornata

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  3. Si, mi è capitato, e anche spesso! Vivo in un paesino piccolo con una piccola Posta. E nessuno che si fa i cavoli propri ;) però è bello osservare ogni tanto quei gesti che sembrano così scontati... :) un pizzico di pettegolezzo va sempre bene, da prendere con moderazione però! :P

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  4. Aggiungi l'unica impiegata incapace a svolgere qualsiasi cosa più complicata del pagamento di un bollettino, che quando vede più di tre o quattro persone incastra i bollettini nella macchina così ha la scusa per smettere di lavorare, e la cui risposta più frequente è "e che lo devi fare proprio adesso??"... e avrai l'esatta riproduzione della posta del mio paesello... io non ci vado mai, sarebbe solo tempo sprecato! :)

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  5. Si, prima lavoravo in un piccolo paesino dove l'ufficio postale è molto simile a quello che hai descritto tu e mi è capitato di curiosare, non volendo, nelle vite degli altri, è pazzesco!

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  6. Si che bello! Guarda, in questi ultimi tempi la città mi sta sulle scatole. Adoro Bologna, mi ha dato tanto ma ogni volta che vado in posta o in un ufficio comunale penso come è molto più agevole la situazione giù al mio paesello: mi serve un documento ed in un minuto lo fo perchè nn c'è la baraonda che c'è in città....per la privacy si sa, il paese è piccolo la gente mormora, un pò me ne sono andata anche per quello da giù, ma pazienza, si sa che è così, basta fregarsene!! Mi lamento di Bologna ma so che sono una pazza ad andare a vivere in una megalopoli come Buenos Aires...ma sorpresona, ho trovato un quartiere che è come essere in un paese, è fantastico, un paese immerso in una città che offre "de todo" !! E già ho potuto constatare che le file alla posta o all'ufficio della motorizzazione là non sono così brutte come qui in città, anzi!! Speriamo nn mi serva niente a Buenos Aires centro...lì si che ci sarà da impazzire!!!!!!!!!
    Un salutone
    Lety

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  7. @Zicin: Ecco, un minimo serve sempre. Anche proprio un poco!

    @Chiara moltoni: In questo caso regalerei al tizio in questione un bell'apparecchio amplifon! :)

    @Giulia: Sì, effettivamente può anche essere piacevole raccogliere pezzetti delle vite altrui, anzi, solitamente mi piace. Però c'è un limite, potrebbe essere anche pericoloso far sapere, involontariamente, questo tipo di informazioni personali! :)

    @Princesse: ahaha! Simpatica la tua posta! :D

    @Martina: Spero che gli altri non abbiano curiosato anche sulla tua di vita!

    @Letizia: Che bello quando parli di Buenos Aires!!! :)))

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  8. io ho vissuto i miei primi 18 anni in un paese di 20.000 abitanti circa, quindi conosco benissimo la sensazione dell'assenza di privacy, soprattutto perché, anche a voler fare le cose con estrema riservatezza, becchi sempre qualcuno che ti conosce e che inizia a farti domande su come sta tua madre dopo la caduta, e tuo padre col nuovo capo, e tua sorella col fidanzato che l'ha lasciata...insomma, non c'è verso di uscirne con dignità! Però, ora che sono a Roma da tanti anni, ti confesso che un po' mi manca la solarità e la confidenza dei miei compaesani...

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  9. si mi è successo quando sono stato in vacanza in paesini molto piccoli..io sono avvantaggiato però perchè in genere ho un tono di voce non altissimo..quindi uno deve proprio mettersi con molto impegno a sentirmi :D

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  10. @turista di mestiere: Pienamente d'accordo sulla solarità! Tra città e paese se ne notano molte di differenze di questo genere...
    Tanti pro e contro!

    @Igor: Ahah! Anche io ho il tono della voce basso!

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  11. Sì, mi è capitato, ma nella sala d'attesa del dottore... beh, tutto materiale per futuri personaggi delle mie storie.
    Gustosissimo post, Chiara, complimenti!

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