"Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va in corsa, è un'avventura ricostruire se stesse. La più grande.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre, quando meno te l'aspetti."


(Donne in Rinascita - D. Cugia)

lunedì 22 ottobre 2012

Pensieri notturni

Un pomeriggio qualunque. L’aula studio,la compagnia dei libri di economia.
Sono qui immersa nei miei grafici, a cercare di capire qualcosa. Un pomeriggio solitario, le altre oggi non ci sono. E intorno sembra essere tutto tranquillo. C’è gente nuova rispetto a qualche mese fa. Saranno matricole o studenti che hanno deciso di studiare un po’ qui tra una lezione e l’altra.
Sono tutti assorti, presi dai loro fantastici libri.

Io sono annoiata, tanto per cambiare. Rompe questa piattezza una piccola scossa alla gamba destra: è il mio cellulare che vibra dentro la tasca dei jeans.
Esco fuori in un lampo, senza giacca, senza sciarpa, con il mio raffreddore. Rispondo, è la mia amica. Mi propone qualcosa per stasera: un aperitivo, un evento di moda a cui assistere.
Ovviamente accetto, l’alternativa è la tv. Appuntamento alle sette, passa lei a prendermi.

Le sette sono tra due ore.
A me quest’economia fa sempre più schifo. Finisco di fare finta di capire l’ultimo grafico e torno a casa. Non so cosa mettere stasera, come sempre. Non so come ci si veste ad un evento modaiolo. Apro l’armadio, scavo un po’, rovisto, guardo, butto qualcosa sul letto. Faccio un paio di prove davanti allo specchio, faccio tesoro dei pareri di B., alla fine decido.
Un vestito a maniche corte, nero, damascato. Rubato dall’armadio della mamma un mese fa. Dei collant un po’ leggeri. Le ballerine perché non ho proprio voglia di girare con i tacchi e un blazer.
L’effetto finale non è male, anche se sono certa che finirò col sentirmi in imbarazzo.
Come succede ogni volta che non vesto in modo casual.
Un ritocco al trucco, una pettinata ai capelli. L’essenziale dentro la borsa e sono pronta.

Andiamo in un posto che non avevo mai visto prima. Carino, accogliente, con la musica giusta. Non troppo affollato, come piace a me. Prendiamo uno spritz, perché noi teniamo alle tradizioni. Un bel po’ di chiacchiere, di gossip, di commenti e si fa subito l’ora di andare a quell’evento. Ci incamminiamo, a quanto pare non è molto distante.
Io inizio a sentire freddo, temo di essermi vestita troppo leggera.
Suona il cellulare, è un messaggio.

Un messaggio che rompe di nuovo l’equilibrio che avevo conquistato. Viene da lontano, ma si sa che i problemi non conoscono chilometri. Un messaggio che mi fa crollare il mondo addosso di nuovo, che mi fa tornare l’ansia che pensavo di avere allontanato definitivamente.
Mi buttano proprio giù quelle parole, vorrei lanciare il cellulare per terra, sull’asfalto. Lasciare che le macchine lo frantumino per bene. Vorrei che lo macinassero, che di lui  non rimanesse proprio nulla.

Ma si sa che io sono "quella della razionalità esasperata". E finisco per riposarlo in borsa, accennare un sorriso alle amiche e tirare dritto.
Fa sempre più freddo, quasi tremo. Arriviamo a destinazione, l’evento è all’aperto.
Ho perso l’entusiasmo, l’interesse, la voglia di vedere. Quasi non me ne importa neanche se la gente si mette davanti e mi rovina la visuale. Mi fingo interessata, commento gli abiti, le modelle, i loro capelli, gli accessori vistosi e la loro eccessiva magrezza. Ma il pensiero è sempre lì, dentro al cellulare, dentro a quelle parole, in quella situazione incresciosa dentro la quale mi sento in gabbia.
Vorrei essere libera, pensare a me, come credo sia giusto.

Due ore dopo sono di ritorno, cammino per la mia via in fretta, per arrivare a casa prima e riscaldarmi un po’. L’inverno sembra essere arrivato stasera, in silenzio, con un freddo che sembra spezzarmi in due, voler congelare i miei piedi e i miei pensieri, vuole fermarmi.
Le scarpe fanno rumore per strada. Un suono meccanico, ripetitivo. Simile alle lancette di un orologio che ti annuncia che l’ora di alzarti dalla sedia è arrivata.

Sono al portone, metto la chiave nella toppa. Tolgo le scarpe, non voglio disturbare, vorrei essere invisibile al momento. Accendo la luce giusto per non cadere giù per le scale e concludere in modo semidrammatico questa notte buia.

Al sicuro, in casa, tra il caldo delle coperte e la comodità del pigiama ripenso al messaggio, alla situazione generale. Alle parole che mi sento rimbombare in testa, a quel desiderio di essere serena, di avere una vita tranquilla.
Mi ripeto che a tutto c’è una soluzione, che in tutto questo sono anche fortunata perché c'è chi sta peggio di me.
Dalle mie parti, i vecchi saggi dicono più o meno che solo la morte è una situazione irreversibile e che nella vita la salute è tutto. Ho fatto di queste brevi frasi una sorta di motto di vita.
Aggiungo anche il fatto che l'ottimismo è il profumo della vita, come diceva una nota pubblicità qualche anno fa.

È una consolazione, una presa di coscienza, un modo per convincermi del fatto che si può sempre andare avanti, in qualche modo.
Non sempre però ho lo stato d'animo adatto per accogliere e metabolizzare bene queste parole. Alcune volte lo sconforto prende il sopravvento.
Ma è una situazione momentanea, per fortuna. Come in questa notte.
Domani è un altro giorno, magari va meglio. Magari ho l’animo giusto per affrontare tutto.

22 commenti:

  1. A volte ci sentiamo così indifesi... ma poi passa, passa sempre :-)

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  2. A volte basta solo aspettare, poi tutto passa... A volte serve solo fermarsi, raccogliere le energie e ricominciare a combattere :-)

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    1. Non posso che darti ragione, adesso, a distanza di una settimana.

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  3. Hanno ragione i saggi delle tue parti, nella vita la salute è tutto e tutto si sistemerà, vedrai!
    E' brutto quando ti arrivano notizie negative che ti rovinano una serata piacevole, ma non bisogna lasciarsi trascinare dallo sconforto e continuare a pensare positivo!

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    1. Certe volte risulta difficile pensare positivo, ma alla fine ce la facciamo sempre!

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  4. E purtroppo è un attimo a ripiombare dentro quei capitoli della vita che sembravano chiusi e che invece basta una telefonata o un semplice messaggio per riviverli come se il tempo non fosse mai passato. Credo sia quella cosa che si chiama vita e che ti obbliga a prendere quello che in quel momento ha da darti, sperando che domani sarà un giorno migliore.
    Te lo auguro davvero.
    Un abbraccio

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  5. Quel parallelismo tra la morte e le difficoltà quotidiane è ben rappresentato anche da un detto popolare delle mie parti che tradotto letteralmente suona piú o meno come "non si tratta della morte di un uomo"
    A ben pensarci, come concetto risulta brutalmente calzante, con la capacità alquanto rara di abbattere qualsiasi tentativo di autocompatimento&affini. Te lo dice uno che qualche mese fa ha perso la mamma. Per quanto riguarda il lancio dei telefoni non credo ci sia cosa piú liberatoria al mondo. Ricordo ancora un 21 luglio del 2008 quando, dopo esser stato piantato in asso per telefono da quella che pensavo fosse la donna della mia vita, ho terminato la chiamata, esteso il braccio, mirato al muro della camera da letto e sbam. Il telefono è esploso in mille pezzi e con lui, in qualche modo, anche l'immagine riflessa della mia interlocutrice. A tutti poi raccontavo che fosse schizzato via da un cuscino in cui si era incastrato mentre rifacevo il letto, ma dato il buco prodottosi sul muro, nessuno ci ha mai creduto veramente. Il bello di cambiare telefono, in certi casi è che ti ricostruisci una verginità sentimentale, nel senso che tutti i ricordi, belli e brutti, finiscono col restare confinati nel vecchio device. Ed hai, in fondo, una comoda possibilità di ripartire.

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    1. Sono stata frenata dal pensiero che il cellulare ha solo un paio di mesi di vita e soprattutto dal fatto che se si dovesse rompere, sarei costretta a tornare ai telefoni di dieci anni fa... Ma credimi che un po' di voglia di distruggerlo è rimasta. Spero che la mia razionalità esasperata non mi abbandoni mai.

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  6. Solo alla morte non c'è rimedio lo ripetono anche i saggi di qui. E razionalmente penso abbiano ragione, però le emozioni e il dolore non sono mica razionali e allora capita che per un niente ci sentiamo trascinati indietro, verso una situazione che ci sembrava aver superato. E in un attimo siamo di nuovo lì, di nuovo un po' a pezzi, fragili.
    Spero che oggi sia stata una giornata migliore Chiara. E che la notte si sia portata via quel freddo e quei brutti pensieri.
    Un abbraccio

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    1. Ciao Fru,
      le cose adesso vanno meglio. Non ero pronta, in quel momento preciso, a ripiombare nei problemi. Adesso mi sento un po' più... forte!
      Grazie!:-)

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  7. Rifletto tantissime volte su come la gente superi i propri momenti bui, dalle cose più semplici a quelle più difficili. Ognuno ha il suo modo, il suo tempo e io ne sono sempre affascinata. Come ti capisco quando succede qualcosa e tutto attorno a te sembra di poco valore, ed effettivamente lo è. Si spoglia di ogni interesse.
    Spero che questa brutta situazione si sistemi per te, perchè ognuno merita di essere libero.
    Un abbraccio

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    1. Ti dirò che ho avuto la tentazione di concludere il post con un sondaggio sui rimedi che adottate voi quando avete un problema che lì per lì vi sembra irrisolvibile...

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  8. Essere in un posto mal volentieri e soprattutto patire il freddo, aggiungere un messaggio che scombussola non è proprio una bel momento. Spero oggi tu stia meglio. Ti mando un sorriso.

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  9. Prima di tutto complemnti x il post, mi sembrava di leggere il capitolo di un libro.
    Tranquilla, nella vita tutto passa, è difficile e lo so bene, ho sopportato a lungo una situazione difficile e struggente (come definisco io quella storia!!) ma poi un giorno di punto in bianco - giuro - mi sono svegliata e tutto era cambiato dentro di me.
    Un abbraccio
    Lety

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    1. Grazie a te per i complimenti. Certe volte credo di dare il meglio di me stessa nei momenti peggiori. E' una cosa un po' della serie "bisogna avere il caos dentro per partorire una stella che danzi"...

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  10. Anche mia nonna dice che c'è un rimedio a tutto, tranne che a quella cosa lì.. Anche se è difficile, devi trovare il tuo modo di affrontare le cose..

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  11. Cara amica Chiara,
    sì perchè ormai ti considero un'amica, sappilo!
    Leggendo ti ho intravista tra quell'evento mondano, indifesa, con le tue ballerine che non ti aiutavano a sconfiggere il freddo serale. Ancora sento la tua non serenità quando arriva quel messaggio, dal contenuto che deve averti certo toccato molto.
    Spero non sia nulla di grave. E' vero, ti potrei dire che nella vita tutto si risolve, ma in questi momenti credo che le frasi di circostanza siano l'ultima cosa che vogliamo sentirci dire. Certo a tutto si riesce a trovare una soluzione, ma se non siamo soli in queste circostanze è meglio, almeno io la penso così. Posso invece dirti che se hai bisogno di parlare ci sono, sempre, e ti sono vicina. Basta un fischio e Marta arriva, su questo puoi contarci!
    Un forte abbraccio cara!

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  12. quando hai detto di far finta di capire il grafico per andare a casa o la tua reazione al messaggio la voglia di buttare via il telefono e poi rimetterlo in tasca,il fatto di pensare e ripensarci ma poi a fine giornata concludere tutto con un "magari domani andrà meglio" mi ha fatto capire quanto siamo simili in questo, ti giuro per qualche minuto sembrava che avessi scritto io stessa questo post!

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    1. E' bello trovare dei punti in comune con chi legge i miei post :-)

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