"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

giovedì 16 settembre 2010

Il cellulare - parte1

Il mio primo approccio con un telefono cellulare è stato all’età di dieci anni. Frequentavo la quinta elementare e la scuola aveva organizzato una gita di tre giorni a Napoli e dintorni. In quell’occasione, i miei mi diedero un cellulare, uno di quelli grandi quanto un citofono (se ne ritrovo uno, lo metto in bella vista su qualche mobile come pezzo vintage), nero, con l’antenna che puntualmente mordicchiavo (chissà quanti germi ho preso) e con le uniche due funzioni tipiche del cellulare: le chiamate e i messaggi.
La sera prima della partenza, mia madre si sedette con me sulla poltrona e mi mise davanti questo grande apparecchio. Iniziò ad insegnarmi che, digitato il numero sulla grande tastiera (la rubrica cos’era? Chi sapeva come funzionasse?) bisognava premere il verde per chiamare, il rosso per spegnere la telefonata. Mi insegnò anche a caricarlo e mi fece ripetere le operazioni varie volte per vedere se avevo capito come funzionasse.
Quindi partii con quell’aggeggio stipato come un tesoro prezioso in una tasca sicura dello zaino. Me lo fecero portare perché così potevano contattarmi quando volevano, per stare più tranquilli insomma.
L’unico neo della questione è che loro stavano tranquilli, io ero agitata. Se lo perdevo cosa facevo? Mica costavano venti euro i cellulari di allora …
Alla fine andò tutto bene, riportai il citofono … ehm, il cellulare… a casa sano e salvo.
Tanto per intenderci, lo ruppi in un’altra occasione, accidentalmente e non vi dico la tragedia che fu.
Quella fu la prima volta che ebbi in mano un cellulare.

Qualche Natale dopo, mio padre me ne regalò uno. Andava di moda, lo avevano tutti ed effettivamente aveva un che di utilità: mamma e papà ti controllavano tranquillamente quando uscivi.
Gli sms erano qualcosa di raro, se ne mandavano pochissimi all’epoca, costavano un botto e perciò non si poteva mica fare il botta e risposta che si fa oggi, anche solo per consumare i cento messaggi gratis al giorno.
Insomma, i primi tempi usavo poco il cellulare, anche perché non avevo grandi necessità di sentire il mondo a qualunque ora, in qualunque occasione.

Gli anni passano e uscire senza cellulare diventa una cosa impensabile. Prima di mettere il naso fuori casa bisogna accertarsi di averlo in borsa, altrimenti non si esce. Ma non per chissà quale motivo, semplicemente perché “se non rispondi, succede la tragedia”.
Se dieci anni fa mi comprarono il cellulare per stare più tranquilli, adesso questo aggeggio è diventato un mezzo capace di mettere ansia se al sesto squillo non si riceve nessuna risposta. E non sono così solo i genitori, non è questione di essere mammoni. Anche gli amici e i fidanzati lo fanno. Se passa più tempo del solito dal momento in cui ti arriva il messaggio al momento in cui rispondi, loro vanno in tilt, si preoccupano (effettivamente a volte succede anche a me, ma io sono un tantino più moderata).

Senza contare i grandissimi progressi che la tecnologia dei cellulari ha fatto negli ultimi anni. Il design che migliora, i modelli disponibili in vari colori, le suonerie da cambiare, le emoticon, i loghi, i giochi.
E poi il display a colori, la fotocamera, il touch screen, internet, il bluetooth (e qui mi fermo, sono le funzioni che conosco).

Il cellulare ha cambiato molto il nostro modo di vivere. Alimenta gelosie, a volte tranquillizza, altre mette un’immane ansia. Si scoprono doppie vite, tradimenti, nascono amicizie, muoiono rapporti sociali.

E poi vogliamo parlare delle figuracce che si fanno tramite cellulare?
... Mh, forse è meglio dedicare un intero post a quest'ultime!

8 commenti:

  1. in effetti il cellulare ha cambiato le nostre vite, e in tantissimi anni si è evoluto in maniera incredibile. Ricordo anche io il primo "citofono"..che tra l'altro ho conservato come una reliquia, perchè quel cellulare ha "vissuto" un mio grande e mai dimenticato amore di allora, con quei suoi sms..gli squilli..che dolci ricordi. poi è diventato fotocamera soprattutto, e ora col mio iphone(che magari costasse 20 euro!) mi tiene collegato in rete anche quando sono fuori. Ho quasi nostalgia di prima, quando tornavi a casa ed era piacevole trovare mail, commenti su facebook, sul blog..ora invece si sa tutto subito :) ma come si evolvono le cose..fra un po i cellulari sostituiranno bancomat, carte di credito..e lo useremo quindi per pagare la spesa al supermercato anche ;) però il cellulare ti dà la sensazione di essere sempre connesso col mondo, di non essere mai solo..piu del pc perchè la connessione può cadere, un sito puo essere bloccato..il cellulare no, tranne in casi estremi ovviamente. Bel post :)

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  2. Il mondo avanza, la tecnologia ci invade.
    Anche io ricordo il mio primo cellulare e come tutti i primi cellulari, era un citofono nero.

    E adesso ci sono gli i-phone con la connessione a internet e chi più ne ha più ne metta...
    Io non sono un amante dei cellulari, preferisco di gran lunga i pc. Ecco si per quelli esco davvero pazzo :)
    In ogni caso questi piccoli "attrezzi" ( i pc, i cellulari con cui adesso puoi fare anche i panini viste le miriadi di funzioni che hanno) ci hanno cambiato la vita. Nel bene o nel male.
    Non so se si stava meglio prima o adesso.
    Di certo prima eravamo meno stressati, meno facebook dipendenti :).
    Sentivamo meno il bisogno di condividere i nostri umori, le nostre sensazioni.
    Eravamo piu isolati forse, ma anche più predisposti ai "veri" rapporti umani, più attenti a osservare le persone che ci circondavano.

    Adesso invece siamo tutti con il cellulare in mano o con un pc portatile nella borsa, anche quando non ce n è un reale motivo.
    Sempre di corsa, frenetici, connessi con il mondo ma poco attenti a cogliere le sfumature.
    Un abbraccio :)

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  3. Il cellulare è una grande invenzione ma come tutte le cose non si deve esagerare nell'uso...ci sono dei malati di tecnologia che se lo dimenticano vanno in tilt, quelli che devono avere il modello alla moda altrimenti non si sentono a loro agio, quelli che lo usano in continuazione...e tanti altri tipi...comunque a me piace usarlo, parlarci, mandare sms e ogni tanto accedere a internet tramite il cell...

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  4. eh eh... tutti si cambia ed anche il cellulare ha seguito questo inevitabile iter. Si evoluta la tecnologia, come è giusto che sia sennò non avrebbe senso la sua esistenza, è cambiato il nostro modo di comunicare, ed i pc sono diventati alla portata di "tutti", migliorando prestazioni (io avevo un commodore 16 che andava ad audiocassette!!!) e con, l'avvento di internet, ha mutato profondamente ance il nostro modo di comunicare, difficile pensare che il tutto non potesse concentrarsi in uno strumento portatile...

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  5. benché sia una 'tecnologica', ho col cellulare lo stesso rapporto che avevo col telefono di casa... lo uso il minimo indispensabile, non per chiacchierare o per mandare messaggini, solo per comunicazioni 'importanti'. A volte lo spengo per dei giorni, mi si scarica e me ne accorgo dopo una settimana... però, ormai, devo averlo sempre dietro. Sennò è il panico.... di sicuro nel momento in cui non c'è, ti serve.

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  6. tutto vero, aiuta, ma limita anche molto la privacy e la libertà... vogliamo parlare di quelli che si inca... perchè non rispondi? come se il solo fatto di averlo dovesse obbligarti ad essere sempre presente per chiunque...

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  7. Quanto hai ragione, cara Chiara!!!
    Se non abbiamo quest'aggeggio dietro, ci viene quasi da morire.
    Per non parlare quando, anche in casa, andiamo da una parte all'altra dicendo: ma dove l'ho messo???
    E trovarlo diventa indispensabile!
    Dovremmo un po' disintossicarci...

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  8. :))
    Vedo che non sono l'unica a pensarla così!! :D

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