Il protagonista è Matteo Moretti, un quasi trentenne, con un lavoro precario neanche di suo gradimento. Guadagna 1000 euro al mese per fare qualcosa che non gli piace e che non avrebbe certo voluto fare. Il film si apre con lui nel letto a dormire, pensando a quando da piccolo gli piaceva fantasticare su cosa sarebbe diventato da grande. Immaginava di svegliarsi la mattina su un grande letto, col sottofondo della sua canzone preferita e soprattutto col bacio della sua amata. Invece niente è così: abita in una casa fatiscente con altre due persone, con un pavimento- botola e un soffitto da cui cola acqua. E soprattutto, il suo dolce risveglio non sono le note della sua canzone preferita, ma il tunz tunz della musica del suo vicino di stanza, non c’è neanche il bacio della sua ragazza, ma le urla di protesta del suo coinquilino (che dorme nel suo letto perché la sua stanza è allagata!) che alle dieci del mattino vuole ancora dormire …
“Poi sono diventato grande per davvero, e allora ho smesso di fantasticare … e soprattutto ho imparato l’unica cosa che so della vita: i sogni ad occhi aperti sono una gran cazzata!”
“L’unico lusso che mi concedo è non solo non credere nei sogni ad occhi aperti, ma non credere neppure nella realtà. È semplice e ti rende possibile sopravvivere. Quello che mi succede, non mi riguarda. Tutto qua.”
“Questa è l’unica epoca della storia dell’umanità in cui c’è gente che torna in Molise!”
“Guarda che se vuoi trovare un lavoro, mica funziona così! Funziona come questa cena: non è che puoi pensare a una cosa che ti piace e sperare di trovarla nel frigo, perché hai pochissime possibilità di trovarla, diciamo … un 3% scarso! Tu devi invertire le azioni: apri il frigo, trovi il tonno e ti convinci che il tonno è esattamente quello di cui avevi voglia. Penne lisce con la ricotta? È il mio piatto preferito!”
“Hai presente il concorso all’università? Il sogno della mia vita (…) L’ha vinto uno di Verona, nipote di un senatore pare … Comunque, questo altro anno ce ne sarà un altro e io ci riprovo! Finiranno prima o poi sti cazzo di nipoti …..”
“Il mio nome è Matteo Moretti, ho 31 anni e sono un precario. Do ripetizioni di matematica, lavoro part-time nello studio di un commercialista e correggo bozze per una rivista scientifica. Non so se mi rinnoveranno il contratto, non so cosa farò tra sei mesi, non ho idea di quale sarà il mio futuro. Guadagno in tutto 940 euro al mese”
Alla fine del film la situazione economica di Matteo non è di molto cambiata, non è migliorata, non sa ancora cosa farà domani, però è più tranquillo, è più sorridente. Sapete perché? Perché la mattina, quando si sveglia non si ritrova più sotto una catapecchia,ma è in una casa migliore, più bella di quella di prima. Non c’è il tunz tunz dell’amico, ma la dolce melodia di una bellissima canzone. E soprattutto, non ci sono proprio le urla del suo coinquilino a dargli il buongiorno, ma il bacio della sua cara amata.
Un bel film, mi è piaciuto tanto. Primo perché non si poteva trovare titolo migliore, ormai questa è veramente la generazione 1000 euro! Che poi, mille euro se ti va bene, altrimenti neanche quelli! Poi gli attori sono bravi, alcune battute veramente formidabili. E la morale della storia è che certamente i soldi ti aiutano a star meglio, ti permettono un tenore di vita migliore, ma in fin dei conti quello che è veramente importante è avere accanto una persona fantastica, quella che ami. In fondo la felicità è fatta di piccole cose. Come al mattino un bacio di buongiorno.
splendide...
RispondiEliminale frasi che hai riportato sono le più significative del film!
Si! Soprattutto quella del Molise...
RispondiElimina(purtroppo però!) :(