Stamattina ho trovato per caso una curiosa libreria. Si trova in una stradina di passaggio, non molto grande, un po’ antica, abitata soprattutto da stranieri. In quella strada ci sono negozi di ogni tipo: ristoranti cinesi, venditori di kebab, parrucchieri africani, abbigliamento cinese, negozi di oggetti etnici. Diciamo che è una via un po’ multi etnica. Ci passo ogni tanto e do un’occhiata curiosa a tutto quello che sta intono a me.
Oggi il mio occhio curioso si è posato su una porticina minuscola e su una vetrina mezza annebbiata dalla vecchiaia. Mi sono avvicinata e ho trovato una libreria.
Dalla vetrina si vedevano diversi libri esposti in fila ordinatamente. Accanto ad ogni libro c’era un pezzetto di cartone colorato con su scritto il prezzo. Erano titoli moderni, conosciuti, ma in gran parte c’erano libri e volumetti di cui non conoscevo l’esistenza, tutti ingialliti dal tempo.
Naturalmente sono entrata. Quella libreria occupava praticamente lo spazio di uno stanzino. L’aria che si respirava era strana: un odore di incenso e di carta, misto ad umidità. C’erano libri ovunque, sistemati in scaffali alti fino al soffitto, poi, al centro, uno scaffale sul verde, anch’esso pieno zeppo di libri.
All’angolo c’era invece un bancone e lì seduto c’era un uomo, presumo il proprietario o al massimo un commesso. Aveva gli occhiali, era calvo ed era vestito piuttosto sportivo. Trafficava con un computer, un oggetto totalmente stonante con l’ambiente che aveva intorno.
Ho fatto un giretto là dentro, in realtà avrò fatto in tutto sette passi, vista la grandezza. Era un libreria di libri usati, per questo erano ingialliti. Erano tutti disposti per settori, in ordine alfabetico. C’era di tutto: fantascienza, fumetti, romanzi rosa, attualità, scienza, cucina e l’immancabile angolo dei romanzetti Harmony …
Ho sempre creduto che il libro sia un qualcosa di intimo, con cui si crea un rapporto quasi umano. Certamente un libro, a vederlo così - senza averlo letto, conosciuto, apprezzato la storia che c’è dentro – altro non è che un oggetto, un qualcosa di assolutamente materiale. Quando poi ti immergi nelle pagine e la storia che stai leggendo inizia a catturarti emotivamente, lì allora il libro non è più un oggetto. È un qualcosa di vivo che mette in moto tante sensazioni, quasi come una persona.
Vendere i propri libri è una cosa che approvo da un lato, rifiuto dall’altro. La rifiuto proprio perché spezza questo legame fisico; l’approvo perché permette di trasmetterlo.
Un libro nuovo, a differenza di uno usato, è incontaminato, è puro. Non sono passate dita tra quelle pagine, non si sono posati occhi su quelle parole, non ha suscitato emozioni particolari. Un libro già letto invece è vissuto.
Magari tra le pagine si trova qualche frase sottolineata, rimasta impressa a chi l’ha avuto tra le mani prima di noi, oppure un segno, un qualcosa che rimanda al vecchio proprietario.
Direte voi che la stessa cosa si può “verificare” leggendo un libro che magari qualcuno vi ha prestato. Io credo che non sia così, il bello sta nell’immaginare la persona che l’ha letto prima di noi, cosa l’ha spinta a venderlo, cosa ha pensato del libro.
E voi cosa ne pensate? Avete mai letto un libro usato?
[Prossimamente vi parlerò del book crossing]
si nemmeno io sono mai riuscita a vendere un libro.....anche quelli di università che non mi servivano più.....
RispondiEliminac'era una parte di me...... che aveva faticato tanto tra quelle pagine
uh, che bello questo pezzettino di vita! I libri usati mi piacciono, proprio perché hanno una storia dietro, ma al tempo stesso io non riuscirei a venderne uno... mi son sempre fermata affascinata alle bancarelle di libri usati, libri hanno una vita dentro che spesso, curiosa, vorrei conoscere...
RispondiEliminaaivoglia!!! ne ho letti e ne compro ai mercatini dell'usato: soprattutto quelli veccccccchi. E adoro quando tra i fogli trovo un biglietto scritto a mano con frasi o disegni. Ho letto da qualche parte che in un posto da qualche parte (la memoria inizia a far crac) si lasciano in giro libri su una panchina e chi li vuole li prende e ne lascia però un altro. Per quanto riguarda vendere: no non li ho mai venduti, ma prestati sì... e tante volte non sono tornati indietro :(
RispondiEliminaIo non ho l'abitudine di vendere i miei libri perchè quelli che compro sono una parte di me, nel senso che prima di comprarli mi documento su internet, leggo le opinioni, cerco di capire se mi potrebbero piacere o meno e poi finalmente vado in libreria o li oridino su internt. qundo li leggo li interiorizzo, ci ragiono, li faccio miei...ci tengo troppo ai libri mi piace impilarli nella mia enorme libreria tutti ordinati e bellissimi. Adoro leggere e rileggere, ho letto dei libri almeno 3 o 4 volte da quanto mi erano piaciuti...
RispondiEliminaPer quanto riguarda invece l'acquistare e leggere libri usati non l'ho mai fatto ma non mi disturberebbe affatto tanto che adesso sono alla ricerca di un libro che nelle librerie e nella sua stessa casa editrice non è diponibile quindi se lo trovassi anche usato mi andrebbe benissimo! :)
Mi hanno sempre affascinato i libri antichi, però per quello che hanno rappresentato più che per quello che c'è scritto dentro.
RispondiEliminaUna dedica, un appunto, una foto, o una cartolina che funge da segnalibro
Sì, ho letto libri usati, e anche libri presi in prestito in libreria, che sono usati anche loro.
RispondiEliminaPerò credo nel legame fisico tra libro e lettore, quindi mi piace comprare i libri e tenerli inb libreria, e i più belli, quelli che lasciano il segno, rileggerli. Non li presto se non a mia madre che è una divoratrice di libri.
Una volta un' insegnante mi disse: "I libri non si prestano ; o si comprano o si regalano" .... ho sempre cercato di mantener fede alle sue parole,eccezion fatta per i libri della biblioteca che considero "sacri" proprio perchè di "utile dominio pubblico".
RispondiEliminaBaciotti
Chiara quando vuoi passa da me a ritirare un premio che ti ho assegnato. Baci, Heidi
RispondiEliminaHo sempre pensato che i libri siano in grado di legare le persone.
RispondiEliminaE posso renderne testimonianza.
C'è una magia che va al di là di qualsiasi altra cosa.
p.s.: bellissimo post!
@Bussola: Io vendevo quelli di scuola, un po' perchè ero obbligata da mia madre (troppi libri di scuola in casa, ci sono anche i suoi!) un po' perchè con quello che "guadagnavo" compravo i nuovi...
RispondiEliminaMa con quelli avevo uno scarso attaccamento. Dopo la maturità ho bruciato quello di matematica... e che soddisfazione! Sembravo indemoniata..
@Madis: Grazie!!! Mi piacerebbe anche fare un giretto tra bancarelle di libri usati... Devo trovare un mercatino! :)
@Angela: Sob sob... Anche io ho prestato alcuni libri che non ho più rivisto! :(
@Martina: Mi sono ritrovata nel tuo commento! Anche io prima di comprare un libro spesso e volentieri mi documento per bene su internet! :)
@Ruz: I libri con su la dedica sono fantastici!! *.*
RispondiElimina@Temporala: Io invece raramente prendo in prestito libri in biblioteca (a parte quelli che mi servono per l'università!), devo iniziare a prendere quest'abitudine! :)
@Clau: Eheh, la tua insegnante aveva ragione!
@Heidi: Ancora grazie!! Presto posterò le mie dieci cose!
@Allegra: Grazie!! Magia, ecco come si chiama! :)
Anche io sono molto restio nel vendere i libri. Preferisco conservarli e sfogliarli di tanto in tanto, quando ne ho voglia.
RispondiEliminaMi piace scoprire se quelle pagine segnate, quelle frasi sottolineate mi provocano ancora le stesse emozioni di un tempo, gli stessi turbamenti.
"Un libro in fondo è come uno specchio, riflette ciò che abbiamo dentro."
( L'ombra del vento, Carlos Ruiz Zafòn)
Un abbraccio :)
Bellissima questa frase!!
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