"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

martedì 6 aprile 2010

6 Aprile 2009 - 6 Aprile 2010


6 Aprile 2009- 6 Aprile 2010.

E' passato un anno da quel tremendo terremoto che ha scosso L'Aquila e, di riflesso, l'Italia intera. Erano le 3.32, si avvicinava Pasqua, ma in pochi attimi c'è stato un vero e proprio inferno. E' bastato poco, pochi secondi, per rovinare la vita di tante persone. Le vittime sono state 308, i feriti circa 1600. Mi ricordo che guardavo i telegiornali senza dire parola, non riuscivo a fare un minimo commento su ciò che stava succedendo, mi sembrava troppo impossibile per essere vero.

Invece lo era. E come se lo era. Ho seguito i funerali sempre in tv, vedere quelle bare mi faceva venire i brividi. Quante vite, quanti sogni spezzati. Quante lacrime, quanta disperazione, quante ferite tra i cuori di quella gente costretta a subire tutto quello sfacelo senza poter fare niente.

Rimasi colpita dalla compostezza del dolore degli aquilani. Soffrivano e piangevano in silenzio, uno accanto all'altro. Li vedevo ben organizzati nelle tendopoli, ordinati, non ho mai sentito urla di protesta particolarmente "pesanti". Li ho ammirati per questo, per la loro infinita forza.

Nei giorni seguenti ho fatto un giro su youtube, ho cercato dei video sul terremoto, ne ho trovati parecchi. In alcuni si vedeva la violenza della scossa suelle cose: erano immagini riprese da telecamere di servizio. Si vedevano oggetti che cadevano all'improvviso, che si muovevano violentemente. Sembravano gli effetti speciali che vengono usati nei film.

Non ho visto solo questo genere di video, però. Mi sono soffermata particolarmente su quelli creati come omaggio, come ricordo delle vittime. Anche perchè sostengo che al di là della disperazione di aver perso una casa frutto magari di sacrifici di una vita intera, c'è un dolore decisamente peggiore, quello di chi ha perso un familiare, un amico, un conoscente. Le case si rifanno, bastano dei mattoni. Le persone no. Una volta che vanno via non c'è più nulla da fare.

Alcuni video mi hanno fatto venire i brividi. Li ho rivisti proprio stasera: è passato un anno, ma la sensazione è la stessa.

Mi hanno colpito in particolare dei video su una ragazza trovata morta sotto le macerie di casa sua insiema alla madre. Giorni dopo, all'ospedale, è morta anche la sorella.

Le piaceva cantare, nel video ci sono anche dei momenti canori. L'ho sentita, era veramente brava, aveva una voce a dir poco spettacolare.

L'ho guardata bene, nei movimenti, nell'espressione del suo viso, nei suoi sorrisi. Tutte le foto che ho visto ritraggono una ragazza solare. Aveva 22 anni, era nel pieno della sua giovinezza. Posso solo immaginare quanti sogni vivevano dietro quegli occhi. Magari avrebbe voluto continuare a cantare, chissa... forse l'avremmo vista fare i provini di X Factor, magari i suoi genitori sarebbero diventati nonni... E invece niente di tutto ciò.

Non aggiungo altro. Rivolgo solo un pensiero, una preghiera a chi non c'è più. E spero che chi è sopravvissuto trovi sempre la forza di andare avanti, pur avendo dentro un grande dolore.

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