"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

mercoledì 8 settembre 2010

Chiara allibita

Oggi sono stata mezza giornata al centro commerciale a comprare un sacco di roba che mi serve per il ritorno alla base cittadina. Dovevo anche cercare un regalo per un’amica, ma di questo vi parlerò in un altro post. I grandi corridoi e l’aerea ristoro del centro erano molto affollati, dal momento che era ora di pranzo.
Vi racconto un piccolo aneddoto legato a questa giornata e al centro commerciale: un fatto che mi ha dato da pensare e che allo stesso tempo mi ha un po’ innervosita.

Ero in giro per i corridoi quando vedo un bambino piccolo, carino, biondo, con una magliettina arancione e dei grandi occhi azzurri. Avrà avuto non più di tre anni, sapeva camminare abbastanza bene, ma vista la statura ho pensato che fosse comunque molto piccolo.
Per me è normale notare i bambini piccoli, dato che mi piacciono e che li considero delle meraviglie, mentre c’è gente che non fa una piega quando un bimbo gli passa accanto.
Il pargolo girava tranquillo, seguendo un gruppetto di gente grande, probabilmente i suoi genitori, pensavo.

Circa un’ora dopo mi ritrovo in un’altra ala del centro commerciale, immersa in un interessante discorso con la persona che si trovava con me, quando noto di nuovo il bambino. Questa volta rallento il passo, il corridoio è vuoto, lui si aggira senza una meta, con lo sguardo semi smarrito, quasi con le lacrime agli occhi. Bofonchiava un “mamma” e si portava il dito in bocca. Mi avvicino lentamente, quasi con il timore di essere scambiata per una mezza pedofila (ci sono genitori altamente sospettosi, lo sarebbero anche di una suora … ma forse un po’ di allerta non è sbagliata) e gli chiedo dove fosse la sua mamma. Lui mi guarda, non dimostra molta fiducia, si allontana un po’ e riprende a vagare.

Lì inizio ad avere una mezza certezza del fatto che quel bambino si è perso o che comunque lì non c’è nessuno con lui. Lo seguo un po’ per qualche passo, lo raggiungo e gli pongo la stessa domanda di prima. La sua reazione è la stessa. Io e la persona che era con me ci scambiamo sguardi un po’ preoccupati, pensiamo a come poterlo aiutare: mentre parliamo (e con un occhio guardiamo il bambino), un signore ci rivolge la parola da una panchina vicina. Ci dice che il bambino non si è perso, che la sua mamma è dentro un negozio di scarpe lì vicino.

Ora io mi chiedo: se io ero una male intenzionata, una pazza, una persona cattiva, una squilibrata e volevo “rapire” il bambino, cosa mi avrebbe impedito di fare ciò? Nulla dal momento che un bimbo di tre anni si aggirava DA SOLO per un centro commerciale, senza che nessuno gli desse un’occhiata.
È inutile che mi vengono a raccontare balle del tipo “tanto io ero nel negozio, lo guardavo da lontano” perché io, una perfetta sconosciuta, mi sono avvicinata ben due volte al pargolo e nessuno dei suoi familiari è venuto a riprenderselo.

Quando poi succedono le tragedie o i bambini scompaiono nel nulla, cosa facciamo? Guardiamo i telegiornali col cuore in gola, mettendoci nei panni dei poveri genitori a cui è stato sottratto il figlio.
Certamente non bisogna generalizzare, ma quello che ho visto oggi mi ha profondamente colpita. Come si può lasciare un bambino piccolo vagare per i corridoi di un centro commerciale, da solo, all’ora di pranzo? Come?

Se non si vogliono figli, perché si pensa di non avere abbastanza pazienza o di non essere in grado di prestare tutte le attenzioni che un bambino richiede, allora perché farne?
C’è gente disposta a dare amore ad un bambino, attenzioni e tutto ciò che gli occorre e magari non può averne.
Quanto è ingiusto questo mondo? Quanto si sottovalutano i pericoli di ogni giorno?
Sono allibita, senza parole. Mi auguro solo che quel bimbo cresca come si deve e che abbia accanto qualcuno capace di dargli tutte le attenzioni che merita.

10 commenti:

  1. Chiara sono allibita come te e anche un po’ incavolata. Non mi rendo conto di come possa avere ragionato quella mamma, non capisco come abbia potuto lasciare il bimbo, così piccolo, da solo. Certa gente dovrebbe prima crescere e poi fare figli!

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  2. è difficile dare una spiegazione, però, da buon avvocato del diavolo, prima di dare giudizi, mi piacerebbe anche sentire la madre di questo pargoletto

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  3. no comment!!!
    c'è gente assurda, totalmente inadeguata al ruolo di genitore!!

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  4. Condivido ogni singola parola che hai scritto.

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  5. sono allibita anche io. Mi metto nei panni del bimbo e mi vengono i brividi

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  6. @Martina: "Certa gente dovrebbe prima crescere e poi fare figli" .... Ma veramente!! C'è troppa leggerezza in giro. E non mi riferisco solo a questo episodio. C'è gente cha ha figli e non è in grado di badare a loro. Che immane tristezza

    @Ruz: Sarebbe piaciuto anche a me ascoltare lei, se non fosse stato per l'impeto di rabbia che assaliva il mio corpo ieri pomeriggio e che mi avrebbe portata ad urlarle contro qualcosa.
    Magari sbaglio anche a pensare subito male io, ma l'impressione che ho avuto è stata quella di vedere un bambino solo, in un luogo accessibile a tutti, cani e porci.
    Spero per lui che mi sia sbagliata io a pensarla in questo modo!

    @Only me: Concordo, purtroppo. Ma non sai quanta voglia ho di contraddire queste tue parole affermando il contrario.....

    @Allegra: Ti ringrazio! Vale anche per te quello che ho scritto ad Only me.
    Chissà, nel tuo futuro, per il lavoro che farai, quanti casi incontrerai...

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  7. @Angela: Ecco, volevo sentire il commento anche da una mamma!
    Vedo che la pensiamo allo stesso modo!

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  8. Non ho parole... Che gente strana che c è al mondo!

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  9. certe cose mi lasciano senza parole...e il bimbo da solo mentre la madre compra scarpe...assurdo!

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  10. @Andrea e Clau: Concordo. E' qualcosa di veramente assurdo.

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