Oggi mi ha chiamato una mia amica: era da un po’ che non la sentivo. In realtà non la sento spesso, le do solo qualche consiglio sulla scuola. Mi ha chiamato in preda al panico, causa esami di maturità. Solitamente la gente fa affidamento su me quando è agitata, faccio lo stesso effetto di un calmante. Effetto che vale per gli altri, mai per me stessa.
Sono passati ben due anni dai miei esami di maturità, ma a me sembra che siano stati praticamente ieri.
Non li ho vissuti con particolare ansia (tranne la notte prima dell’orale, da panico!), partivo già consapevole del fatto che “comunque vada sarà un successo” = “comunque vada, è finita!”. E forse questa filosofia è stata quella giusta: ha funzionato alla grande visti i risultati.
La prima prova (italiano) era quella che temevo di meno, se c’è da scrivere me la cavo sempre. Ho scelto una traccia “alternativa” nel senso che abbiamo svolto quel tema solo io e un’altra ragazza.
Sono uscita dopo non so quante ore, esausta, incapace di formulare un ulteriore pensiero o frase di senso compiuto. Faceva un caldo impressionante quel giorno, tipo 35 e più gradi.
La seconda prova consisteva in una versione di greco, non troppo difficile. Quel giorno il presidente (un ignorantone) mi ha mandato in panne con una battutaccia da quattro soldi. È questa (a volte) la nota negativa dei membri esterni: si permettono di parlare anche quando non sanno niente di te. Menomale che esistono ancora dei prof seri.
La terza prova era anche andata bene. E confesso che in matematica mi sono fatta aiutare. Io e tanti altri che versavano nelle mie stesse condizioni. Da sola non ce l’avrei mai fatta!
Ho fatto gli orali per ultima. I miei amici avevano già finito giorni prima di me. Io invece ho finito a luglio inoltrato. La sera prima degli orali ero disperata, sicura di fare una figuraccia e di non ricordarmi niente. Non è andata così. Quando è arrivato il mio turno mi sono seduta con un grande sorrisone a novantasette denti, ho firmato qualcosa (non ricordo cosa,ma sicuramente non era un contratto!) e ho iniziato a trattare il mio percorso.
Ho portato una tesina sul sogno, iniziando con la frase riportata sotto il titolo del blog. Una frase di un mangaka, scoperta per caso. Una frase bellissima.
I prof hanno iniziato a farmi domande a cui io ho risposto tranquillamente (sempre col mio grande sorriso, lo sfodero nelle occasioni peggiori), incoraggiata dagli sguardi confortanti dei miei amici.
Il colloquio è durato circa tre quarti d’ora, alla fine mi hanno detto “bene, ora te ne puoi andare al mare!” (ho la carnagione troppo chiara, a luglio stona molto!). E lì ho fatto un sospirone di sollievo, mi sono alzata, ho salutato e sono corsa fuori.
Ho trovato la mia mamma, quasi in preda al panico anche lei, intenta a camminare per il corridoio (avrà fatto dei chilometri quella mattina!) e a sventolarsi con un ventaglio. Non sapevo fosse là, aveva architettato un piano per esserci anche lei, anche se fuori la porta. L’ho abbracciata tanto, se sono andata bene è anche merito suo, è stata lei ad insegnarmi l’amore per il sapere, sin dalla tenera età.
Alla fine le ho mollato i mille libri e sono andata a festeggiare con i miei amici. Credo che non dimenticherò mai quei giorni, seppur faticosi.
Le maratone di studio, le ripetizioni di storia fino all’una di notte fatte con gli amici, sempre loro. Gli incontri tra matematici e ignoranti (io sono nella seconda categoria), gli incoraggiamenti reciproci, le pacche sulle spalle, gli abbracci alla fine di quelle torture … i vari “non so un cavolo” … tutto da ricordare, sempre e comunque! E soprattutto col sorriso sulle labbra.
Non tutti vivono o hanno vissuto la Maturità in modo positivo. Per me è stata un trauma ma allo stesso tempo una liberazione perchè desideravo ardentemente andarmene da "quella scuola" per incominciare a fare quello che volevo. Volevo prendere in mano la mia vita e non avere più professori di mezzo che ti facevano interrogazioni o compiti, magari a sorpresa, su cose che a me non interessavano e che ero convinto non avrebbero mai fatto parte del mio futuro.
RispondiEliminaCiao, leggendo il tuo post ho rivissuto anche la mia maturità fatta di sacrifici e di gioie, di delusioni e di soddisfazioni...grazie per avermi fatto ricordare un periodo che a quei tempi sembrava così complicato e invece guardandosi indietro è stato anche molto piacevole!
RispondiEliminao mamma... che ricordi quegli dell'esami di maturità.... mi ricordo che mi batteva il cuore a mille.... non volevo che mi assistesse nessuno... volevo che fosse una cosa veloce... indolore da dimenticare facilmente.... poi è andata.... ma sono passati tanti anni e la ricorda ancora con un pizzico di nostalgia...
RispondiEliminai miei esami di maturità sono da raccontare...forse ne scriverò un post!!!
RispondiEliminaanzi credo proprio che lo farò mi hai dato un ottimo spunto!;)
Io invece mi sono quasi esaurita tanto che mio padre due giorni prima dell'esame mi ha nascosto i libri per evitare che mi si fondesse il cervello, inoltre, sono stata l'ultima della mia classe ad essere interrogata perchè è stata estratta la lettera M per dare il via alle interrogazioni in ordine alfabetico ed il mio cognome...ovviamente...inizia con la L!
RispondiEliminaCome se non bastasse tutti i miei compagni sono stati interrogati entro il sabato invece il mio esame è stato rimandato al lunedì sucessivo. La domenica abbiamo festeggiato in pizzeria la fine degli esami quando io ancora dovevo darlo...
Però è stata una bellissima esperienza...
Grazie a tutti, è stato bello sapere anche le vostre esperienze! é proprio vero che gli esami di maturità (belli o brutti che siano) non si scordano mai! :)
RispondiElimina@Andrea: effettivamente in molti vedono nell'esame di maturità una liberazione! Sarà che è un passo in più verso "l'indipendenza" in un certo senso....
@Martina: Grazie a te! :)
@Bussola: Anche io non volevo nessuno all'esame! Amici a parte ovviamente! Anche se una volta seduta là a parlare non ho fatto molto caso a chi c'era e chi no! Cercavo solo lo sguardo di qualcuno, come fonte di coraggio!
@Sospesa: Aspetto un tuo post allora! :)
@Simona:Oddio che tortura! Festeggiare prima ancora di aver finito! :/
Mi sa che ha fatto bene tuo padre! :)
Ops!!!!!!!!!! Ho dimenticato una C in "successivo".
RispondiEliminaCiao
Filosofia prima materia e italiano seconda. Anche a me è andata bene...ma quanti anni sono passati... Però li ricordo ancora! :S
RispondiEliminagli esami di maturità...che esperienza!!!
RispondiEliminaTanta paura all' inizio e una volta superati sprofondi nella nostalgia degli anni passati,quelli del liceo che,belli o brutti,sono comunque indimenticabili...
Indimenticabili! L'aggettivo perfetto!
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